martedì 26 maggio 2026

WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.2

 WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.2

Rinfrancati da: a) la vista dell’Ararat, quindi siamo nella città giusta, non abbiamo sbagliato aereo; b) una buona colazione; c) un bel sole; ci mettiamo in marcia per andare alla scoperta di Erevan. Si solito serve un po’ di tempo per cominciare ad orientarsi in una nuova città, che alla fine dopo un giorno diventa abitualmente ampiamente conosciuta. Erevan per molti versi è una città semplice. Circondata da un ring verde che chiude il centro urbano, ha nella Mesrop Mashtots Ave. un asse portante di riferimento. Gran parte della zona di interesse a sud est della Mersop fino al ring verde (rimane fuori la Cattedrale e il GUM. A nord dopo piazza dell’Opera si apre la Cascade e poi a monte il parco dove troviamo la statua di Madre Armenia.

Insomma, più o meno.

Noi appena usciti ci siamo diretti verso piazza della Repubblica dove c’è la sede del governo e il Museo della storia dell’Armenia e altri palazzi che rendono la grande piazza, con una fontana di generose dimensioni in mezzo, piuttosto elegante.

Essendo ancora chiuso il museo (una costante di tutto il viaggio è stato il difficile rapporto tra il nostro orario standard e l’orario armeno che è calibrato su almeno due ore più tardi) dopo qualche foto di rito ci siamo diretti verso la Cattedrale che è leggermente sull’esterno, vicina la centro commerciale Rossja e poco prima del GUM.

La Cattedrale, ovviamente intitolata a san Gregorio Illuminatore (del quale contiene alcune reliquie  che credo sia poste in un piccolo altarino all’inizio dove le persone si inginocchiamo per devozionie, è un edificio moderno, iniziato nel 1997 e consacrato nel settembre del 2001, 1700° anno dall’imposizione del cristianesimo sulla popolazione armena come religione di stato.

Ci ha colpito subito una abitudine che poi abbiamo visto comune, che le donne si coprono la testa con un velo bianco e che si tende ad uscire dalla chiesa camminando all’indietro. Quando ero bambino e andavo in chiesa ricordo il velo che copriva la testa delle donne ma del camminare all’indietro non lo ricordo neppure allora. Ora poi noi so come si usi da noi.  E’ molto bella la scalinata che porta alla Cattedrale.

Lungo il ring verde ci siamo diretti verso Nord, verso il palazzo dell’Opera (con un cartellone interessante) passando prima per un bel parco chiamato “book’s lover” e  successivamente per il Vernissage, un po’ mercato bric-a-brac, un po’ vintage, un po’ artigianale un po’ fuffa (molto interessanti le schacchiere, tantissime). Mi sembra che se sì è a Erevan nei giorni di apertura, un giro in questo mercato ci sta e vale la pena farlo.

Intanto cominciamo a conoscere alcune caratterizzazioni di Erevan e dell’Armenia. La enorme diffusione di distributori di bevande in ogni luogo e nella città di postazioni Telcell dove dal monitor è possibile fare una serie elevata di operazioni tra cui vari pagamenti. Sicuramente avremmo potuto anche acquistare i biglietti per il bus o prenotare un taxi con Yandex, ma non lo abbiamo fatto.





















lunedì 25 maggio 2026

WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.1

 WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.1

Finalmente il 9 maggio partiamo per l’Armenia dopo avere studiato e programmato il viaggio da lungo tempo. Il volo Wizzair da Malpensa non ha avuto problemi. Abbiamo dovuto anticipare di un giorno, perché la compagnia nel corso dell’anno ci ha avvertiti che il nostro volo del 10 maggio era stato cancellato e ci aveva riprotetto sul volo del giorno prima. Pazienza. C’è di peggio. Abbiamo rischiato di avere qualche problema con l’albergo a suo tempo prenotato perché nonostante le comunicazioni intercorse nel corso delle quale aveva assicurato di aver modificato la prenotazione, alla fine ci siamo resi conto, in tempo, che avevano fatto confusione. Meno male che di questo ci siamo accorti in tempo, perché altrimenti il 9 ci saremmo ritrovati senza taxi dall’aeroporto e soprattutto senza un posto dove dormire (e si arriva a Zvartnots alle 22.30 la sera) con la conseguenza che probabilmente avremmo dovuto passare la notte in aeroporto. Ovviamente abbiamo cambiato albergo, la abbiamo anche imparato è che prenotando con la piattaforma internazionale (che sì è dimostrata oggettivamente affidabilissima) non ci si può fidare delle comunicazioni con la struttura ma occorre riprenotare e poi cancellare la prenotazione obsoleta.

Sul volo avevamo l’ultima fila in fondo, questo ci ha consentito di essere i primi scendere. Passaggio doganale e recupero bagagli veloce, poi abbiamo individuato il nostro taxista (con Genius abbiamo avuto il passaggio gratuito) e dopo aver cambiato un po’ di soldi e preso una sim fisica perché i nostri telefoni non supportavano una esim, siamo andati direttamente in albergo ( un buon albergo tutto concentrato al 14° piano dei un palazzo vicino al centro (e infatti si chiama 14th floor). La camera apriva con una porta finestra sul terrazzo sul roof del palazzo (poi sopra un quindicesimo piano con un terrazzo più piccolo – la sera quando siamo arriva c’era una festa con musica e giovani che alle 24.00 è finita e abbiamo dormito bene – dove salivamo per fare una ottima colazione a buffet.

La sera dell’arrivo invece siamo usciti a mangiare in un locale nel parco vicino dove abbiamo, spinti dalla fame, un po’ ecceduto, con hamburger e formaggi buonissimi accompagnati da marmellate insaporite con peperoncino, e frutta disidratata e noci sgusciate.

Dopo un buon riposo la mattina della domenica ci siamo svegliati con il sole. Sono uscito subito sulla terrazza dell’hotel per avere una visione della città con la luce del giorno e come buongiorno Erevan mi ha regalato, verso Ovest, così imponente da sembrare vicinissimo, la visione dell’Ararat completamente sgombro da nubi, come forse non lo abbiamo più visto per tutto il viaggio. Con questo segno di buon augurio siamo andati a fare colazione.










domenica 12 aprile 2026

WANDERLUST 26secondo09 IL CAIRO_GIZA 31 gennaio 3 febbraio

 

WANDERLUST 26secondo09  IL CAIRO_GIZA 31 gennaio 3 febbraio

Mi accorgo quanto profonda sia la mia ignoranza, e quanto devo ancora studiare. Rientriamo nella hall e saliamo con una successione di scale mobili che fiancheggiano una scalinata affollata di statue in uno spazio ampio che, ha ragione o torto, mi ricorda il museo d'Orsay, e siamo pronti, dopo un'occhiata alle amiche piramidi che si vedono oltre le vetrate, ad entrare nella galleria del tesoro di Tutankhamon. Visita che culminerà, dopo aver visto i catafalchi, i sarcofagi, i vasi canopi, nella famosa e straordinariamente affascinante, maschera d'oro del faraone. Lasciamo maschera d'oro, dopo aver fatto la fila con gli altri visitatori per le fotografie di rito, tutte uguali tra loro, ma ciascuna personale per ognuno di noi. Anche noi 5 abbiamo fatto le proprie foto, un rito al quale giustamente ogni turista si conforma liberamente. E ci dirigiamo verso le gallerie principali. Sono 12, e come dicevamo esplorano la storia dell'antico Egitto in modo orizzontale e verticale. Intendo questo. Ci sono 3 percorsi che rappresentano un momento storico, diviso in società, regno e credenze. Ciascun periodo storico può essere analizzato in modo orizzontale, coevo. Ma se una persona volesse analizzare l'evoluzione della società, per esempio, nel corso delle diverse epoche, percorre le main gallery in senso verticale, rimanendo nel corridoio della società (per esempio) passando di periodo in periodo. Da profano, penso che sia didatticamente fatto molto bene. Sono uscito un po' confuso. Un po' più confuso di come sono entrato, ammirato e stupito, ma consapevole di aver sfiorato più che compreso una grande storia. Una vera visita in un luogo come l'Egitto dovrebbe essere fatta, anche se per un piccolissimo pezzettino come abbiamo fatto noi, dopo almeno un anno di studio, considerazione che vale in realtà per ogni luogo esotico in relazione al proprio approccio. Spero di poter applicare, ora con maggior tempo a disposizione, questo approccio per tutti i prossimi ultimi. Ultimi viaggi che potrò fare. Arrivati alla 12ª sala siamo risaliti all'inizio per poter scendere il grande scalone ammirando e fotografando le grandi statue a cui passavamo vicino. Usciamo dal grande GEM con la soddisfazione della possibilità avuta di averlo visitato. Per raggiungere il nostro albergo, non volendo attraversare l'autostrada alla egiziana, ma in realtà neppure gli egiziani mi sembra che in quel tratto lo volessero fare, abbiamo dovuto utilizzare il driver e che per giungere la prima rotonda dove invertire la marcia si è diretto verso le piramidi. Viste sullo sfondo, imponenti, sembravano quasi irreali, quasi un ologramma. La conclusione del giorno su Roof dell'hotel è stata con una fumata collettiva di narghilé. In realtà Antonella, principessa di virtù, non ha fumato. Abbiamo fatto tante risate in famiglia. Prima un momento di assoluto imbarazzo quando mi è stato portato un browning con candeline e tutti i camerieri dietro di me a battere le mani per augurarmi buon compleanno. Non nascondo che sarei sprofondato, ma è stato anche piacevolmente divertente Non dimenticherò, ma credo non dimenticheremo, quasi straordinari giorni insieme