domenica 21 giugno 2026

WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.10.2

  WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.10.2

Il monastero di Akhtala è il luogo più a nord e più vicino alla Georgia che visitiamo dell'Armenia. Riprendiamo la strada verso sud visitando altri due monasteri prima di imboccare decisamente la via verso Vanadzor diretti poi a Gyumri.

Il primo monastero che visitiamo è Haghpat seguito da Sanahin, entrambi inseriti nel Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO. La leggenda vuole che Haghpat possedesse questa reliquia, la mano destra dell'apostolo Bartolomeo

Haghpat è un complesso abbastanza grande. La chiesa principale è Surb Nshan (significa Santo Segno della Croce è risale a prima dell'anno Mille. Il Gavit, poiché contiene tombe, è più propriamente uno Zhamatum

Oltre alla solite chiese dedicate a san Gregorio e alla Madonna, nel complesso c'è una biblioteca e poi un grande edificio chiamato Hamazasp, dal nome dell'abate generale quando è stato costruito. Se abbiamo individuato bene quale fosse, all'interno dell'edificio abbiamo assistito alle prove di un coro (sembra francese) che pensiamo si sarebbe esibito successivamente (ma noi non ci siamo fermato, avendo ancora parecchia strada da fare).

Siamo giunti quindi a Sanahin pensiamo in pieno orario di messa perché siamo capitati nella piazza davanti all'ingresso del monastero nella quale ho dovuto esibire le ultime abilità di guida per evitare di "toccare" le altre macchine parcheggiate (visto l'ambiente) alla Spera in Dio. Siamo riusciti a trovare un buco dove lasciare la macchina non troppo distante. Quando siamo usciti dal monastero la piazza era completamente vuota (e in effetti mentre entravamo molte persone ben vestite procedevano in senso opposto al nostro).

La Katoghike, la chiesa principale, del complesso è Surb Amenaprkitch ( Santo Salvatore/Redentore) i cui lavori iniziali risalgono a prima dell'anno mille.

Abbiamo trovato molto interessante l'Accademia, che è uno stretto corridoio coperto tra le chiese Surb Astvatzatzin e la Surb Amenaprkitch, dedicata, leggiamo, a uno dei più grandi intellettuali armeni del Medioevo, Grigor Magistros. Viene ricordato come il primo letterato laico (ogni tanto ci siamo anche in Armenia) che tradusso dal greco molte opere di Platone. La nostra guida ci insegna che non su l'unico intellettuale ad insegnare a Sanahin.

Uscendo dal paese passiamo su una strada dove si affacciano palazzoni tanto brutti che Antonella li ha fotografati, il pensiero va immediatamente all'epoca Sovietica, probabilmente è vero anche se non necessariamente tutto ciò che è brutto deve essere automaticamente associato a quel periodo.

Proseguiamo la discesa verso sud, e prima di lasciare la vallata di Alaverdi abbiamo una piacevole sorpresa, che troveremo nel capitolo 10.3





















































giovedì 18 giugno 2026

WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.10.1

 WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.10.1

La sera precedente siamo andati a dormire dopo aver dovuto riscaldare un po' la camera, considerata la temperatura non particolarmente mite. Ci svegliamo con un bel sole e la vallata appare ancora più bella. Ci sediamo per ammirarla sotto il portico al tavolo per la colazione che, quando viene colmato delle delizie che ci propone il nostro B&B diventa sublime.

Ci gustiamo una splendida colazione soddisfacendo palato e vista in un colpo solo

Ritornando in Armenia, questa tappa potrebbe essere ricalibrata in due notti dedicando un giorno a una bella escursione a piedi, per rompere un po' il succedersi dei giorni seduti in auto.

Comunque: oggi la meta è Gyumri, dove ci fermeremo due notti, e siamo ormai alle battute finali di questo viaggio. Eppure le mete da visitare sono ancora molte.

I primi due monasteri ordierni sono Akhtala e Haghpat.

Per raggiungere i monasteri ci spostiamo verso Nord, e fiancheggiamo Alaverdi che conserva le tracce di quanto era città mineraria.

Ci avviciniamo alla Georgia e Akhtala ha le pareti affrescate allo stile delle chiese georgiane ma con delle particolarità che vogliono comunque fare una distinzione con la moda georgiana, segnalando una maggiore vicinanza con il centro del mondo di allora, ovvero Bisanzio.

Certo che questo frammentarsi anche sulle virgole del mondo Cristiano me lo fa avvicinare idealmente al mondo della Sinistra, anche se non riesce a raggiungere la stupida costanza della Sinistra di rimanere diviso anche quando ci si trova ad affrontare pericoli esistenziali (ma le guerre di religione non sono stato uno scherzo)

Akhtala ha numerosi affreschi. La chiesa principale, poteva non esserlo, è Surb Astvatzatzin, dove però il grande affresco Panachrantos (Tutta Pura) è gravemente danneggiato. Sotto questo affresco è raffigurata la doppia scena della Comunione degli Apostoli (non l'ultima cena) con la distribuzione del corpo e del sangue di Cristo (ma stranamente la frase riportata è la stessa per le due scene: questo è il mio sangue). Ci sono altri affreschi raffiguranti il Regno dei Cieli e l'Ultimo Giudizio.

Una affresco raffigura la scena dei quaranta martiri di Sebaste (obbligati a stare nel lago ghiacciato in inverno) e un altro l'immagine di santa Nino.