lunedì 5 ottobre 2026

WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap.7.1.2

 WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap.7.1.2

IL TEMPIO DEL CIELO, LA SALA DELLA PREGHIERA PER I BUONI RACCOLTI, LA MARMITTA MONGOLA E LE DIFFICOLTà DI ANTONELLA, LA PIZZA (SI' UNA PIZZA!!!)

108. L'ultimo spazio che visitiamo nel complesso del Tempio del Cielo è quello più importante, dove i riti si concludono. Si tratta della Sala della Preghiera per i Buoni Raccolti, piena di simboli numerici che richiamano le stagioni e i mesi dell'anno. E' una imponente struttura circolare all'interno della quale l'Imperatore pregava per il buon raccolto.

109. E' anche il posto dove confluisce e si raggruppa la maggior parte della folla, che in particolare si accalca per fotografare gli interni (molto scuri) dove si intravede un trono. E chi siamo noi che veniamo così lontano da non intrupparci con gli ospiti cinesi? E così ci siamo buttati e ben lavorato di gomito.

110. E' l'ultimo luogo importante che vediamo di Pechino. Il giorno seguente prenderemo il treno per Xi'an, l'antica capitale. Lasciare la capitale e inoltrarci nelle altre provincie cinesi dà il senso di un passo ulteriore, come un immergerci in una realtà dove fino ad ora siamo stati sulla soglia.

111. Prima di cena facciamo un piccolo giro nel quartiere, superando i piccoli "Ape piaggio cinesi" che stanno caricando o scaricando materiale, ed entriamo in un centro commerciale dove troviamo un piccolo triste negozio di animali. Vedremo anche in altre situazioni un trattamento riservato agli animali (soprattutto da piccoli venditori di strada) che da noi è superato da tempo (oddio, da noi stiamo sbarellando nel senso opposto, un sapiente equilibrio rimane sconosciuto)

112. La cena è in un ristorante vicino al nostro hotel. La "marmitta mongola", una specie di hotpot personale (ciascuno di noi ha la sua marmitta) dove cuociamo carne e verdura. Per quanto buono, la carne che dobbiamo cuocere a nostra valutazione - e io non sono in grado assolutamente di valutare, è piuttosto faticoso (più della norma, che già prendere con le bacchette il cibo che transita ruotando davanti a te sulla piattaforma girevole è un bell'impegno).

113. E infatti Antonella gradisce moltissimo la pizza che viene offerta dalla nostra guida Angela. E abbandona la Mongolia e per qualche minuto lei e le sue papille gustative tornano in Italia.



























domenica 4 ottobre 2026

WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.2.1

WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.2.1 dove si dice del Cristo velato e di altre bellissime statue, di un venditore di calzini, del chiostro del Monastero di santa Chiara e dopo questi due capolavori non è il caso di dire altro


2.1.a Usciamo alla buon’ora e ci dirigiamo verso un bar vicino, una traversa di via Duomo, per un’ottima colazione (la colazione è un discrimine importante per impostare la giornata, particolarmente in viaggio, se è buona incide con un peso specifico di positività notevole sul resto della giornata). Poi ripartiamo verso via san Biagio dei librai diretti verso il museo Cappella di san Severo, e dopo poco torniamo verso il bar. Antonella aveva dimenticato il telefono sul tavolo. Fortunatamente da donna social quale è aveva probabilmente visto qualcosa da fotografare e da postare e questo le ha permesso di accorgersi di aver dimenticato lo smartphone. Ritorniamo con una certa ansia al bar e con sollievo pari lo rivediamo sul tavolo dove lo avevamo lasciato (poi perché “avevamo”, non l’ho mica dimenticato io!)

2.1.b Arrivati al museo con un discreto anticipo, attendiamo l’ora di apertura non riuscendo ad evitare le attenzioni di un venditore di calzini che cercava di circuire le turiste con stiracchiate rime. Alla fine non è stato fastidioso, ha smesso di cercare di vendere calzini e in qualche modo, facendo avances ad Antonella è stato a passare un po’ di tempo in attesa arrivassero nuovi turisti. Alla fine, usciti dal museo, lo abbiamo rivisto, salutato e ha voluto fare una foto con Antonella.

2.1.c. Dentro al museo, piccolo ma un gioiello, non si potevano fare fotografie. Peccato. E’ un luogo che, per quanto ne capisco di scultura io, appare straordinario. E non solo per la maestria che ha reso il Cristo velato un’opera veramente inarrivabile. Questa scultura, al centro del museo, bene illuminata, è straordinaria e non ci si stanca di vederla da tutti i lati e in tutti in particolari possibili (a me hanno colpito i piedi che sembrano tirare il velo che ricopre il corpo). Ma non è la sola. Ci sono due altre che mi hanno colpito molto: la Pudicizia di Antonio Corradini, questa donna coperta da un velo che aderisce al corpo con pieghe naturalissime, e il Disinganno di Francesco Quierolo, che raffigura un uomo che si sta liberando da una rete (che rappresentano gli inganni che distolgono l’uomo dal seguire la retta via). Questa rete è un’opera che ci si stupisce sia stato possibile realizzare.

2.1.d Qui il sito dove si può approfondire la conoscenza delle opere che devono essere viste con calma e attenzione con i propri occhi almeno una volta nella vita. https://www.museosansevero.it/

2.1.e Usciti motivati dalla bellezza goduta ci siamo diretti verso piazza Monteoliveto per cominciare il percorso che ci eravamo prefissati.

2.1.f La prima tappa di questo percorso ci ha condotti al chiostro del Monastero di santa Chiara. Un’altra botta di bellezza. Appena entrati si può assistere a un breve film di presentazione che, suggerisco, vale la pena di vedere.

2.1.g. Poi ci si immerge nella delicata bellezza di questo chiostro, con gli affreschi, le maioliche che ricordano plaza de Espana a Siviglia o gli Azulejos, ma qui colorati, del Portogallo. Abbiamo trovato una atmosfera e una sensazione di tranquillità che ci ha portato fuori da una città abbastanza caotica e rumorosa che sembrava lontana e che invece era appena oltre le mura. Si possono fare bei pensieri passeggiando (non da turista e senza i turisti -ma che noia questi turisti!) in questo chiostro. Noi facendo parte della categoria di cui sopra, abbiamo goduto per poco, ma intenso, tempo di tanta pace e tanta bellezza, e poi ci siamo immersi nuovamente nella città.






































sabato 3 ottobre 2026

WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap.7.1.1

WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap.7.1.1

IL TEMPIO DEL CIELO, I GIOVANI VESTITI IN STILE HANFU, GLI ALBERI SECOLARI

100. Il complesso del Tempio del Cielo, che è composto da tre strutture differenti poste su un asse sud/nord (almeno in questo senso abbiamo effettuato la visita, senso logico in base al percorso storico) è l'ultimo luogo rilevante che abbiamo visto a Pechino

101. In tutta la nostra visita abbiamo visto luoghi storici e luoghi religiosi (significativi e paradossali nello stesso tempo nella Repubblica popolare) ma mai luoghi politici - da noi si visita il Parlamento o il Quirinale, in Quebec per esempio ho visitato il Parlamento provinciale. Non so se sia consuetudine o semplicemente particolare del nostro viaggio.

102. Sperando di non essere impreciso, questo complesso di costruzioni che rappresentavano un percorso religioso augurale sono risalenti all'epoca Ming e poi ampliato nell'epoca Qing. L'imperatore, Figlio del Cielo e tramite tra il Cielo e il popolo, nel solstizio d'inverno, dopo aver digiunato chiuso nel palazzo centrale (Volta Imperiale Celeste) ed essersi preparato spiritualmente, offriva sacrifici beneauguranti per un buon raccolto.

103. La nostra visita inizia con un po' di pioggia che non disturba particolarmente.

104. E' un percorso suggestico, così ampio che la pur consistente folla non crea effetti di affollamento. Vediamo molti giovani vestiti in stile Hanfu impegnatissimi a fotografarsi o farsi fotograre, con un divertente effetto contrastante nel vedere mischiarsi nella stessa persona abiti di foggia antica con accessori ultramoderni ( e sempre scarpe contemporanee. L'ho notato perché quando in Giappone, in particolare a Beppu, vedevo persone muoversi tra un luogo termale e l'altro vestite con abiti d'epoca, anche ai piedi avevano spesso quegli stranissimi zoccoli di legno temporalmente coordinati)

105. Nel parco di sono numerosi alberi centenari, censiti con cartellini di diverso colore a secondo dell'anzianità.

106. La prima struttura che visitiamo è l'Altare Circolare del Monte è l'altare all'aperto più importante del Tempio del Cielo e il sito principale per la Cerimonia di Adorazione del Cielo del Solstizio d'Inverno. Costruito con tre terrazze concentriche di marmo, simboleggia la struttura a strati dei cieli. Stando al suo centro, si credeva che l'imperatore potesse comunicare direttamente con il Cielo, riflettendo l'idea tradizionale che l'autorità imperiale fosse concessa dal Mandato del Cielo.

Alla sua base, la pavimentazione in pietra è disposta in multipli di nove, un numero che simboleggia il potere supremo e la completezza nella cultura cinese. L'altare è completamente aperto al cielo, rafforzando il suo ruolo di spazio sacro per la comunicazione diretta tra cielo e terra.

107. Successivamente incontriamo la Volta Imperiale, dove come detto l'Imperatore si fermava per il digiuno finalizzato a fargli raggiungere una condizione spirituale tale da consentirgli di entrare in milgiore sintonia con il Cielo. Nella Volta venivano conservate anche altri oggetti sacrificali. La tappa successiva sarà il Tempio per la preghiera di un buon raccolto