mercoledì 14 ottobre 2026

WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.3.1 (b)

WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.3.1 (b) dove si racconta della visita infinita, di luoghi interessanti, della ingegneria conservativa (e si pubblicano alcune delle moltissime foto in archivio)   

3.1.k Nel Parco Archeologico siamo rimasti, entrati alle 9.00, fino alle 15.00 camminando senza soluzioni di continuità (muovendoci con un minimo di sicurezza utilizzando la cartina e i cartelli indicatori che ogni tanto si trovano ai principali incroci)

3.1.l Abbiamo commesso un errore perché siamo usciti (piuttosto stanchi) pensando di raggiungere Villa dei Misteri con il bus gratuito, salvo scoprire una volta giunti alla fermata del bus (che è in piazza Porta Marina inferiore) solo grazie alla cortesia di un autista che ci ha visti perplessi di fronte al minibus chiuso, che per visitare Villa dei Misteri occorreva rimanere dentro il sito archeologico (non posso dire che non fosse scritto nel sito solo perché avendo indagato anche al ritorno non ho trovato questa informazione, ma posso dire che se c’è deve essere ben nascosta o perlomeno criptica). In ogni caso, a parte che non credo avremmo potuto rientrare, questa informazione è chiaramente scritta, eravamo piuttosto stanchi e abbiamo lasciato perdere.

3.1.m Che dire della visita. Pensare che una città piuttosto grande e apparentemente vivace sia stata cristallizzata in poco tempo dalla eruzione del vicino vulcano fa impressione. Le indicazioni sono abbastanza chiare, non ci si perde e si riesce a localizzare dove ci si trova e a raggiungere la meta prefissata. Il luogo è affascinante e iconico, non ricordo di aver visto altre realtà simili. Sono molto impattanti le rappresentazioni dei corpi ritrovati nelle posizioni di fuga o di ricerca di protezione. Alcuni luoghi della città sono molto interessanti, non solo per la vicenda vissuta ma anche per la ricostruzione storica connessa ad essi. Un particolare interesse hanno suscitato le strutture usate per mettere in sicurezza le mura pericolanti viste nel corso della visita, con molta sagacia organizzata dall'alto, in uno degli ultimi luoghi visti nel corso della giornata

3.1.n Posso dire che è stata una visita che sono stato contento di aver fatto ma non ne sono uscito particolarmente emozionato.



























martedì 13 ottobre 2026

WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.3.1 (a)

  WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.3.1 (a) dove si racconta della Circumvesuviana con qualche considerazione, dell'ingresso al Parco (prima dell'ingresso al parco) e della visita infinita    

3.1.a Oggi è il giorno dedicato a Pompei. Antonella ha già visitato il parco archeologico, io sinceramente non ricordo. Facciamo come se fosse la prima volta

3.1.b Viaggiamo da Napoli a Pompei sulla Circumvesuviana, una linea ferroviaria regionale (credo di aver capito un po’ la Trenord campana) Come la linea lombarda gode di pessima fama così, lo ammetto, le poche notizie che arrivano della linea campana non sono esaltanti (vere, stereotipi? Lo scopriremo solo viaggiando)

3.1.c Prendiamo il treno dalla stazione Porta Nolana che è il capolinea, il treno poi ferma dopo pochissimo in stazione di piazza Garibaldi, ma salire al capolinea è una scelta intelligente, perché alla seconda fermata si riempie in modo considerevole.

3.1.d Raggiungiamo la stazione deviando da corso Umberto su via Nolana che conduce alla omonima porta. E’ un piccolo quartiere nel quale ci sono diversi negozietti di cianfrusaglie e souvenir e un mercato sia alimentare, anche pesce, sia di vestiario, composto da palazzi che hanno visto sicuramente tempi molto ma molto migliori. Apparentemente un gradino sotto il “caratteristico”, ma in realtà attraversato più volte senza problemi.

3.1.e Altro pregio della stazione di Porta Nolana è che sul corso Garibaldi, proprio di fronte, ci sono due bar (Granato e Carraturo) che si fanno concorrenza al rialzo per offrire delle ottime colazioni

3.1.f La stazione si presenta bene, incomprensibilmente non si può fare il biglietto con la carta di credito alle biglietterie automatiche, occorre fare la fila all’unico sportello dove abbiamo trovato una impiegata e una guardia giurata che sembrava tenere d’occhio (in senso benevolo) la signora piuttosto che l’ambiente circostante.

3.1.g Trovato posto sul treno ci siamo diretti a Pompei Scavi Villa di Misteri.

3.1.h Mi immaginavo, sentendo il racconto di una organizzazione professionale della gestione dell’area, di trovare una migliore organizzazione. Invece la stazione di Pompei Scavi è piccola, con pochissimo spazio. Si è immediatamente sulla strada senza marciapiede e con molte altre persone che si affollano. Giovani donne con una divisa che dovrebbe essere ufficiale danno disposizioni urlando in mezzo alla folla. Abbiamo chiesto subito per le audioguide e siamo stati indirizzati al primo piano di questa casupola salendo una scala stretta. Al piano superiore siamo stati affrontati da un’altra giovane che in modo anche sgarbato ci ha proposto con una certa insistenza di prendere una guida personale. Alla fine abbiamo fatto capire che non la volevamo, abbiamo chiesto le audioguide, che sono dei vecchi smartphone riadattati senza auricolari … “per motivi igienici” ( I motivi igienici possono essere superati con dotazioni usa e getta). Il sito di Pompei scrive questa norma un po’ vessatoria: AUDIOGUIDE - È consentito l’accesso al sito con audioguide, solo se ufficiali e acquistate all’interno del Parco Archeologico

Per noleggiare le audioguide è necessario presentare un proprio documento di identità. Ma si dimentica di dire che non sono forniti gli auricolari

3.1.i Completato il noleggio delle audioguide leggermente scocciati dal comportamento delle impiegate, ci dirigiamo verso l’ingresso del parco

3.1.j Tornando con una ultima valutazione sulla stazione della Circumvesuviana di Pompei Scavi, penso che il giudizio pacato che si può dare è che è una stazione indegna. Sia per la sala dove acquistare i biglietti, sia per la banchina dove ci sono posti a sedere per 8/10 persone a fronte di una massa enorme di passeggeri in attesa del treno. Dal sottopasso si sale alla coda del treno, noi ci siamo diretti verso la cima, dove per l’effetto gregge, abbiamo trovato meno persone – ma al ritorno abbiamo viaggiato comunque in piedi






















domenica 11 ottobre 2026

WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap.8.2

 WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap.8.2

PASSEGGIATA SULLE MURA, I NEGOZI DEI CALLIGRAFI, LA TORRE DELLA CAMPANA E LE RAGAZZE VESTITE IN STILE HANFU

122. Abbiamo a disposizione il pomeriggio per iniziare a conoscere la città, e la tappa più semplice (e anche più vicina, anche se, pur essendo appena oltre il grande incrocio che è fuori dal nostro albergo, ci portano con il minibus! Mah!) è visitare le mura, sulle quale saliamo per una breve passeggiata. Non percorriamo tutto il perimetro, di 14 chilometri e non noleggiamo le biciclette - abbiamo visto poche persone farlo- ci limitiamo a percorrere il tratto sud, quello sul quale siamo saliti.

123. Una notizia che ci è giunta da una delle guide è che nel periodo maoista le mura delle città furono abbattute per significare che non ci doveva essere separazione tra i cittadini e i contandini in ossequio allo spirito egalitario del pensiero del PCC. Le mura di Xi'an non furono abbattute, forse perché troppo imponenti, forse perché la città era così povera che non avevano le risorse per farlo. Meglio così, meglio aprire varchi nelle mura e conservare un reperto storico (ma forse questa è una mia visione occidentale)

124. Scesi dalle mura abbiamo visitato un bella via commerciale. Bella perché distinguendosi da altre, infine altre, in questa, sia pure con la reiterazione consueta, erano presenti molti negozi dedicati alla calligrafia. Dai timbri ai pennelli, alla carta, all'inchiostro. Avrei comperato di tutto, anche senza sapere bene cosa farne. E' stato faticoso non portare a casa nessun ricordo. Tutto ciò che ha a che fare con la scrittura, soprattutto manoscrittura, mi fa impazzire.

125. Xi'an è una città molto vivace che ci è apparsa informale, giovane e allegra. Dopo la cena siamo andati, Antonella ed io, a fare un giro nella città vecchia, spingendoci fino alla Torre della Campana. Forse perché sabato sera, con un bel clima tiepido, fatto è che la città era piena di persone. Alla rotonda in mezzo alla quale è posta la Torre i marciapiedi erano pieni di giovani vestite in stile Hanfu che obbligavano fidanzati o aspiranti tali a fotografarle ripetutamente, con una professionalità rara, davanti alla torre illuminata.