WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.2
Rinfrancati da: a) la vista dell’Ararat, quindi siamo nella
città giusta, non abbiamo sbagliato aereo; b) una buona colazione; c) un bel
sole; ci mettiamo in marcia per andare alla scoperta di Erevan. Si solito serve
un po’ di tempo per cominciare ad orientarsi in una nuova città, che alla fine
dopo un giorno diventa abitualmente ampiamente conosciuta. Erevan per molti
versi è una città semplice. Circondata da un ring verde che chiude il centro
urbano, ha nella Mesrop Mashtots Ave. un asse portante di riferimento. Gran
parte della zona di interesse a sud est della Mersop fino al ring verde (rimane
fuori la Cattedrale e il GUM. A nord dopo piazza dell’Opera si apre la Cascade
e poi a monte il parco dove troviamo la statua di Madre Armenia.
Insomma, più o meno.
Noi appena usciti ci siamo diretti verso piazza della
Repubblica dove c’è la sede del governo e il Museo della storia dell’Armenia e
altri palazzi che rendono la grande piazza, con una fontana di generose dimensioni
in mezzo, piuttosto elegante.
Essendo ancora chiuso il museo (una costante di tutto il
viaggio è stato il difficile rapporto tra il nostro orario standard e l’orario
armeno che è calibrato su almeno due ore più tardi) dopo qualche foto di rito
ci siamo diretti verso la Cattedrale che è leggermente sull’esterno, vicina la
centro commerciale Rossja e poco prima del GUM.
La Cattedrale, ovviamente intitolata a san Gregorio
Illuminatore (del quale contiene alcune reliquie che credo sia poste in un piccolo altarino
all’inizio dove le persone si inginocchiamo per devozionie, è un edificio
moderno, iniziato nel 1997 e consacrato nel settembre del 2001, 1700° anno dall’imposizione
del cristianesimo sulla popolazione armena come religione di stato.
Ci ha colpito subito una abitudine che poi abbiamo visto
comune, che le donne si coprono la testa con un velo bianco e che si tende ad
uscire dalla chiesa camminando all’indietro. Quando ero bambino e andavo in
chiesa ricordo il velo che copriva la testa delle donne ma del camminare all’indietro
non lo ricordo neppure allora. Ora poi noi so come si usi da noi. E’ molto bella la scalinata che porta alla
Cattedrale.
Lungo il ring verde ci siamo diretti verso Nord, verso il
palazzo dell’Opera (con un cartellone interessante) passando prima per un bel
parco chiamato “book’s lover” e successivamente
per il Vernissage, un po’ mercato bric-a-brac, un po’ vintage, un po’ artigianale
un po’ fuffa (molto interessanti le schacchiere, tantissime). Mi sembra che se sì
è a Erevan nei giorni di apertura, un giro in questo mercato ci sta e vale la pena
farlo.
Intanto cominciamo a conoscere alcune caratterizzazioni di
Erevan e dell’Armenia. La enorme diffusione di distributori di bevande in ogni
luogo e nella città di postazioni Telcell dove dal monitor è possibile fare una
serie elevata di operazioni tra cui vari pagamenti. Sicuramente avremmo potuto
anche acquistare i biglietti per il bus o prenotare un taxi con Yandex, ma non
lo abbiamo fatto.





























































