giovedì 18 giugno 2026

WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.10.1

 WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.10.1

La sera precedente siamo andati a dormire dopo aver dovuto riscaldare un po' la camera, considerata la temperatura non particolarmente mite. Ci svegliamo con un bel sole e la vallata appare ancora più bella. Ci sediamo per ammirarla sotto il portico al tavolo per la colazione che, quando viene colmato delle delizie che ci propone il nostro B&B diventa sublime.

Ci gustiamo una splendida colazione soddisfacendo palato e vista in un colpo solo

Ritornando in Armenia, questa tappa potrebbe essere ricalibrata in due notti dedicando un giorno a una bella escursione a piedi, per rompere un po' il succedersi dei giorni seduti in auto.

Comunque: oggi la meta è Gyumri, dove ci fermeremo due notti, e siamo ormai alle battute finali di questo viaggio. Eppure le mete da visitare sono ancora molte.

I primi due monasteri ordierni sono Akhtala e Haghpat.

Per raggiungere i monasteri ci spostiamo verso Nord, e fiancheggiamo Alaverdi che conserva le tracce di quanto era città mineraria.

Ci avviciniamo alla Georgia e Akhtala ha le pareti affrescate allo stile delle chiese georgiane ma con delle particolarità che vogliono comunque fare una distinzione con la moda georgiana, segnalando una maggiore vicinanza con il centro del mondo di allora, ovvero Bisanzio.

Certo che questo frammentarsi anche sulle virgole del mondo Cristiano me lo fa avvicinare idealmente al mondo della Sinistra, anche se non riesce a raggiungere la stupida costanza della Sinistra di rimanere diviso anche quando ci si trova ad affrontare pericoli esistenziali (ma le guerre di religione non sono stato uno scherzo)

Akhtala ha numerosi affreschi. La chiesa principale, poteva non esserlo, è Surb Astvatzatzin, dove però il grande affresco Panachrantos (Tutta Pura) è gravemente danneggiato. Sotto questo affresco è raffigurata la doppia scena della Comunione degli Apostoli (non l'ultima cena) con la distribuzione del corpo e del sangue di Cristo (ma stranamente la frase riportata è la stessa per le due scene: questo è il mio sangue). Ci sono altri affreschi raffiguranti il Regno dei Cieli e l'Ultimo Giudizio.

Una affresco raffigura la scena dei quaranta martiri di Sebaste (obbligati a stare nel lago ghiacciato in inverno) e un altro l'immagine di santa Nino.


















domenica 14 giugno 2026

WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.9.2

 WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.9.2

Lasciamo il Sevan e ci inoltriamo sempre più nel verde nord dell'Armenia.

 La nostra meta è a nord di Vanadzor, ma prima abbiamo due tappe (indovinate un po', per visitare due monasteri).

Il verde e i prati fanno chiamare questa regione "La Svizzera dell'Armenia", e se Svizzera deve essere, possono mancare le mucche al pascolo. Solo che queste mucche a volte attraversano la strada senza preavviso, apparentemente senza controllo se non quello di un cane pastore. Occorre tenere d'occhio le loro intenzioni. A noi è capitato di trovarcele di fronte, fortunatamente sempre a distanza di sicurezza.

Il monastero di Goshavank è nella provincia di Tavush, a 1.252 m s.l.m. La chiesa Surb Astvatzatzin risale al 1.100 e fu il primo edificio in pietra costruito qui. L'ingresso principale avviene attraverso una Zhamatun (si tratta di un Gavit che però ospita dei sepolcri). Più recente di quasi un secolo la chiesa Surb Grigor. Altro edificio notevole, il Matenadaran ( la biblioteca) che venen devastata dall'invasione tumiride quando l'intera raccolta di più di 15.000 manoscritti andò bruciata.

Ritorniamo sulla M4 per dirigerci alla seconda tappa, il complesso monastico di Haghartzin (significa qualcosa come "danza delle aquile", secondo la nostra preziosa guida)

Appena entrati nel complesso si incontra il grande refettorio, mentre le chiese sono poste più lontane.

La chiesa più grande è la Surb Astvatzatzin che tra le altre ha questo bassorilievo che rappresenta due figure di vescovi stanti, con lunghe basette, barbe rigogliose e grossi occhi a mandorla: quello a destra è vestito in maniera più ricca rispetto a quello di sinistra. In mezzo il modellino della chiesa. Si ritiene, spiega sempre la guida senza la quale non avremmo cercato e visto il bassorilievo, che si sia voluto simboleggiare l'accordo avvenuto tra la chiesa Georgiana e la chiesa Armena (perché se il Dio è lo stesso, la concordia tra i fedeli incredibilmente latita). Non la più grande ma la più antica è la chiesa di Surb Grigor, per la cui costruzione si utilizzò una pietra gialla e porosa  che proviene da una cava a una decina di chilometri dal monastero.

Una lunga iscrizione fatta porre dal principe Ivane alla morte del fratello maggiore Zakare sovrasta l'ingresso del portale d'ingresso dello Zhamatum della chiesa Surb Grigor.

La giornata è stata uggiosa per tutte le ore fino al momento di lasciare Haghartzin, ma mentre ci dirigiamo verso la location dove dormiremo migliora. Lasciamo quindi la valle dove sorgono i due monsteri e ci dirigiamo verso Vanadzor dove devieremo sulla M6 che porta verso la Georgia, con obiettivo Alaverdi (ma noi dormiamo un po' prima della cittadina mineraria).

Suggerisco di non fidarsi pienamente di google maps, ma di tenere sempre d'occhio la cartina fisica e sempre sveglia la logica e l'esperienza. Fidarsi del sistema della rete vuol dire a volte fare inutilmente strade piuttosto dissestate e contorte. Senza che sia chiara la logica.

Noi dormiamo all'Amoj B&B and guest house ed è stata una scelta straordinariamente indovinata. Si tratta del piano terra di una villetta dopo la quale non c'è nulla se non i prati che salgono verso i monti circostanti.

Per arrivare abbiamo lasciato la M6 e ci siamo inerspicati su una strada a tornanti che è salita parecchio rispetto alla vallata. Poi giunti in un paesino di 4 case, siamo stati indirizzati verso uno sterrato. Ci siamo fermati dubbiosi, ma un uomo che ci ha visto ha capito e ci ha indicato di prendere lo sterrato che in duecento metri ci ha condotti al nostro splendido B&B dove siamo stati accolti con grande simpatia e cortesia e un bricco di te' accompagnato da marmellata di more buonissima. 

Poco dopo esserci sistemati siamo usciti per fare due passi e abbiamo incrociato l'uomo che era marito della padrona del B&B e che tornava con le sue mucche che ha munto nel prato vicino alla casa, spettacolo al quale noi cittadini non abbiamo rinunciato.

































sabato 13 giugno 2026

WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.9.1

 WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.9.1

Sono pochi i chilometri che sabato 16 maggio ci separano dal nostro hotel dove il responsabile ci ha offerto, anche se non prevista, una prima colazione leggera ma buona. Anche questo hotel è stato indovinato, buona scelta.

I pochi chilometri percorsi costeggiando il lago Sevan in un giorno uggioso ci portano al Monastero di Sevanavank.

Un tempo questo monastero sorgeva su un'isola, chiamata Isola degli uccelli. L'abbassamento del lago, l'isola è diventata una penisola, e il monastero è raggiungibile con una strada che dirama dalla M4 che conduce a nord e, arrivati al parcheggio (sempre con pagamento al parcheggiatore abusivo), arrampicandosi per una lunga scalinata che porta al promontorio dove sorgno le chiese.

Immagino che in una giornata di sole la vista dal promontorio del lago e della costa sarebbe stata più piacevole di quanto abbiamo potuto godere noi con le nuvole basse e ogni tanto scrosci di pioggia.

Sono due le chiese principali del complesso, la chiesa dei santi apostoli (Surb Arakelots) e l'immancabile Surb Astvatzatzin (con un bel portale in legno, una iconostasi in legno che è insolita per le chiese armene (si tratta di un dono del monastero di san Taddeo, in Iran) e un Khatchkar molto bello, del tipo (leggo dalla preziosa guida) Amenaprkitch, con al centro il rilievo di Cristo in croce, ai cui piedi si trovano la Madonna e san Giovanni apostolo. Al di sotto compare la scenza in cui Cristo, disceso agli inferi, ne trae Adamo ed Eva.

Arrivando al parcheggio del monastero abbiamo visto un camper. Poiché non ho visto camper Armeni, ho immaginato che avesse una targa europea, e avvicinandomi ho avuto la sorpresa di vedere una targa italiana. Il conducente era a bordo, abbiamo scambiato due parole. Era un uomo solo, con un cagnolino, e girava senza una meta precisa (sarebbe andato a sud). Ci ha raccontato di essere uscito da una storia di alcolismo, e ora con poche pretese, girava per mesi con il suo camper. 

Scendendo le scale dal monastero, passando tra bancarelle che vendevano diversi prodotti, Antonella ha comperato un piccolo monile per un regalo da portare a casa di ricordo. Ha contrattato un po' con la signora del banchetto, finché l'ultimo ribasso proposto da Antonella è stato stoppato con un abbraccio da parte della signora molto simpatico e spontaneo, e così abbiamo chiuso la trattativa alla sua ultima proposta.

Lasciato Sevanavank ci si dirige verso Nord, in quella che è chiamata la Svizzera Armena. Altro paesaggio rispetto a quello brullo lasciato solo il giorno prima.