sabato 27 giugno 2026

WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.11.1

 WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.11.1

Nell'ultimo periodo del nostro viaggio in Armenia rimaniamo a dormire due notti a Gyumri, oggi quindi faremo un giro circolare andando e poi tornando da sud.

In realtà il primo tratto ci spinge, su strade secondarie, attraversando piccoli paesi e villaggi molto rustici, verso est, fino ad intersecare la M3 per arrivare, prima tappa del giorno, a Rya Taza, dove sorge uno dei due templi Yazidi che visiteremo in Armenia.

Nel villaggio oltre al tempo, accompagnati da un cordiale sacerdote che ci illustra i principali contenuti della religione yazida (che prima di conoscere Nadia Murad e la sua dura vicenda ignoravo completamente), sorge anche un cimitero yazida, piuttosto particolare perchè le tombe sono contenute in recinzioni alcune anche coperte.

Lasciamo Rya Taza e la tappa successiva è il suggestivo e divertente monumento all'alfabeto Armeno. Dal sito Armenia-spirit: Le lettere furono scolpite dallo scultore Jim Torosyan e installate nel 2005 per commemorare il 1.600° anniversario della creazione del sistema di scrittura armeno da parte del monaco-studioso Mesrop Mashtots. E' stato divertente, con un foglio di confronto in mano, cercare le lettere che corrispondessero alle nostre iniziali

Arrivati verso la parte più meridionale dell'escursione ritorniamo verso Ovest sulla M5 dove, con una certa fatica troviamo il Caravanserraglio di  Aruch (ancora una volta, il navigatore dimostra la sua ottusità, in piena autostrada ci indicava una impossibile svolta a sinistra, mentre occorre prendere l'uscita e una volta superata l'autostrada lo si trova - in realtà un po' nascosto e non indicato- sulla propria sinistra.






























lunedì 22 giugno 2026

WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.10.3

  WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.10.3

A volte capita che la scelta di una strada che si percorre apparentemente errata porta alla scoperta di piccole ma significative bellezze che non sono previste e non scritte nel "prediario".

Tornando verso sud piuttosto che seguire la M6 abbiamo deciso di passare da Odzun - quasi tornando verso il villaggio del B&B che avevamo lasciato la mattina. 

Ci siamo accorti che lasciavamo una strada a scorrimento abbastanza veloce andando a percorrere una strada gialla che in alcuni tratti appariva anche piuttosto sconnessa. 

Nel dubbio se tornare indietro o meno, abbiamo proseguito e improvvisamente sulla sinitra, alla fine di uno sterrato abbiamo visto una piccola chiesa che sorgeva isolata quasi sul bordo dell'altopiano.

Senza sapere cosa fosse siamo andati a vedere da vicino. Come spesso abbiamo visto in Armenia c'erano cani libera che giravano attorno alla chiesa e Antonella ha preferito rimanere in auto.

Sono sceso per scattare qualche fotografia alla chiesa e, sempre seguendo l'insegnamento di guardare dietro l'angolo sono andato dietro la chiesa dove c'erano due coppie di ragazzi intenti a far foto. Ho fotografato la valle sottostante e poi sono tornato davanti per leggere il cartello illustrativo che indicava trattarsi del complesso di Horomayr.

Mentre leggevo si è avvicinata una ragazza che mi ha svelato che quando sono andato dietro la chiesa non avevo visto la cosa principale (al che si evidenzia che è inutile andare dietro gli angoli se poi si hanno le fette di salame sugli occhi!).

Nascosta in fondo alla valle, visibile sono andando bene sul bordo, ci sono le rovine di una chiesa che per la loro posizione sono molto suggestive (potevano essere anche raggiunte con un percorso pedonale che non avevamo tempo di cercare).

Lasciato questo piccolo gradevole ambiente ci siamo mossi velocemente verso Gyumri, con una sosta a Spitak dove abbiamo visto il memoriale del terremoto ( 7 dicembre 1988, con epicentro Spitak e decine di migliaia di morti)

Dopo aver visitato il memoriale, in una piazza centrale della cittadina, abbiamo deciso, visto che non mangiavamo dalla colazione, di concederci un cappuccino con una paio di brioches. Ci siamo recati in un bar dove abbiamo indicato un paio di brioches che volevamo mangiare accompagnate dal cappuccino. Ma la barista non ha voluto vendercele perché abbiamo capito che a suo giudizio non erano buone, e ci ha invitato a prenderne due confezionato assicurandoci che erano migliori. Del resto anche la collega prima di portarci il cappuccino che riteneva buono ne ha preparati, secondo Antonella almeno un altro paio che ha buttato perchè non soddisfatta.

Con la pioggia siamo giunto a Gyumri dove con una certa fatica abbiamo trovato la nostra location (che è su una via pedonale. Fortunatamente la signora alla reception ci ha informato che sul retro del nostro B&B c'era una corte che potevamo utilizzare come parcheggio. Peccato che ci ha dato un nome di via completamente errato e quindi abbiamo dovuto basarci sulla nostra esperienza e sul nostro istinto da viaggiatori per raggiungere, senza indicazioni ma secondo logica, il cortile dove parcheggiare.
















domenica 21 giugno 2026

WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.10.2

  WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.10.2

Il monastero di Akhtala è il luogo più a nord e più vicino alla Georgia che visitiamo dell'Armenia. Riprendiamo la strada verso sud visitando altri due monasteri prima di imboccare decisamente la via verso Vanadzor diretti poi a Gyumri.

Il primo monastero che visitiamo è Haghpat seguito da Sanahin, entrambi inseriti nel Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO. La leggenda vuole che Haghpat possedesse questa reliquia, la mano destra dell'apostolo Bartolomeo

Haghpat è un complesso abbastanza grande. La chiesa principale è Surb Nshan (significa Santo Segno della Croce è risale a prima dell'anno Mille. Il Gavit, poiché contiene tombe, è più propriamente uno Zhamatum

Oltre alla solite chiese dedicate a san Gregorio e alla Madonna, nel complesso c'è una biblioteca e poi un grande edificio chiamato Hamazasp, dal nome dell'abate generale quando è stato costruito. Se abbiamo individuato bene quale fosse, all'interno dell'edificio abbiamo assistito alle prove di un coro (sembra francese) che pensiamo si sarebbe esibito successivamente (ma noi non ci siamo fermato, avendo ancora parecchia strada da fare).

Siamo giunti quindi a Sanahin pensiamo in pieno orario di messa perché siamo capitati nella piazza davanti all'ingresso del monastero nella quale ho dovuto esibire le ultime abilità di guida per evitare di "toccare" le altre macchine parcheggiate (visto l'ambiente) alla Spera in Dio. Siamo riusciti a trovare un buco dove lasciare la macchina non troppo distante. Quando siamo usciti dal monastero la piazza era completamente vuota (e in effetti mentre entravamo molte persone ben vestite procedevano in senso opposto al nostro).

La Katoghike, la chiesa principale, del complesso è Surb Amenaprkitch ( Santo Salvatore/Redentore) i cui lavori iniziali risalgono a prima dell'anno mille.

Abbiamo trovato molto interessante l'Accademia, che è uno stretto corridoio coperto tra le chiese Surb Astvatzatzin e la Surb Amenaprkitch, dedicata, leggiamo, a uno dei più grandi intellettuali armeni del Medioevo, Grigor Magistros. Viene ricordato come il primo letterato laico (ogni tanto ci siamo anche in Armenia) che tradusso dal greco molte opere di Platone. La nostra guida ci insegna che non su l'unico intellettuale ad insegnare a Sanahin.

Uscendo dal paese passiamo su una strada dove si affacciano palazzoni tanto brutti che Antonella li ha fotografati, il pensiero va immediatamente all'epoca Sovietica, probabilmente è vero anche se non necessariamente tutto ciò che è brutto deve essere automaticamente associato a quel periodo.

Proseguiamo la discesa verso sud, e prima di lasciare la vallata di Alaverdi abbiamo una piacevole sorpresa, che troveremo nel capitolo 10.3