sabato 4 luglio 2026

WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.11.2

  WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.11.2

Dal caravanserraglio di Aruch inizia il percorso di ritorno verso Gyumri. Lasciamo però per una breve deviazione la M1 e ci dirigiamo verso sud fino a Dashtadem per visitare, in perfetta solitudine, la fortezza di Dashtadem che risale, alle sue origini, al VII secolo. 

Una breve descrizione tratta dal sito eurasia.travel.it: Il complesso comprende una cittadella centrale, mura di fortificazione circostanti, una chiesa e resti di edifici residenziali. La parte più antica è la cittadella interna. Nel 1174, il sultano ibn Mahmud ibn Shavur, emiro di Ani e membro della dinastia curda degli Shaddadidi, aggiunse torri poligonali e semicircolari alla struttura. Un'iscrizione araba sulla torre meridionale commemora questa aggiunta. Lo stesso anno segnò la fine del dominio degli Shaddadidi: l'esercito georgiano sconfisse la dinastia e annesse Ani e i territori circostanti.

Durante il XII e il XIII secolo, sotto la dinastia degli Zakaridi, fu costruita una cinta muraria interna. Nel cuore del cortile si trova la Chiesa di San Sarkis, patrono degli innamorati, costruita in tufo rosso e risalente anch'essa all'epoca degli Zakaridi.

Lasciata la fortezza, come siamo entrati soli siamo usciti senza vedere altri visitatori, ci siamo diretti verso Mastara dove abbiamo visitato la chiesa Surb Hovhannes, dove invece abbiamo trovato altri visitatori (e rimpianto la solitudine di Dashtadem). E' una bella chiesa con un soppalco visitabile e resti di affreschi che si sta recuperando con lavoro di restauro. Probabilmente in uno viene raffigurato san Giorgio, mentre l'altro rappresenta la scena dell'annuncio a Maria della prossima nascita di san Giovanni Battista.

La giornata e il breve tour a sud di Gyumri si avvia verso la conclusione con l'ultima visita odierna, al monastero di Haridchavank. Quando fu scelto dal Katholikos di Ejmiatzin come residenza estiva (il Papa di Roma se non sbaglio va a Castel Gandolfo per fare un paragone) la struttura fu ampliata. 

Manco a dirlo la chiesa principale è Surb Astavatzatzin. Sulla facciata est compare, sulla parte sinistra del timpano, il rilievo di un leone. Al centro (tutto questo lo leggiamo sulla nostra preziosa guida), invece, sormontato da una grande croce, vi è un altorilievo che mostra in fondatori della chiesa. Il loro abbigliamento riflette la moda contemporanea, di ispirazione araba: indossano infatti un caftano e portano in capo uno sharbush, ovvero un alto cappello tipico del costume degli emiri mamelucchi.

Terminiamo la giornata, avendo dovuto anche superare una mandria di mucche che camminavano in mezzo alla strada, con il timore che si spaventassero e tirassero calci alla macchina,  in un piccolo ristorante di Gyumri, il Basturma Shop and Grill Bar dove abbiamo mangiato gli hamburger con i guanti per non sporcarsi le mani.