martedì 20 ottobre 2026

WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.4.2

  WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.4.2 dove si racconta dei semafori di Napoli, delle catacombe, della cooperativa La Paranza, del Rione Sanità, della casa natale di Totò

4.2.i Il pomeriggio e la sera sono dedicati al rione Sanità. Abbiamo prenotato la visita alle Catacombe di san Gaudenzio, ma riusciremo a visitare anche le catacome di san Gennaro che sono verso Capodimonte. La visita alle due catacombe sono comprese nello stesso biglietto (con possibilità di utilizzarlo all'interno di un periodo di un anno, ma dubito che torneremo a Napoli prima della scadenza). Sono relativamente vicine, da san Gaudenzio si sale con l'ascensore sul ponte stradale (dal quale si ha una ottima vista del Rione sottostante) che sovrasta il quartiere e da dove andando verso l'interno si prosegue per Capodimonte mentre all'estremità opposta si raggiunge via Toledo e quindi il centro politico della città.

4.2.j Secondo quanto ci è stato narrato, la costruzione di questo ponte è stato un motivo di perdita di importanza e di degrado del rione, perché mentre precedentemente ad esso il rione era passaggio obbligato per il Re per recarsi da Capodimonte al mare, quella struttura viaria ha consentito ai cortei reali di bypassare la zona.

4.2.k Il rione Sanità è separato da via Duomo, la nostra via, solo da via Foria che con la conseguente via Cavour mi sembra rappresentino una netta cesoia tra le due aree di Napoli. Diversamente da quanto narrato attraversare la strada ai semafori a Napoli non è pericoloso, con un po' di attenzione neppure nei luoghi non regolati dall'impianto. Occorre fare una abitudine alla durata dei segnali. Perché generalmente il verde dura pochissimo (e questo ci ha mosso un po' di ansia quando ci trovavamo ancora in mezzo alla strada e si accedendeva improvvisamente la luce gialla), ma in compenso il giallo dura moltissimo. Quasi come se si volesse invitare il pedone a darsi una mossa, ma consentendogli di completare l'attraversamento in sicurezza.

4.2.l La visita alle due catacombe è piacevole e vale la pena (non ci sono foto perché non si possono fare), anche per la simpatia e la bravura delle giovani guide. Vale la pena soprattutto perché si contribuisce al lavoro di questa cooperativa, La Paranza, nata credo 25 anni fa dall'impegno di un prete e cinque giovani volontari che in questo tempo sono cresciuti dando lavoro a 70 persone, molte con contratto a tempo indeterminato e attirando più di 200.000 visitatori all'anno. Penso sia una cosa bellissima. Siamo contenti di essere riusciti a fare queste visite e speriamo che leggendo queste righe altri visitatori si sentano spinti a partecipare.

4.2.m Sulla strada verso il luogo delle catacombe di san Gaudenzio abbiamo visto il palazzo Sanfelice, molto caratteristico, in una corte su via Vergini e poi, cercando un po' a fatica, in via santa Maria Antesaecula la casa natale di Totò, devo dire un po' negletta e trasandata (mi sarei aspettato un po' più di cura, considerata la fama del personaggio)

4.2.n Una passeggiata pomeridiana e un ritorno serale per cenare presso l'ottimo Concettina e i tre santi non mi fanno dare un giudizio sul rione, vivace e confusionario, noi lo abbiamo attraversato con la solita attenzione che riserviamo in ogni luogo, senza patemi

























lunedì 19 ottobre 2026

WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.4.1

 WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.4.1 dove si racconta di un giorno nel quale per molto tempo siamo stati nel sottosuolo, dell'archivio di stato,  dell'acquedotto, dei tristi annunci funebri per cani

 4.1.a Siamo orami verso gli ultimi giorni di permanenza a Napoli, dopo l'escursione a Pompei riprendiamo con le visite nella città

4.1.b Oggi abbiamo in programma almeno un paio (poi diventeranno tre) escursioni nel sottosuolo. Prima faremo il tour "Napoli sotterranea", visitando l'acquedotto antico della città, poi ci sposteremo nel rione Sanità per visitare le catacombe di san Gaudenzio (e successivamente scopriremo di avere tempo per visitare anche quelle di san Gennaro)

4.1.c Prima della visita non manchiamo di andare verso porta Nolana per fare colazione, Antonella ormai ha "il babà sulla spalla" e se non ne mangia uno subito appena si esce, non le svolta bene la giornata.

4.1.d Fortunatamente il centro storico di Napoli è tutto sommato contenuto, e la nostra locations strategicamente al centro di tutto, così possiamo andare a fare colazione e poi ritornare sui nostri passi con tutta calma raggiungere piazza san Gaetano, vicino alla omonima chiesa, dove ha inizio il tour. Abbiamo anche il tempo per fare un salto all'interno dell'Archivio di Stato dove, sia pur velocemente, vediamo belle sale d'archivio e tranquilli chiostri che meriterebbero maggiore attenzione. Con maggior tempo avremmo potuto accodarci a una visita guidata condotta dal Direttore dell'Archivio che prometteva di essere interessante, ma non abbiamo potuto fermarci. 

4.1.e Sulla strada vediamo, per la prima volta, ma non sarà l'unica, una affissione funebre per... un cane. E' stato necessario un momento di attenzione per capire che non si trattasse di uno scherzo ma di qualcosa di vero, addirittura strutturato e commercialmente organizzato. Comprendo e condivido che con un animale di compagnia si possa creare un rapporto di affetto, ma scimmiottare consueudini umane con un animale (anche senza tirare in campo questioni religiose che non mi appartengono) mi sembra sintomo di grave smarrimento psicologico e forse anche etico

4.1.f La visita a Napoli sottorreanea con il tour nei strettissimi cunicoli dell'acquedotto, dopo aver visitato i rifugi antiaerei della Seconda guerra Mondiale e gli orti ipogei, mi sembra ben fatta, la guida preparata e coinvolgente, interessanti le notizie storiche (e anche di cultura popolare) fornite, ne cito una che mi ha colpito: l'acqua arrivava da sorgenti nell'Avellinese a 70 km di distanza, interessanti. Ne è valsa la pena.

4.1.g La visita si conclude con un epilogo in due tappe: la prima in un appartamente in un basso in una via limitrofa dove nel "sotterraneo" di Napoli questa volta non troviamo l'acqua ma un vecchio teatro letteramente "sotto" le costruzioni ora esistenti. L'arredo della casa che visitiamo mi ricorda quella dei miei nonni (con una bella credenza bianca praticamente simile a quella che aveva mio nonno e che abbiamo dovuto vendere a poco perché impossibile per noi da conservare). Del teatro, scoperto per caso per un cedimento del pavimento dell'appartamento, si può vedere solo una piccola parte. Per portarlo alla luce si sarebbe dovuto abbattere il condominio sopra, e per ovvi motivi si è rinunciato

4.1.h Seconda tappa dell'epilogo, il laboratorio di un abile falegname dove abbiamo visto pregevoli presepi.






















mercoledì 14 ottobre 2026

WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.3.1 (b)

WANDERLUST 26quinto NAPOLI65 cap.3.1 (b) dove si racconta della visita infinita, di luoghi interessanti, della ingegneria conservativa (e si pubblicano alcune delle moltissime foto in archivio)   

3.1.k Nel Parco Archeologico siamo rimasti, entrati alle 9.00, fino alle 15.00 camminando senza soluzioni di continuità (muovendoci con un minimo di sicurezza utilizzando la cartina e i cartelli indicatori che ogni tanto si trovano ai principali incroci)

3.1.l Abbiamo commesso un errore perché siamo usciti (piuttosto stanchi) pensando di raggiungere Villa dei Misteri con il bus gratuito, salvo scoprire una volta giunti alla fermata del bus (che è in piazza Porta Marina inferiore) solo grazie alla cortesia di un autista che ci ha visti perplessi di fronte al minibus chiuso, che per visitare Villa dei Misteri occorreva rimanere dentro il sito archeologico (non posso dire che non fosse scritto nel sito solo perché avendo indagato anche al ritorno non ho trovato questa informazione, ma posso dire che se c’è deve essere ben nascosta o perlomeno criptica). In ogni caso, a parte che non credo avremmo potuto rientrare, questa informazione è chiaramente scritta, eravamo piuttosto stanchi e abbiamo lasciato perdere.

3.1.m Che dire della visita. Pensare che una città piuttosto grande e apparentemente vivace sia stata cristallizzata in poco tempo dalla eruzione del vicino vulcano fa impressione. Le indicazioni sono abbastanza chiare, non ci si perde e si riesce a localizzare dove ci si trova e a raggiungere la meta prefissata. Il luogo è affascinante e iconico, non ricordo di aver visto altre realtà simili. Sono molto impattanti le rappresentazioni dei corpi ritrovati nelle posizioni di fuga o di ricerca di protezione. Alcuni luoghi della città sono molto interessanti, non solo per la vicenda vissuta ma anche per la ricostruzione storica connessa ad essi. Un particolare interesse hanno suscitato le strutture usate per mettere in sicurezza le mura pericolanti viste nel corso della visita, con molta sagacia organizzata dall'alto, in uno degli ultimi luoghi visti nel corso della giornata

3.1.n Posso dire che è stata una visita che sono stato contento di aver fatto ma non ne sono uscito particolarmente emozionato.