domenica 6 settembre 2026

WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap.1

 WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap. 1

24 e 25 agosto 

  1. Arrivati a Pechino con tempo incerto che probabilmente ci accompagnerà per buona parte della nostra permanenza in questa città, almeno secondo le previsioni.
  2. Il viaggio è andato bene anche se AIR CHINA ha notevoli progressi da fare per portarsi a livello di altre compagnie che abbiamo provato in viaggi extracontinentali. Nulla di particolare che non vada bene, ma l’insieme è di livello non adeguato a quella che può essere nel nostro immaginario l’offerta cinese di questi tempi.
  3. Diversamente da quanto temuto, le pratiche doganali sono state semplici e veloci. La documentazione che abbiamo preparato dall’Italia è stata corretta e immediatamente accettata.
  4. Il gruppo. Bene, qui trascrivo le parole che ho annotato la prima sera nel manoscritto che produco per tenere la memoria di quanto accaduto e riportarlo infine nel diario che redigo a fine viaggio, e poi farò un fast forward, come ama dire  una mia giovane amica, e dirò cosa penso a fine viaggio.
  5. Il primo giorno ho annotato questo: “E’ presto per dare un giudizio ma sicuramente questa sospensione prevede alla fine un giudizio positivo, posso prevederlo con una certa sicurezza”
  6. Alla fine del viaggio posso dire che questo gruppo di 4 persone che hanno fatto il viaggio con noi, Alessandra che ci ha guidato, Elena e Laura e poi Ivan, è stato un valore aggiunto alla buona riuscita di tutto. Sono persone che dopo questi giorni insieme Antonella ed io sentiamo ormai amiche vere. Ci hanno accolto e accettato con i  nostri limiti e i nostri difetti con simpatia, umanità e allegria. Ci sentiamo di ringraziarle. Alessandra la conoscevo come giornalista e la stima per la sua professionalità e l’onore di poterla conoscere di persona sono stati un peso decisivo per far pendere la bilancia verso questa scelta. L’altra sera a Pechino (lei si fermava) ho salutato e abbracciato una amica per la quale aumento la stima. Grazie a tutti.
  7. Organizzazione cinese: per ora non convincente a partire dalla mezzora persa in aeroporto quando non si riusciva a trovare la guida.
  8. Però d’altro canto dal finger di sbarco alla dogana e recupero bagagli la distanza è tale che si usa un trenino senza guidatore per spostarsi da un luogo all’altro, e i bagagli forse impiegano meno che a Fiumicino o Linate ad arrivare
  9. In aeroporto ci sono distributori gratuiti di Acqua Fredda o Acqua calda (non solo per il tè, i Cina si beve acqua calda… Chinamaxxing)
  10. Nel primo pomeriggio l’agenzia cinese ha organizzato una degustazione di tè in una casa del tè con successiva proposta di acquisto (a prezzi abbastanza alti) che forse, a mio parere, era evitabile.
  11. Considerato il traffico credo che se ci muovessimo in metropolitana piuttosto che con il minibus saremmo più veloci.
  12. E’ vero che non tutti sono splendidi splendenti (per alcuni casi questo è un eufemismo), ma la Cina è piena di Toilette pubbliche gratuite. Ma veramente piena. (sapete quanto questo per me sia segno di civiltà, ovvio che oltre che numerose devono anche essere pulite, ma occorre dire che quelle non idonee sono state poche)
  13. Il nostro albergo è vecchiotto ma appare complessivamente buono. Ci stiamo qualche giorno, vedremo a conti fatti.
  14. Questa sera abbiamo cenato con set occidentale al ristorante dell’hotel. A me la cena è piaciuta ma credo che le due ragazze avrebbero gradito buttarsi subito nella cucina cinese (ma almeno questa sera Antonella ha mangiato)
  15. L’albergo è collegato internamente con un centro commerciale un po’ triste, abbiamo notato come appena ti avvicini a un prodotto subito vieni assalito da una commessa, questo un po’ pregiudica la possibilità di guardare con calma. Non ho idea se la possibilità che si ignori la commessa che ti sta promuovendo il prodotto guardato sia nell’ordine delle cose o sia offensivo come lo percepisco io, e così scappo subito e non riesco a fermarmi da nessuna parte.
  16. Al piano 1b (sotterraneo- attenzione, piano terra in Cina è il piano 1) c’è un supermercato. Niente di che, ma noi pensiamo che frequentare i supermercati dove il cinese medio equivalente all’italiano medio che sono io aiuti a scavare un po’ il ghiaccio sul quale scivoliamo come turisti.
  17. Inoltre spesso Antonella ed io troviamo più cose interessanti da portare a casa come ricordi per noi o da regalare nei supermercati o nei mercati, piuttosto che nei luoghi deputati alla vendita di souvenir.
  18. In albergo ci sono due robottini che vengono caricati dei prodotti prenotati on line e che arrivano con i corrieri e poi partono per la consegna utilizzando l’ascensore in autonomia (programmata). Simpaticissimi.
  19. La città è si piena di veicoli con le targhe verdi (elettrici) ma non in modo assolutamente preponderante (chiaramente è la mia impressione, ma considerato che io guardo le targhe in modo ossessivo non è una valutazione peregrina) [a proposito, un po’ ho contagiato Laura a lanciare un occhio alle targhe ora della fine del viaggio]. Sono ancora molte le targhe blu. In compenso la dimensione media delle macchine a Pechino è sul tipo suv o berlina grande. I Taxi hanno tutti la lettera B dopo l’ideogramma di Pechino.
  20. Antonella dice di aver notato la carenza di colonnine di ricarica, cosa strana considerato il parco auto. Può darsi che non le abbiamo viste noi, però interrogata Alessandra conferma che esiste un reale problema di infrastrutture per l’elettrificazione (spinta dalle regole imposte) del parco rotante.



































domenica 5 luglio 2026

WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.12.2

  WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.12.2

Giunti nei pressi di Armavir prendiamo una diramazione meridionale della M5 per andare a vedere il Sardarapat Monument, enorme memoriale.

Utilizzo la pagina di wikipedia per descrivere il senso storico del memoriale che affida anche alle dimensioni e all'impatto visivo il suo significato glorificante la storia Armena:

Ecco cosa scrive Wikipedia: l Memoriale di Sardarapat è un simbolo di orgoglio e sopravvivenza. Il memoriale commemora il luogo in cui l'Armenia, tra il 21 e il 29 maggio 1918, vinse l'ultimo disperato tentativo di "salvare la nazione dall'annientamento per mano dei turchi". Contro ogni previsione, e nel contesto agghiacciante del genocidio degli anni precedenti, l'esercito armeno, composto da poche truppe, respinse l'avanzata turca e protesse la piccola porzione di Armenia storica che sarebbe poi diventata l'attuale repubblica.

La posizione scenografica è tale per cui arrivando da Erevan con la M5 lo si vede di fronte (è la M5 a deviare) e lasciata la macchina al parcheggio si percorre un viale di accesso in fondo al quale, in cima a una scalinata, incastonato tra le figure confrontanti di due tori si erge un grande campanile le cui campane suonano ogni anno nel giorno della storica vittoria.

Riprendiamo la M5 per dirigervi verso l'aeroporto, sulla strada una breve deviazione ci porta al secondo tempio Yazida dell'Armenia, sito in un piccolo parco costellato da statue di personaggi illustri tra cui Nadia Murat.

Approfittiamo di un autolavaggio molto rustico appena fuori il sito del tempio per lavare la macchina e riconsegnarla in buone condizioni alla Hertz. 

Passiamo da Vagharshapat e visitiamo la chiesa che ci mancava dalla precedente visita, quella dedicata a Santa Hrispine, la monaca che con il suo sacrificio dovuto al respingimento delle profferte di re Tiridate ha dato il via al processo che ha portato l'Armenia ad essere il primo Stato cristiano nella storia dell'umanità.

Infine abbiamo visitato il sito Archeologico di Zvartnots che ci ha piacevolmente stupito e ha concluso il nostro viaggio in Armenia con una pregevolissima escursione tra rovine ben tenute e ben indicate, 

Si dice che un imperatore di Bisanzio vedendo la cattedrale di Zvarnots fosse rimasto così folgorato dalla sua bellezza che abbia cercato di condurre l'architetto a Bisanzio per costruirne una simile, ma per qualche motivo l'architetto, sconosciuto, morì prima di arrivare a Bisanzio.

La stessa cattedrale fu vittima di un terremoto nel 930 che la distrusse. Ci sono altre rovine, una sala delle colonne, bagni romani, una cantina per il vino. Abbiamo girato più a lungo di quanto avremmo immaginato.

Sono le ultime immagini dell'Armenia prima di raggiungere il vicinissimo aeroporto, belle immagini che concludono un viaggio riuscitissimo e che conserviamo nella memoria con piacere. Bel posto l'Armenia