giovedì 22 ottobre 2026

WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap.9.1

 WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap.9.1

L'ESERCITO DI TERRACOTTA. EMOZIONANTE. A MUST-SEE ONCE IN LIFETIME

126. Visita al sito dell'Esercito di Terracotta. Ci sono luoghi o monumenti che sono indicati come "Must to see", credo che questo luogo rientri a pieno titolo in quell'elenco. E' stata una visita emozionante. Chiaramente dipende dalle sensibilità e dai diversi approcci. Forse una area archeologica del genere può suscitare entusiasmo in alcuni e lasciare più freddi altri. A me, senza quindi pretese di condivisione, questa visita è stata tra i punti fondamentali di questo nostro primo (Yunnan a parte) tour della Repubblica Popolare Cinese.

127. L'area è divisa in tre fosse. La fossa 1 è quella che contiene le statue schierate come un esercito in marcia. E' la più grande e secondo i dati che ho trovato, con possibilità di piccoli errori, dovrebbe contenere 6.000 statue. La fossa 2 contiene circa 1.300 statue di soldati e cavalli e una sorta di museo dove sono conservate in teche alcune statue più pregiate. La fossa 3 nella quale sono conservate statue ancora frantumate in piccoli pezzi per dimostrare da dove è partito il lavoro di ricostruzione, si pensa possa rappresentare il quartiere generale dove erano poste statue di generali e ufficiali di rango.

128. La rappresentazione dello stato di ritrovamento (non abbiamo visto archeologi al lavoro, ma il processo di ricomposione è illustrato in diversi ambiti) mi ha fatto venire in mente una presentazione simile vista a febbraio al GEM. Rimango sempre stupito e ammirato di fronte alla capacità degli archeologi di riconoscere e "vedere" l'intero anche quando si presenta frantumato in una miriade di pezzi.

129. Anche se è facile ricostruire cosa rappresenta l'Esercito di Terracotta, qualche brevissima notizia presa in rete: L'esercito di terracotta rappresenta la monumentale armata funeraria creata per proteggere e servire nell'aldilà il primo imperatore della Cina, Qin Shi Huang. Riflette l'ossessione di Qin Shi Huang per l'eternità e la convinzione che avesse bisogno di truppe reali, cavalli e carri per difendersi anche dopo la morte. Le oltre 8.000 statue a grandezza naturale sono uniche: ognuna possiede tratti del volto, acconciature, espressioni e armature differenti per rappresentare i vari gradi militari (fanti, arcieri, ufficiali e cavalieri) (ultimamente Simone Pieranni ha fatto una puntata su Zoom Cina proprio su questa dinastia: https://youtu.be/wLq1MWhRFsA?si=CeNEQ1nLdIRTKECo )

130. Le statue sono bianche, ma originariamente erano colorate. Ma il colore svanisce in pochi secondi dopo che i reperti vengono alla luce. C'è, forse nella fossa 2, una parte conservata sepolta in attesa che si trovi il modo di diseppellire le statue conservando la colorazione.

131. Come dico e come si vede nelle fotografie, non eravamo gli unici a visitare il mausoleo (eufemismo). Secondo Alessandra in realtà siamo stati fortunati perché non c'era folla (???). Ci ha detto che ha provato a visitare il mausoleo in condizioni di assembramento ben più numeroso di persone. Mi è capitato di sentire viaggiatori che ho seguito prima del viaggio lamentarsi di questo affollamento turistico (soprattutto turismo cinese) come se pregiudicasse la possibilità di vedere "la vera Cina" in solitudine. Non condivido questo approccio. La vera Cina è questa, non una possibile ricostruzione per definizione fittizia, composta anche da una classe media che viaggia, affolla, ti obbliga anche a imparare a usare i gomiti per farsi largo. E quindi mi va bene conquistare la balaustra per vedere meglio l'esercito di terracotta disputandolo con il gruppo che la sta visitando insieme a me. Mi piace, sia chiaro, visitare luoghi esotici, lontani, poco visitati. Deviare dal percorso del gregge e cercare con curiosità cosa c'è dietro l'angolo. Lo faccio spesso. Ma questo non vuol dire che non sia "vero" condividere con centinaia di altre persone qualcosa che merita e che la folla non sminuisce. Perchè è una folla composta da persone tali e quali a me. Semplici, modeste e con limitate possibilità da sfruttare per quanto possibile.
















































 





martedì 20 ottobre 2026

WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.4.2

  WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.4.2 dove si racconta dei semafori di Napoli, delle catacombe, della cooperativa La Paranza, del Rione Sanità, della casa natale di Totò

4.2.i Il pomeriggio e la sera sono dedicati al rione Sanità. Abbiamo prenotato la visita alle Catacombe di san Gaudenzio, ma riusciremo a visitare anche le catacome di san Gennaro che sono verso Capodimonte. La visita alle due catacombe sono comprese nello stesso biglietto (con possibilità di utilizzarlo all'interno di un periodo di un anno, ma dubito che torneremo a Napoli prima della scadenza). Sono relativamente vicine, da san Gaudenzio si sale con l'ascensore sul ponte stradale (dal quale si ha una ottima vista del Rione sottostante) che sovrasta il quartiere e da dove andando verso l'interno si prosegue per Capodimonte mentre all'estremità opposta si raggiunge via Toledo e quindi il centro politico della città.

4.2.j Secondo quanto ci è stato narrato, la costruzione di questo ponte è stato un motivo di perdita di importanza e di degrado del rione, perché mentre precedentemente ad esso il rione era passaggio obbligato per il Re per recarsi da Capodimonte al mare, quella struttura viaria ha consentito ai cortei reali di bypassare la zona.

4.2.k Il rione Sanità è separato da via Duomo, la nostra via, solo da via Foria che con la conseguente via Cavour mi sembra rappresentino una netta cesoia tra le due aree di Napoli. Diversamente da quanto narrato attraversare la strada ai semafori a Napoli non è pericoloso, con un po' di attenzione neppure nei luoghi non regolati dall'impianto. Occorre fare una abitudine alla durata dei segnali. Perché generalmente il verde dura pochissimo (e questo ci ha mosso un po' di ansia quando ci trovavamo ancora in mezzo alla strada e si accedendeva improvvisamente la luce gialla), ma in compenso il giallo dura moltissimo. Quasi come se si volesse invitare il pedone a darsi una mossa, ma consentendogli di completare l'attraversamento in sicurezza.

4.2.l La visita alle due catacombe è piacevole e vale la pena (non ci sono foto perché non si possono fare), anche per la simpatia e la bravura delle giovani guide. Vale la pena soprattutto perché si contribuisce al lavoro di questa cooperativa, La Paranza, nata credo 25 anni fa dall'impegno di un prete e cinque giovani volontari che in questo tempo sono cresciuti dando lavoro a 70 persone, molte con contratto a tempo indeterminato e attirando più di 200.000 visitatori all'anno. Penso sia una cosa bellissima. Siamo contenti di essere riusciti a fare queste visite e speriamo che leggendo queste righe altri visitatori si sentano spinti a partecipare.

4.2.m Sulla strada verso il luogo delle catacombe di san Gaudenzio abbiamo visto il palazzo Sanfelice, molto caratteristico, in una corte su via Vergini e poi, cercando un po' a fatica, in via santa Maria Antesaecula la casa natale di Totò, devo dire un po' negletta e trasandata (mi sarei aspettato un po' più di cura, considerata la fama del personaggio)

4.2.n Una passeggiata pomeridiana e un ritorno serale per cenare presso l'ottimo Concettina e i tre santi non mi fanno dare un giudizio sul rione, vivace e confusionario, noi lo abbiamo attraversato con la solita attenzione che riserviamo in ogni luogo, senza patemi

























lunedì 19 ottobre 2026

WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.4.1

 WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.4.1 dove si racconta di un giorno nel quale per molto tempo siamo stati nel sottosuolo, dell'archivio di stato,  dell'acquedotto, dei tristi annunci funebri per cani

 4.1.a Siamo orami verso gli ultimi giorni di permanenza a Napoli, dopo l'escursione a Pompei riprendiamo con le visite nella città

4.1.b Oggi abbiamo in programma almeno un paio (poi diventeranno tre) escursioni nel sottosuolo. Prima faremo il tour "Napoli sotterranea", visitando l'acquedotto antico della città, poi ci sposteremo nel rione Sanità per visitare le catacombe di san Gaudenzio (e successivamente scopriremo di avere tempo per visitare anche quelle di san Gennaro)

4.1.c Prima della visita non manchiamo di andare verso porta Nolana per fare colazione, Antonella ormai ha "il babà sulla spalla" e se non ne mangia uno subito appena si esce, non le svolta bene la giornata.

4.1.d Fortunatamente il centro storico di Napoli è tutto sommato contenuto, e la nostra locations strategicamente al centro di tutto, così possiamo andare a fare colazione e poi ritornare sui nostri passi con tutta calma raggiungere piazza san Gaetano, vicino alla omonima chiesa, dove ha inizio il tour. Abbiamo anche il tempo per fare un salto all'interno dell'Archivio di Stato dove, sia pur velocemente, vediamo belle sale d'archivio e tranquilli chiostri che meriterebbero maggiore attenzione. Con maggior tempo avremmo potuto accodarci a una visita guidata condotta dal Direttore dell'Archivio che prometteva di essere interessante, ma non abbiamo potuto fermarci. 

4.1.e Sulla strada vediamo, per la prima volta, ma non sarà l'unica, una affissione funebre per... un cane. E' stato necessario un momento di attenzione per capire che non si trattasse di uno scherzo ma di qualcosa di vero, addirittura strutturato e commercialmente organizzato. Comprendo e condivido che con un animale di compagnia si possa creare un rapporto di affetto, ma scimmiottare consueudini umane con un animale (anche senza tirare in campo questioni religiose che non mi appartengono) mi sembra sintomo di grave smarrimento psicologico e forse anche etico

4.1.f La visita a Napoli sottorreanea con il tour nei strettissimi cunicoli dell'acquedotto, dopo aver visitato i rifugi antiaerei della Seconda guerra Mondiale e gli orti ipogei, mi sembra ben fatta, la guida preparata e coinvolgente, interessanti le notizie storiche (e anche di cultura popolare) fornite, ne cito una che mi ha colpito: l'acqua arrivava da sorgenti nell'Avellinese a 70 km di distanza, interessanti. Ne è valsa la pena.

4.1.g La visita si conclude con un epilogo in due tappe: la prima in un appartamente in un basso in una via limitrofa dove nel "sotterraneo" di Napoli questa volta non troviamo l'acqua ma un vecchio teatro letteramente "sotto" le costruzioni ora esistenti. L'arredo della casa che visitiamo mi ricorda quella dei miei nonni (con una bella credenza bianca praticamente simile a quella che aveva mio nonno e che abbiamo dovuto vendere a poco perché impossibile per noi da conservare). Del teatro, scoperto per caso per un cedimento del pavimento dell'appartamento, si può vedere solo una piccola parte. Per portarlo alla luce si sarebbe dovuto abbattere il condominio sopra, e per ovvi motivi si è rinunciato

4.1.h Seconda tappa dell'epilogo, il laboratorio di un abile falegname dove abbiamo visto pregevoli presepi.