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domenica 11 ottobre 2026

WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap.8.2

 WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap.8.2

PASSEGGIATA SULLE MURA, I NEGOZI DEI CALLIGRAFI, LA TORRE DELLA CAMPANA E LE RAGAZZE VESTITE IN STILE HANFU

122. Abbiamo a disposizione il pomeriggio per iniziare a conoscere la città, e la tappa più semplice (e anche più vicina, anche se, pur essendo appena oltre il grande incrocio che è fuori dal nostro albergo, ci portano con il minibus! Mah!) è visitare le mura, sulle quale saliamo per una breve passeggiata. Non percorriamo tutto il perimetro, di 14 chilometri e non noleggiamo le biciclette - abbiamo visto poche persone farlo- ci limitiamo a percorrere il tratto sud, quello sul quale siamo saliti.

123. Una notizia che ci è giunta da una delle guide è che nel periodo maoista le mura delle città furono abbattute per significare che non ci doveva essere separazione tra i cittadini e i contandini in ossequio allo spirito egalitario del pensiero del PCC. Le mura di Xi'an non furono abbattute, forse perché troppo imponenti, forse perché la città era così povera che non avevano le risorse per farlo. Meglio così, meglio aprire varchi nelle mura e conservare un reperto storico (ma forse questa è una mia visione occidentale)

124. Scesi dalle mura abbiamo visitato un bella via commerciale. Bella perché distinguendosi da altre, infine altre, in questa, sia pure con la reiterazione consueta, erano presenti molti negozi dedicati alla calligrafia. Dai timbri ai pennelli, alla carta, all'inchiostro. Avrei comperato di tutto, anche senza sapere bene cosa farne. E' stato faticoso non portare a casa nessun ricordo. Tutto ciò che ha a che fare con la scrittura, soprattutto manoscrittura, mi fa impazzire.

125. Xi'an è una città molto vivace che ci è apparsa informale, giovane e allegra. Dopo la cena siamo andati, Antonella ed io, a fare un giro nella città vecchia, spingendoci fino alla Torre della Campana. Forse perché sabato sera, con un bel clima tiepido, fatto è che la città era piena di persone. Alla rotonda in mezzo alla quale è posta la Torre i marciapiedi erano pieni di giovani vestite in stile Hanfu che obbligavano fidanzati o aspiranti tali a fotografarle ripetutamente, con una professionalità rara, davanti alla torre illuminata.





















mercoledì 7 ottobre 2026

WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.2.2 (b)

 WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.2.2 (b) dove (concludiamo il racconto iniziato ieri) si dice del passeggiare un po’ da flaneur per le vie del centro storico, della splendida Port’Alba, della casa di Benedetto Croce, del presepe, di proteste per la casa, per i morti sul lavoro e per le ingiustizie nel mondo (Ucraina e Palestina vicine), delle complicazioni tariffarie della metropolitana, del bellissimo Teatro san Carlo, dei “caffè gambrinus”, delle enormi pizze a La figlia del presidente e di un caffè letterario che non ti fa il caffè

2.2.g Scegliamo di andare verso il trittico di piazze dove è sito il teatro utilizzando la metropolitana da piazza Cavour. Percorriamo allora via Duomo e ne approfittiamo per visitare la chiesa che non ci offre nulla di particolarmente interessante. Scendiamo nella cripta dove sono conservate le ossa di san Gennaro portate a Napoli (ho saputo che san Gennaro da vivo a Napoli non è mai andato) da un certo cardinale Carafa che non ha mancato di farsi fare la statua che lo rappresenta genuflesso in preghiera davanti alla tomba (io sono un mal-pensatore, lascio immaginare cosa abbia pensato vedendo tanta ostentazione)

2.2.h Per prendere la metropolitana si esce dal centro storico usando la porta di san Gennaro. Fuori dal centro storico appare una città più ordinaria con negozi più adusi alla comune vita di tutti i giorni. Appare anche un tratto di città più sporca e trasandata

2.2.i Non ho approfondito il sistema dei trasporti urbani di Napoli, la sensazione è che siano un affiancarsi di linee con diversa gestione e non comunicanti tra loro, neppure dal punto di vista tariffario.

2.2.j Risaliamo in via Toledo e prima di arrivare al teatro passeggiamo nella bella galleria Umberto I e ci concediamo un “caffè Gambrinus” nell’omonimo famosissimo bar.

2.2.k La visita guidata al teatro san Carlo è stata piacevolissima. La giovane guida è stata veramente brava e il teatro è particolarmente bello. Peccato che mentre parlava la guida, fortunatamente con il microfono, qualcuno provava il funzionamento del clavicembalo, e assicuro è particolarmente fastidioso. La guida era un po’ in imbarazzo ma non poteva farci nulla.

2.2.m Abbiamo seguito, come per la sera precedente, il suggerimento di Giulia per la cena. Siamo andati nel vicino LA FIGLIA DEL PRESIDENTE, una pizzeria che non è su itinerari standard e abbiamo avuto la sensazione fosse frequentata da concittadini (e questo depone a favore). Abbiamo fatto l’errore di prendere un (buonissimo) antipasto, e così quando sono arriva le smisurate pizze, è stata una dura prova finirle (Antonella si è fatta mettere in cartone la metà che non è riuscita a mangiare e l’abbiamo portata nell’appartamento.

2.2.o Di queste dimensioni ricordo le pizze prese sulla Historic Route 66 a Flagstaff in Arizona (non ricordo se altrettanto buone, ma mi permetto di avere un dubbio)

2.2.p Rientrando abbiamo visto un Caffè Letterario quasi di fronte all’Archivio di Stato. Siamo entrati perché un Caffè Letterario è uno dei miei sogni. Abbiamo chiesto due caffè che la gentilissima proprietaria non ci ha fatto ma in compenso abbiamo chiacchierato piacevolmente. Non siamo andati oltre la prima sala, molto … un tedesco forse direbbe “bequem”. Avrebbe meritato una visita più approfondita e una maggiore frequentazione (la sensazione è che per la signora si trattasse più di un divertissement che una impresa commerciale), ma non è stato possibile (quando siamo passati la mattina di due giorni dopo, e non era presto, il caffè era ancora chiuso)































martedì 6 ottobre 2026

WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.2.2 (a)

WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.2.2 (a) dove si dice del passeggiare un po’ da flaneur per le vie del centro storico, della splendida Port’Alba, della casa di Benedetto Croce, del presepe, di proteste per la casa, per i morti sul lavoro e per le ingiustizie nel mondo (Ucraina e Palestina vicine), delle complicazioni tariffarie della metropolitana, del bellissimo Teatro san Carlo, dei “caffè gambrinus”, delle enormi pizze a La figlia del presidente e di un caffè letterario che non ti fa il caffè

2.2.a Ci immergiamo nelle chiassose e affollate vie del Centro Storico con ancora negli occhi lo splendido chiostro di santa Chiara

2.2.b C’è un bel clima ed è piacevole muoversi tra senza cercare qualcosa di particolare, anche se ovviamente abbiamo un programma e un itinerario da seguire, ma fatto senza fretta, un po’ da flaneur (la condizioni mitica alla quale tendiamo).

2.2.c Giulia ci aveva indicato (e Maria da indigena confermato) che Port’Alba, tra piazza Dante e piazza Bellini, è un posto splendido, ed è vero. Si tratta di una corta via quasi una corte chiusa da due porte agli estremi, piena di librerie che espongono in banchetti sulla strada. Abbiamo passato una bellissima mezzora. Avrei comprato a chili (ma ovviamente non l’ho fatto, per scelta… esogena) e ci siamo limitati a prendere una edizione in napoletano del Piccolo Principe per Ida.

2.2.d Non abbiamo mancato di percorrere, dopo aver visitato il cortile della casa del Senatore Benedetto Croce,  via san Gregorio Armeno, la tanto pubblicizzata via dei presepi. Tra molte cose piuttosto pacchiane, abbiamo potuto vedere molte cose interessanti e originali. Per chi, diversamente da noi, è Cristiano e fa il presepe, penso che acquistare qualche statuina o riproduzione di negozietti artigiani sia piacevolissimo. Noi siamo passati guardando e fotografando gli aspetti che abbiamo trovato pi+ simpatici.

2.2.e La posizione strategicamente indovinata ci ha consentito di fare un break in appartamento.

2.2.f Nel nostro programma le meta successiva è il teatro san Carlo dove abbiamo prenotato una visita guidata.






















lunedì 5 ottobre 2026

WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap.7.1.2

 WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap.7.1.2

IL TEMPIO DEL CIELO, LA SALA DELLA PREGHIERA PER I BUONI RACCOLTI, LA MARMITTA MONGOLA E LE DIFFICOLTà DI ANTONELLA, LA PIZZA (SI' UNA PIZZA!!!)

108. L'ultimo spazio che visitiamo nel complesso del Tempio del Cielo è quello più importante, dove i riti si concludono. Si tratta della Sala della Preghiera per i Buoni Raccolti, piena di simboli numerici che richiamano le stagioni e i mesi dell'anno. E' una imponente struttura circolare all'interno della quale l'Imperatore pregava per il buon raccolto.

109. E' anche il posto dove confluisce e si raggruppa la maggior parte della folla, che in particolare si accalca per fotografare gli interni (molto scuri) dove si intravede un trono. E chi siamo noi che veniamo così lontano da non intrupparci con gli ospiti cinesi? E così ci siamo buttati e ben lavorato di gomito.

110. E' l'ultimo luogo importante che vediamo di Pechino. Il giorno seguente prenderemo il treno per Xi'an, l'antica capitale. Lasciare la capitale e inoltrarci nelle altre provincie cinesi dà il senso di un passo ulteriore, come un immergerci in una realtà dove fino ad ora siamo stati sulla soglia.

111. Prima di cena facciamo un piccolo giro nel quartiere, superando i piccoli "Ape piaggio cinesi" che stanno caricando o scaricando materiale, ed entriamo in un centro commerciale dove troviamo un piccolo triste negozio di animali. Vedremo anche in altre situazioni un trattamento riservato agli animali (soprattutto da piccoli venditori di strada) che da noi è superato da tempo (oddio, da noi stiamo sbarellando nel senso opposto, un sapiente equilibrio rimane sconosciuto)

112. La cena è in un ristorante vicino al nostro hotel. La "marmitta mongola", una specie di hotpot personale (ciascuno di noi ha la sua marmitta) dove cuociamo carne e verdura. Per quanto buono, la carne che dobbiamo cuocere a nostra valutazione - e io non sono in grado assolutamente di valutare, è piuttosto faticoso (più della norma, che già prendere con le bacchette il cibo che transita ruotando davanti a te sulla piattaforma girevole è un bell'impegno).

113. E infatti Antonella gradisce moltissimo la pizza che viene offerta dalla nostra guida Angela. E abbandona la Mongolia e per qualche minuto lei e le sue papille gustative tornano in Italia.