martedì 29 settembre 2026

WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.1.1

WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.1.1

dove si dice della pessima stazione centrale di milano, dei disturbatori sui treni, del fornaio Attanasio e delle sue delizie, di Napoli exclave della Polonia?


1.1.a Per quanto scintillante la Stazione Centrale di Milano rimane ai miei occhi una pessima stazione, ristrutturata con attenzione ai negozi e non ai passeggeri, con indicazioni contorte e con pochissimi posti a sedere per chi attende il treno (e quindi, si pensa, dovendo camminare in circolo nell’androne dell’attesa come gli ignavi del canto III della Commedia, per noia possono essere tentati di fare qualche acquisto). Se già a uno sguardo assoluto appare malfatta, avendo una recente esperienza come la nostra delle stazioni ferroviarie cinesi, anche delle Provincie più interne, con indicazioni chiare (!) e con centinaia di posti a sedere e bagni pubblici ben evidenziati, la comparazione fa uscire l’Italia in modo disastrosamente perdente.

1.1.b Abbiamo preso un vagone business, con poltrone comode, nella fila D, che ha il pregio di essere a posto singolo, senza incrociare le gambe con sconosciuti. (non si capisce perché nei treni italiani ci debbano essere posti con seduta contraria al senso di marcia, e non sempre nel senso di marcia o con la possibilità di ruotare di 180° il sedile come in Giappone). Il servizio è stato buono, nulla di eccezionale in realtà. Purtroppo abbiamo viaggiato con uno che ha telefonato per buona parte del viaggio senza spostarsi nel corridoio tra i vagoni, disturbando con la sua vociona tutta la carrozza.

1.1.c Ci hanno dato dei biscottini, piccoli panini al formaggio e bibita. Non male. Ha funzionato bene il wifi e sul sito di Frecciarossa ho potuto leggere alcuni quotidiani del giorno. Siamo arrivati a Napoli con meno di 30 minuti di ritardo

1.1.d Appena arrivati a Napoli abbiamo attraversato piazza Garibaldi, spazio multietnico, per fiondarci dal fornaio Attanasio (suggerimento di Maria) dove abbiamo fatto una discreta fila (buon segno) per prendere due sfogliatelle ricce di straordinaria bontà. Un ottimo benvenuto in città.

1.1.e Rinfrancati e bendisposti (un buon cibo illumina i colori del mondo che circonda) abbiamo imboccato corso Umberto per recarci al nostro appartamento in piazza Nicola Amore. Anche se la piazza ora è un po’ deturpata da una gru per i lavori alla stazione della metropolitana, la piazza appare molto bella, con quattro palazzi semicircolari ben tenuti ed eleganti (il nostro appartamento era in uno di essi) che la chiudono con una raffinata prospettiva.

1.1.f Non possiamo far finta di essere sorpresi, avevamo letto un articolo su Il Post a proposito, e quindi l’elevatissimo numero di targhe polacche sulle auto e sulle moto di Napoli era previsto, ma vederle dal vivo ha comunque avuto un effetto un po’ divertente, ma ai miei occhi asburgici anche un po’ deprimente.

1.1.g Abbiamo incontrato il signor Demetrio, proprietario dell’appartamento che ci ha condotti al quinto piano del palazzo aprendoci la porta in quello che ci è apparso un buon luogo dove soggiornare. Abbiamo scelto l’appartamento perché ci consente di avere maggiore vivibilità e una base di appoggio più comoda. Scopriremo poi che anche la localizzazione scelta è stata ottima, vicino a tutto, tant’è che ci muoveremo quasi sempre a piedi per tutta la città.
























WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap.5.3

 WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap.5.3

COME DEVIARE DAL PERCORSO DEL GREGGE E CERCARE VIE LATERALI PORTI A MAGGIORE SODDISFAZIONE, LA CARICA DEI MOTORINI  E LA GENTILEZZA DI DUE GIOVANI VENDITORI DI DURIAN

87. Il caos di questa via commerciale ci ha velocemente stancato. Resi satolli dall'ultimo recente pranzo non avevamo neppure voglia di approfittare dello street food, e l'offerta di beni reiterata spesso con prodotti simili ci ha spinto a cercare un percorso alternativo. Abbiamo quindi deviato su strade laterali, quelle che abbiamo visto ignorate dal gregge (che tende a percorrere la strada dove trova più folla)

88. Non è stata una scelta sbagliata (tra l'altro ci siamo ritrovati noi del gruppetto che, autonomamente e secondo percorsi diversi ma simili nell'opzione, stavamo percorrendo, magari in senso opposto per diversi itinerari, le stesse vie non affollate.

89. Abbiamo potuto vedere case più semplici, non trasformate in negozi, con piccole chicche che abbiamo gradito fotografare, come una lapide su un angolo di strada che recitava, se il nostro traduttore non mente, GUARDIANO DELLA PIETRA TAISHAN

90. Superato l'Hutong commerciale siamo andati a vedere, dall'esterno nella piazza che li ha ai confini, la Torre del Tamburo e la torre della Campana. La Torre del Tamburo annunciava anticamente l'inizio del coprifuoco notturno. Con un rito preciso, massicci tamburi venivano battuti 108 volte (con ripetizione della sequenza di 18 colpi veloci, 18 lenti e 18 regolari) e poi ogni due ore per regolare la ronda delle guardie.

Successivamente l'enorme campana (che da terra non abbiamo visto) della Torre detta appunto della Campana, veniva suonata - si smise con la deposizione dell'ultimo Imperatore- per altre 108 volte. (In quel momento della giornata i nostri campanili darebbero molto meno fastidio)

91. Rientrati in albergo ci siamo subito diretti verso un bar che abbiamo trovato sulla via adiacente alla nostra per concederci un cappuccino seduti in tranquillità

92. Dopo cena abbiamo deciso di ispezionare, seguendo un itinerario diverso dalla sera precedente, il quartiere, e avvicinandoci a un negozio abbiamo sentito l'odore tipico che abbiamo imparato a riconoscere in Malaysia. E in effetti era un negozio che vendeva DURIAN. Abbiamo assistito al curato impacchettamente di un frutto venduto a una giovane coppia (non lo si vende con la buccia, il commesso lo ha spolpato e inserito in contenitori ben chiusi, a loro volta chiusi un una borsa. L'odore di questo frutto, che sta avendo una popolarità immensa nel far east, in particolare in Cina, tanto da diventare un problema di monocultura nei più poveri paesi limitrofi (ricordo di aver letto forse su Internazionale un articolo sulla monocoltura in Laos di questo frutto), è un odore penetrante.  I giovani negozianti che ci hanno visto interessati ci hanno invitato nel negozio, e poiché non avevamo intenzione di comperare un frutto, che avrei mangiato solo io per il sapore con retrogusto di aglio, ci hanno offerto dei piccoli assaggi e alla nostra richiesta di pagare si sono rifiutati salutandoci con un "Benvenuti in Cina"



































martedì 22 settembre 2026

WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap.5.2

 WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap.5.2


82. Il ristorante, come spesso capita, è sito in uno dei piani del complesso che comprende anche altre attività, come in questo caso un moderno e scintillante centro commerciale nel quale qualche partecipante al viaggio ha estorto alla nostra severa guida del tempo per fare qualche acquisto. Ne abbiamo approfittato anche noi per dare un'occhiata (lo ammetto, se avessimo avuto più libertà di movimento avremmo passato più tempo a guardare le vetrine) Abbiamo visto un negozio dove sicuramente mio figlio avrebbe passato molti più minuti, a decine, e un concessionario di auto piuttosto pretenziose, come questa Luxeed V9, nota anche con il nome di Zhije V9 che, spero di non dire una sciocchezza citando a memoria, costa meno di €50.000. Si tratta di una auto prodotta da Huawei.




83. Appena fuori dal centro commerciale, mentre ci apprestavamo a riprendere il nostro minibus, la nostra guida ci ha fatto vedere da lontano una chiesa cattolica, mi sembra dedicata a san Giuseppe. Ovviamente le chiese sono motivo di visita per valore storico/artistico in Europa, mentre in posti remoti relativi alla religione dominante in occidente sono motivo di curiosità. Per questo motivo, pur essendo atei, l'avremmo visitata volentieri. Vedremo sempre da fuori e velocemente altre chiese nelle città dell'interno nei giorni successivi


84. La tappa successiva è stata al complesso di laghi chiamati Houhai e Quinhai, un solo bacino artificiale che è collegato da una strozzatura dove l'acqua scorre sotto il ponte del Lingotto d'Argento






85. Un luogo piacevole (Alessandra ci dice che lo ha frequentato anche in inverrno, se ricordo bene, quando ghiaccia e i pechinesi vengono a pattinare) ma che non mi è rimasto molto impresso nella memoria, vuoi perché purtroppo il cielo grigio ha smorzato i colori, vuoi perché lo abbiamo visto un po' a passo di marcia. Un luogo simile, forse più ancora di altri, merita una visita pigra, un lento procedere alternato a soste nelle quali guardando l'acqua ci si perde in riflessioni forse inutili e vaghe e quindi piacevoli. Il ponte che collega i due bacini meritava una sosta prolungata e di perdere del tempo guardando le persone passare. 




86. Le giovani donne vestite in stile Hanfu richiamavano l'attenzione e chi piiù velocemente chi osando un approccio più diretto, sono state oggetto di fotografie per l'esotismo culturale e temporale che proponevano. Ma anche di loro ci rimane un fugace ricordo












lunedì 21 settembre 2026

WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap.5.1

 WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap.5.1

73. Lasciamo la Città Proibita e ancora inscatolati nel nostro minibus percorriamo a passo d'uomo le congestionate strade della capitale della Repubblica Popolare, comodamente seduti ma nostalgici per la mancata possibilità di calpestare i marciapiedi della città, soprattutto negli angoli e nelle vie meno deputate all'offerta turistica


74. Mi sembra che per poter guidare un'auto in Cina non sia sufficiente una patente internazionale ma occorra munirsi di una patente cinese (sono informazioni colte leggendo diari di viaggio, quindi forse non attendibili, certamente non verificate). Potrebbe non essere semplice guidare a Pechino, per esempio è invalsa l'abitudine di occupare anche a velocità ridotta la corsia di sinistra (anche nelle autostrade fuori dalle città) e quindi a superare a destra. In alcuni casi ho avuto l'impressione che fosse cosentita la svolta a destra anche con il semaforo rosso (voglio dire, ho visto troppe volte accadere questo per pensare fosse solo una proibita ma comune abitudine). Ma la difficoltà maggiore a mio avviso sarebbe quella di avere a che fare con l'infinità di motorini, questi veramente fuori da qualsiasi legge e comportamente civile, che popolano le strade di Pechino.



75. Arriviamo infine al Tempio dei Lama, sorto come residenza reale nel 1694 per il quarto figlio dell'imperatore Kangxi che nel 1744 fu convertito in un monastero lamaista del buddhismo tibetano. Prima di varcare la prima porta abbiamo preso un mazzetto di bastoncini di incenso  (che abbiamo in parte conservato come souvenir) per accenderne tre e metterli nel braciere. E' una pratica che per i fedeli ha un senso di fede, per noi un modo di condividere una manifestazione di rispetto e simpatia con loro



76. L'immagine del Buddha che ride con la grande pancia, se ricordo bene le spiegazioni della nostra guida, ha un significato simbolico preciso che, riassumo un po' grezzamente, esprime il concetto di profonda contentezza dello spirito (accontentarsi di ciò che si ha) e invita a vivere il momento presente con leggerezza e serenità. Una ricostruzione un po' approssimata ma penso fedele alle spiegazioni fornite.


77. Il nome del tempio, Yonghe, significa "Pace e Armonia". La targa ufficiale posta sopra l'ingresso principale del tempio, che originariamente come detto era la residenza imperiale del principe Yong, riporta in più lingue (oltre al cinese, anche il mancese e il mongolo) il nome del tempio.





78.Nel padiglione Wanfu c'è la grande statua del Buddha Maitreya alta 18 metri e mi sembra di ricordare fissata nel terreno per una profondità di 6 metri. Una opera colossale se si pensa che è scolpita da un unico tronco di legno di sandalo. Pensare alla tecnologia utilizzata non solo per realizzarla bensì anche per trasportarla e impiantarla fa un po' impressione




79. Per quanto non fosse una novità l'idiosincrasia asiatica (penso al Giappone) per l'abbronzatura - si tende verso il tono sempre più chiaro della pelle, alcuni accorgimenti usati dalle donne cinesi sono balzati all'occhio per la "esagerazione"


80. E' straordinario il numero di biciclette da noleggiare che si trovano in giro per le città cinesi, come qui fuori dal tempio dei Lama. Si prendono utilizzando il qrcode e le superapp che consentono di fare tutto (noi muovendoci inscatolati praticamente le abbiamo usate solo per pagare). Secondo quanto ci ha detto una guida, non so dire se in ogni caso oppure se facendo una tessera, i primi trenta minuti sono gratuiti e quindi la strategia è di usarla per meno di 30 minuti, lasciarla - tanto di punti di raccolti ce ne sono migliaia - e poi prenderne un'altra.


81. Pranzo con specialità del Sichuan. Non chiedetemi altro salvo se mi è piaciuto. Sì, mi è piaciuto. Compagne di viaggio più accurate nella valutazione e con palato più sensibile potrebbero essere più dettagliate nelle considerazioni. So che è stata fatta una classifica di gradimento, ma io ricordo solo attraverso la visione delle foto cosa ho mangiato