WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.2.2 (b) dove (concludiamo il racconto iniziato ieri) si dice del passeggiare un po’ da flaneur per le vie del centro storico, della splendida Port’Alba, della casa di Benedetto Croce, del presepe, di proteste per la casa, per i morti sul lavoro e per le ingiustizie nel mondo (Ucraina e Palestina vicine), delle complicazioni tariffarie della metropolitana, del bellissimo Teatro san Carlo, dei “caffè gambrinus”, delle enormi pizze a La figlia del presidente e di un caffè letterario che non ti fa il caffè
2.2.g Scegliamo di andare verso il trittico di piazze dove è sito il teatro utilizzando la metropolitana da piazza Cavour. Percorriamo allora via Duomo e ne approfittiamo per visitare la chiesa che non ci offre nulla di particolarmente interessante. Scendiamo nella cripta dove sono conservate le ossa di san Gennaro portate a Napoli (ho saputo che san Gennaro da vivo a Napoli non è mai andato) da un certo cardinale Carafa che non ha mancato di farsi fare la statua che lo rappresenta genuflesso in preghiera davanti alla tomba (io sono un mal-pensatore, lascio immaginare cosa abbia pensato vedendo tanta ostentazione)2.2.h Per prendere la metropolitana si esce dal centro storico usando la porta di san Gennaro. Fuori dal centro storico appare una città più ordinaria con negozi più adusi alla comune vita di tutti i giorni. Appare anche un tratto di città più sporca e trasandata
2.2.i Non ho approfondito il sistema dei trasporti urbani di Napoli, la sensazione è che siano un affiancarsi di linee con diversa gestione e non comunicanti tra loro, neppure dal punto di vista tariffario.
2.2.j Risaliamo in via Toledo e prima di arrivare al teatro passeggiamo nella bella galleria Umberto I e ci concediamo un “caffè Gambrinus” nell’omonimo famosissimo bar.
2.2.k La visita guidata al teatro san Carlo è stata piacevolissima. La giovane guida è stata veramente brava e il teatro è particolarmente bello. Peccato che mentre parlava la guida, fortunatamente con il microfono, qualcuno provava il funzionamento del clavicembalo, e assicuro è particolarmente fastidioso. La guida era un po’ in imbarazzo ma non poteva farci nulla.
2.2.m Abbiamo seguito, come per la sera precedente, il suggerimento di Giulia per la cena. Siamo andati nel vicino LA FIGLIA DEL PRESIDENTE, una pizzeria che non è su itinerari standard e abbiamo avuto la sensazione fosse frequentata da concittadini (e questo depone a favore). Abbiamo fatto l’errore di prendere un (buonissimo) antipasto, e così quando sono arriva le smisurate pizze, è stata una dura prova finirle (Antonella si è fatta mettere in cartone la metà che non è riuscita a mangiare e l’abbiamo portata nell’appartamento.
2.2.o Di queste dimensioni ricordo le pizze prese sulla Historic Route 66 a Flagstaff in Arizona (non ricordo se altrettanto buone, ma mi permetto di avere un dubbio)
2.2.p Rientrando abbiamo visto un Caffè Letterario quasi di fronte all’Archivio di Stato. Siamo entrati perché un Caffè Letterario è uno dei miei sogni. Abbiamo chiesto due caffè che la gentilissima proprietaria non ci ha fatto ma in compenso abbiamo chiacchierato piacevolmente. Non siamo andati oltre la prima sala, molto … un tedesco forse direbbe “bequem”. Avrebbe meritato una visita più approfondita e una maggiore frequentazione (la sensazione è che per la signora si trattasse più di un divertissement che una impresa commerciale), ma non è stato possibile (quando siamo passati la mattina di due giorni dopo, e non era presto, il caffè era ancora chiuso)

















































