sabato 10 ottobre 2026

WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap.8.1

  WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap.8

QUALCHE CONSIDERAZIONE SUL VIAGGIO, IN TRENO VERSO XI'AN, LA PUBBLICITA' DEL P.L.A. (L'ESERCITO) SUL TRENO, PRIMO INCONTRO CON XI'AN

114. Lasciamo Pechino e ci dirigiamo verso Ovest, per essere precisi verso Sud-Ovest verso la parte più continentale della Cina. La meta è la famosa città di XI'AN, nello Shaanxi.  Lo Shaanxi è il centro del potere della dinastia Qin, la prima a unificare la Cina. Dista da Pechino poco più di 1.000 chilometri che percorreremo in meno di cinque ore su un treno che nella punta raggiunge la velocità di circa 350km/h

115. Pechino ci lascia un bel ricordo, mediato da considerazioni sul modo nel quale stiamo viaggiando. Abbiamo una grande fortuna, nel piccolo gruppo si è creata subito una grande armonia, che alla fine del viaggio sfocerà in amicizia vera e propria, inoltre Alessandra si dimosta una stupenda capogruppo, e questo fatto è fondamentale per la riuscita di un viaggio che per noi due è anomalo, essendo abituati ad essere soli. Ci rimane un po' la sensazione di essere pacchi spostati, con cura e attenzione, da un luogo all'altro, nessuno dei quali conquistato con il nostro studio e la adrenalina del muoversi in autonomia. Per essere sintetici, ma ci tornerò, non calpestiamo i marciapiedi della città. Ci è mancato il muoverci un po' a caso, il prendere i bus e la metropolitana di Pechino, il chiedere informazioni quando crediamo di esserci persi, il cercare di capire cosa ordiniamo da mangiare. Ovviamente pranziamo e ceniamo in ristoranti raffinati (generalemente) che avrebbero potuto sfuggirci, e facciamo molta meno fatica (ma questo non è necessariamente un plus) nel passare i vari varchi per le diverse visite. Tutte riflessioni da mettere in tasca per un prossimo viaggio in Cina. Quello che sappiamo e che non consideriamo Pechino "vista" ma ancora "da vedere".

116. Le stazioni ferroviarie, per quanto ne abbiamo fino ad ora viste (due) sono belle e funzionali e organizzate con molta attenzione al passeggero. Le considerazioni di confronto con quelle italiane le ho già scritte nel diario che sta uscendo in contemporanea e non le ripeto salvo che per il giudizio: quelle italiani sono perdenti.

117. Dal finestrino cominciamo a vedere vere e proprie foreste di grattacieli, a blocchi enormi all'interno dei quali tutte le costruzioni sono cloni reciproci. Centinaia di grattacieli uniformi. La esemplificazione visuale di quanto leggiamo: la bolla speculativa edilizia, il fallimento di Evergrande, l'ergastolo comminato a Xu Jaiyin, patron della società. Le numerose abitazioni rimaste vuote.

118. A bordo del freddissimo treno consumiamo la colazione contenuta nel cestino che ci è stato consegnato questa mattina in hotel a Pechino e beviamo té approfittando del distributore di acqua calda che è presente in ogni carrozza dei treni cinesi.

119. Sugli schermi ai capi del vagone passano diversi spot, tra i quali uno lunghissimo dell'esercito cinese ( People's Liberation Army), nel quale, senza tanta ipocrisia che dipinge l'esercito come una succursale della protezione civile, si mostra cosa fa (con particolare enfasi nazionalistica) un esercito: spara. Probabilmente la narrazione sarebbe quella che questo esercito difende la Cina contro ipotetici (?) aggressori esterni - e questo piaccia o non piaccia ha un senso, come lo ha l'auspicato Esercito comune europeo soprattutto a fronte della minaccia dalla Russia - ma chi ha a cuore l'autonomia e la protezione di Taiwan non può che essere preoccupato

120. Arrivati a Xi'an all'ora di pranzo siamo subito portati a pranzo (fuori dal ristorante, dall'altra parte della strada vedo due camper e un caravan, visione normalissima ma per me, per motivi illogici, strana, come se in Cina non ci potessero essere campeggi. Ripassando dopo qualche giorno avrò la conferma che hanno la targa regolare cinese. Anche questo banale, ma il sogno di raggiungere la Cina in auto dall'Italia per quanto evanescente ormai in vecchiaia non mi ha mai abbandonato)

121. Così scrive Origini.net, la nostra agenzia a proposito di Xi'an: 

Xi’an, anticamente conosciuta come Chang’an, è una delle città più antiche e storiche della Cina. Fondata nel XI secolo a.C. come capitale della dinastia Zhou occidentale, è stata il cuore pulsante della politica, della cultura e del commercio per oltre due millenni.
Con una posizione strategica sulla pianura di Guanzhong, Xi’an è stata un crocevia cruciale lungo la Via della Seta e altre rotte commerciali antiche che collegavano l’Oriente e l’Occidente. La Via della Seta era un importante canale di scambio di merci, idee e culture tra diverse civiltà. Per secoli, carovane di mercanti attraversavano il deserto del Gobi e le montagne dell’Asia centrale per giungere a Xi’An. Qui potevano commerciare le loro merci con mercanti provenienti da tutto il mondo.
Fu durante il periodo della dinastia Qin (221-206 a.C.) che Xi’an emerse come una delle città più importanti della Cina. Qin Shi Huang, il primo imperatore della Cina, fece di Xi’an la sua capitale.

































mercoledì 7 ottobre 2026

WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.2.2 (b)

 WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.2.2 (b) dove (concludiamo il racconto iniziato ieri) si dice del passeggiare un po’ da flaneur per le vie del centro storico, della splendida Port’Alba, della casa di Benedetto Croce, del presepe, di proteste per la casa, per i morti sul lavoro e per le ingiustizie nel mondo (Ucraina e Palestina vicine), delle complicazioni tariffarie della metropolitana, del bellissimo Teatro san Carlo, dei “caffè gambrinus”, delle enormi pizze a La figlia del presidente e di un caffè letterario che non ti fa il caffè

2.2.g Scegliamo di andare verso il trittico di piazze dove è sito il teatro utilizzando la metropolitana da piazza Cavour. Percorriamo allora via Duomo e ne approfittiamo per visitare la chiesa che non ci offre nulla di particolarmente interessante. Scendiamo nella cripta dove sono conservate le ossa di san Gennaro portate a Napoli (ho saputo che san Gennaro da vivo a Napoli non è mai andato) da un certo cardinale Carafa che non ha mancato di farsi fare la statua che lo rappresenta genuflesso in preghiera davanti alla tomba (io sono un mal-pensatore, lascio immaginare cosa abbia pensato vedendo tanta ostentazione)

2.2.h Per prendere la metropolitana si esce dal centro storico usando la porta di san Gennaro. Fuori dal centro storico appare una città più ordinaria con negozi più adusi alla comune vita di tutti i giorni. Appare anche un tratto di città più sporca e trasandata

2.2.i Non ho approfondito il sistema dei trasporti urbani di Napoli, la sensazione è che siano un affiancarsi di linee con diversa gestione e non comunicanti tra loro, neppure dal punto di vista tariffario.

2.2.j Risaliamo in via Toledo e prima di arrivare al teatro passeggiamo nella bella galleria Umberto I e ci concediamo un “caffè Gambrinus” nell’omonimo famosissimo bar.

2.2.k La visita guidata al teatro san Carlo è stata piacevolissima. La giovane guida è stata veramente brava e il teatro è particolarmente bello. Peccato che mentre parlava la guida, fortunatamente con il microfono, qualcuno provava il funzionamento del clavicembalo, e assicuro è particolarmente fastidioso. La guida era un po’ in imbarazzo ma non poteva farci nulla.

2.2.m Abbiamo seguito, come per la sera precedente, il suggerimento di Giulia per la cena. Siamo andati nel vicino LA FIGLIA DEL PRESIDENTE, una pizzeria che non è su itinerari standard e abbiamo avuto la sensazione fosse frequentata da concittadini (e questo depone a favore). Abbiamo fatto l’errore di prendere un (buonissimo) antipasto, e così quando sono arriva le smisurate pizze, è stata una dura prova finirle (Antonella si è fatta mettere in cartone la metà che non è riuscita a mangiare e l’abbiamo portata nell’appartamento.

2.2.o Di queste dimensioni ricordo le pizze prese sulla Historic Route 66 a Flagstaff in Arizona (non ricordo se altrettanto buone, ma mi permetto di avere un dubbio)

2.2.p Rientrando abbiamo visto un Caffè Letterario quasi di fronte all’Archivio di Stato. Siamo entrati perché un Caffè Letterario è uno dei miei sogni. Abbiamo chiesto due caffè che la gentilissima proprietaria non ci ha fatto ma in compenso abbiamo chiacchierato piacevolmente. Non siamo andati oltre la prima sala, molto … un tedesco forse direbbe “bequem”. Avrebbe meritato una visita più approfondita e una maggiore frequentazione (la sensazione è che per la signora si trattasse più di un divertissement che una impresa commerciale), ma non è stato possibile (quando siamo passati la mattina di due giorni dopo, e non era presto, il caffè era ancora chiuso)































martedì 6 ottobre 2026

WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.2.2 (a)

WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.2.2 (a) dove si dice del passeggiare un po’ da flaneur per le vie del centro storico, della splendida Port’Alba, della casa di Benedetto Croce, del presepe, di proteste per la casa, per i morti sul lavoro e per le ingiustizie nel mondo (Ucraina e Palestina vicine), delle complicazioni tariffarie della metropolitana, del bellissimo Teatro san Carlo, dei “caffè gambrinus”, delle enormi pizze a La figlia del presidente e di un caffè letterario che non ti fa il caffè

2.2.a Ci immergiamo nelle chiassose e affollate vie del Centro Storico con ancora negli occhi lo splendido chiostro di santa Chiara

2.2.b C’è un bel clima ed è piacevole muoversi tra senza cercare qualcosa di particolare, anche se ovviamente abbiamo un programma e un itinerario da seguire, ma fatto senza fretta, un po’ da flaneur (la condizioni mitica alla quale tendiamo).

2.2.c Giulia ci aveva indicato (e Maria da indigena confermato) che Port’Alba, tra piazza Dante e piazza Bellini, è un posto splendido, ed è vero. Si tratta di una corta via quasi una corte chiusa da due porte agli estremi, piena di librerie che espongono in banchetti sulla strada. Abbiamo passato una bellissima mezzora. Avrei comprato a chili (ma ovviamente non l’ho fatto, per scelta… esogena) e ci siamo limitati a prendere una edizione in napoletano del Piccolo Principe per Ida.

2.2.d Non abbiamo mancato di percorrere, dopo aver visitato il cortile della casa del Senatore Benedetto Croce,  via san Gregorio Armeno, la tanto pubblicizzata via dei presepi. Tra molte cose piuttosto pacchiane, abbiamo potuto vedere molte cose interessanti e originali. Per chi, diversamente da noi, è Cristiano e fa il presepe, penso che acquistare qualche statuina o riproduzione di negozietti artigiani sia piacevolissimo. Noi siamo passati guardando e fotografando gli aspetti che abbiamo trovato pi+ simpatici.

2.2.e La posizione strategicamente indovinata ci ha consentito di fare un break in appartamento.

2.2.f Nel nostro programma le meta successiva è il teatro san Carlo dove abbiamo prenotato una visita guidata.