martedì 6 ottobre 2026

WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.2.2 (a)

WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.2.2 (a) dove si dice del passeggiare un po’ da flaneur per le vie del centro storico, della splendida Port’Alba, della casa di Benedetto Croce, del presepe, di proteste per la casa, per i morti sul lavoro e per le ingiustizie nel mondo (Ucraina e Palestina vicine), delle complicazioni tariffarie della metropolitana, del bellissimo Teatro san Carlo, dei “caffè gambrinus”, delle enormi pizze a La figlia del presidente e di un caffè letterario che non ti fa il caffè

2.2.a Ci immergiamo nelle chiassose e affollate vie del Centro Storico con ancora negli occhi lo splendido chiostro di santa Chiara

2.2.b C’è un bel clima ed è piacevole muoversi tra senza cercare qualcosa di particolare, anche se ovviamente abbiamo un programma e un itinerario da seguire, ma fatto senza fretta, un po’ da flaneur (la condizioni mitica alla quale tendiamo).

2.2.c Giulia ci aveva indicato (e Maria da indigena confermato) che Port’Alba, tra piazza Dante e piazza Bellini, è un posto splendido, ed è vero. Si tratta di una corta via quasi una corte chiusa da due porte agli estremi, piena di librerie che espongono in banchetti sulla strada. Abbiamo passato una bellissima mezzora. Avrei comprato a chili (ma ovviamente non l’ho fatto, per scelta… esogena) e ci siamo limitati a prendere una edizione in napoletano del Piccolo Principe per Ida.

2.2.d Non abbiamo mancato di percorrere, dopo aver visitato il cortile della casa del Senatore Benedetto Croce,  via san Gregorio Armeno, la tanto pubblicizzata via dei presepi. Tra molte cose piuttosto pacchiane, abbiamo potuto vedere molte cose interessanti e originali. Per chi, diversamente da noi, è Cristiano e fa il presepe, penso che acquistare qualche statuina o riproduzione di negozietti artigiani sia piacevolissimo. Noi siamo passati guardando e fotografando gli aspetti che abbiamo trovato pi+ simpatici.

2.2.e La posizione strategicamente indovinata ci ha consentito di fare un break in appartamento.

2.2.f Nel nostro programma le meta successiva è il teatro san Carlo dove abbiamo prenotato una visita guidata.






















lunedì 5 ottobre 2026

WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap.7.1.2

 WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap.7.1.2

IL TEMPIO DEL CIELO, LA SALA DELLA PREGHIERA PER I BUONI RACCOLTI, LA MARMITTA MONGOLA E LE DIFFICOLTà DI ANTONELLA, LA PIZZA (SI' UNA PIZZA!!!)

108. L'ultimo spazio che visitiamo nel complesso del Tempio del Cielo è quello più importante, dove i riti si concludono. Si tratta della Sala della Preghiera per i Buoni Raccolti, piena di simboli numerici che richiamano le stagioni e i mesi dell'anno. E' una imponente struttura circolare all'interno della quale l'Imperatore pregava per il buon raccolto.

109. E' anche il posto dove confluisce e si raggruppa la maggior parte della folla, che in particolare si accalca per fotografare gli interni (molto scuri) dove si intravede un trono. E chi siamo noi che veniamo così lontano da non intrupparci con gli ospiti cinesi? E così ci siamo buttati e ben lavorato di gomito.

110. E' l'ultimo luogo importante che vediamo di Pechino. Il giorno seguente prenderemo il treno per Xi'an, l'antica capitale. Lasciare la capitale e inoltrarci nelle altre provincie cinesi dà il senso di un passo ulteriore, come un immergerci in una realtà dove fino ad ora siamo stati sulla soglia.

111. Prima di cena facciamo un piccolo giro nel quartiere, superando i piccoli "Ape piaggio cinesi" che stanno caricando o scaricando materiale, ed entriamo in un centro commerciale dove troviamo un piccolo triste negozio di animali. Vedremo anche in altre situazioni un trattamento riservato agli animali (soprattutto da piccoli venditori di strada) che da noi è superato da tempo (oddio, da noi stiamo sbarellando nel senso opposto, un sapiente equilibrio rimane sconosciuto)

112. La cena è in un ristorante vicino al nostro hotel. La "marmitta mongola", una specie di hotpot personale (ciascuno di noi ha la sua marmitta) dove cuociamo carne e verdura. Per quanto buono, la carne che dobbiamo cuocere a nostra valutazione - e io non sono in grado assolutamente di valutare, è piuttosto faticoso (più della norma, che già prendere con le bacchette il cibo che transita ruotando davanti a te sulla piattaforma girevole è un bell'impegno).

113. E infatti Antonella gradisce moltissimo la pizza che viene offerta dalla nostra guida Angela. E abbandona la Mongolia e per qualche minuto lei e le sue papille gustative tornano in Italia.



























domenica 4 ottobre 2026

WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.2.1

WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.2.1 dove si dice del Cristo velato e di altre bellissime statue, di un venditore di calzini, del chiostro del Monastero di santa Chiara e dopo questi due capolavori non è il caso di dire altro


2.1.a Usciamo alla buon’ora e ci dirigiamo verso un bar vicino, una traversa di via Duomo, per un’ottima colazione (la colazione è un discrimine importante per impostare la giornata, particolarmente in viaggio, se è buona incide con un peso specifico di positività notevole sul resto della giornata). Poi ripartiamo verso via san Biagio dei librai diretti verso il museo Cappella di san Severo, e dopo poco torniamo verso il bar. Antonella aveva dimenticato il telefono sul tavolo. Fortunatamente da donna social quale è aveva probabilmente visto qualcosa da fotografare e da postare e questo le ha permesso di accorgersi di aver dimenticato lo smartphone. Ritorniamo con una certa ansia al bar e con sollievo pari lo rivediamo sul tavolo dove lo avevamo lasciato (poi perché “avevamo”, non l’ho mica dimenticato io!)

2.1.b Arrivati al museo con un discreto anticipo, attendiamo l’ora di apertura non riuscendo ad evitare le attenzioni di un venditore di calzini che cercava di circuire le turiste con stiracchiate rime. Alla fine non è stato fastidioso, ha smesso di cercare di vendere calzini e in qualche modo, facendo avances ad Antonella è stato a passare un po’ di tempo in attesa arrivassero nuovi turisti. Alla fine, usciti dal museo, lo abbiamo rivisto, salutato e ha voluto fare una foto con Antonella.

2.1.c. Dentro al museo, piccolo ma un gioiello, non si potevano fare fotografie. Peccato. E’ un luogo che, per quanto ne capisco di scultura io, appare straordinario. E non solo per la maestria che ha reso il Cristo velato un’opera veramente inarrivabile. Questa scultura, al centro del museo, bene illuminata, è straordinaria e non ci si stanca di vederla da tutti i lati e in tutti in particolari possibili (a me hanno colpito i piedi che sembrano tirare il velo che ricopre il corpo). Ma non è la sola. Ci sono due altre che mi hanno colpito molto: la Pudicizia di Antonio Corradini, questa donna coperta da un velo che aderisce al corpo con pieghe naturalissime, e il Disinganno di Francesco Quierolo, che raffigura un uomo che si sta liberando da una rete (che rappresentano gli inganni che distolgono l’uomo dal seguire la retta via). Questa rete è un’opera che ci si stupisce sia stato possibile realizzare.

2.1.d Qui il sito dove si può approfondire la conoscenza delle opere che devono essere viste con calma e attenzione con i propri occhi almeno una volta nella vita. https://www.museosansevero.it/

2.1.e Usciti motivati dalla bellezza goduta ci siamo diretti verso piazza Monteoliveto per cominciare il percorso che ci eravamo prefissati.

2.1.f La prima tappa di questo percorso ci ha condotti al chiostro del Monastero di santa Chiara. Un’altra botta di bellezza. Appena entrati si può assistere a un breve film di presentazione che, suggerisco, vale la pena di vedere.

2.1.g. Poi ci si immerge nella delicata bellezza di questo chiostro, con gli affreschi, le maioliche che ricordano plaza de Espana a Siviglia o gli Azulejos, ma qui colorati, del Portogallo. Abbiamo trovato una atmosfera e una sensazione di tranquillità che ci ha portato fuori da una città abbastanza caotica e rumorosa che sembrava lontana e che invece era appena oltre le mura. Si possono fare bei pensieri passeggiando (non da turista e senza i turisti -ma che noia questi turisti!) in questo chiostro. Noi facendo parte della categoria di cui sopra, abbiamo goduto per poco, ma intenso, tempo di tanta pace e tanta bellezza, e poi ci siamo immersi nuovamente nella città.