WANDERLUST 26quarto CINA DA PECHINO VERSO OVEST cap.8
QUALCHE CONSIDERAZIONE SUL VIAGGIO, IN TRENO VERSO XI'AN, LA PUBBLICITA' DEL P.L.A. (L'ESERCITO) SUL TRENO, PRIMO INCONTRO CON XI'AN
114. Lasciamo Pechino e ci dirigiamo verso Ovest, per essere precisi verso Sud-Ovest verso la parte più continentale della Cina. La meta è la famosa città di XI'AN, nello Shaanxi. Lo Shaanxi è il centro del potere della dinastia Qin, la prima a unificare la Cina. Dista da Pechino poco più di 1.000 chilometri che percorreremo in meno di cinque ore su un treno che nella punta raggiunge la velocità di circa 350km/h
115. Pechino ci lascia un bel ricordo, mediato da considerazioni sul modo nel quale stiamo viaggiando. Abbiamo una grande fortuna, nel piccolo gruppo si è creata subito una grande armonia, che alla fine del viaggio sfocerà in amicizia vera e propria, inoltre Alessandra si dimosta una stupenda capogruppo, e questo fatto è fondamentale per la riuscita di un viaggio che per noi due è anomalo, essendo abituati ad essere soli. Ci rimane un po' la sensazione di essere pacchi spostati, con cura e attenzione, da un luogo all'altro, nessuno dei quali conquistato con il nostro studio e la adrenalina del muoversi in autonomia. Per essere sintetici, ma ci tornerò, non calpestiamo i marciapiedi della città. Ci è mancato il muoverci un po' a caso, il prendere i bus e la metropolitana di Pechino, il chiedere informazioni quando crediamo di esserci persi, il cercare di capire cosa ordiniamo da mangiare. Ovviamente pranziamo e ceniamo in ristoranti raffinati (generalemente) che avrebbero potuto sfuggirci, e facciamo molta meno fatica (ma questo non è necessariamente un plus) nel passare i vari varchi per le diverse visite. Tutte riflessioni da mettere in tasca per un prossimo viaggio in Cina. Quello che sappiamo e che non consideriamo Pechino "vista" ma ancora "da vedere".
116. Le stazioni ferroviarie, per quanto ne abbiamo fino ad ora viste (due) sono belle e funzionali e organizzate con molta attenzione al passeggero. Le considerazioni di confronto con quelle italiane le ho già scritte nel diario che sta uscendo in contemporanea e non le ripeto salvo che per il giudizio: quelle italiani sono perdenti.
117. Dal finestrino cominciamo a vedere vere e proprie foreste di grattacieli, a blocchi enormi all'interno dei quali tutte le costruzioni sono cloni reciproci. Centinaia di grattacieli uniformi. La esemplificazione visuale di quanto leggiamo: la bolla speculativa edilizia, il fallimento di Evergrande, l'ergastolo comminato a Xu Jaiyin, patron della società. Le numerose abitazioni rimaste vuote.
118. A bordo del freddissimo treno consumiamo la colazione contenuta nel cestino che ci è stato consegnato questa mattina in hotel a Pechino e beviamo té approfittando del distributore di acqua calda che è presente in ogni carrozza dei treni cinesi.
119. Sugli schermi ai capi del vagone passano diversi spot, tra i quali uno lunghissimo dell'esercito cinese ( People's Liberation Army), nel quale, senza tanta ipocrisia che dipinge l'esercito come una succursale della protezione civile, si mostra cosa fa (con particolare enfasi nazionalistica) un esercito: spara. Probabilmente la narrazione sarebbe quella che questo esercito difende la Cina contro ipotetici (?) aggressori esterni - e questo piaccia o non piaccia ha un senso, come lo ha l'auspicato Esercito comune europeo soprattutto a fronte della minaccia dalla Russia - ma chi ha a cuore l'autonomia e la protezione di Taiwan non può che essere preoccupato
120. Arrivati a Xi'an all'ora di pranzo siamo subito portati a pranzo (fuori dal ristorante, dall'altra parte della strada vedo due camper e un caravan, visione normalissima ma per me, per motivi illogici, strana, come se in Cina non ci potessero essere campeggi. Ripassando dopo qualche giorno avrò la conferma che hanno la targa regolare cinese. Anche questo banale, ma il sogno di raggiungere la Cina in auto dall'Italia per quanto evanescente ormai in vecchiaia non mi ha mai abbandonato)
121. Così scrive Origini.net, la nostra agenzia a proposito di Xi'an:
Xi’an, anticamente conosciuta come Chang’an, è una delle città più antiche e storiche della Cina. Fondata nel XI secolo a.C. come capitale della dinastia Zhou occidentale, è stata il cuore pulsante della politica, della cultura e del commercio per oltre due millenni.
Con una posizione strategica sulla pianura di Guanzhong, Xi’an è stata un crocevia cruciale lungo la Via della Seta e altre rotte commerciali antiche che collegavano l’Oriente e l’Occidente. La Via della Seta era un importante canale di scambio di merci, idee e culture tra diverse civiltà. Per secoli, carovane di mercanti attraversavano il deserto del Gobi e le montagne dell’Asia centrale per giungere a Xi’An. Qui potevano commerciare le loro merci con mercanti provenienti da tutto il mondo.
Fu durante il periodo della dinastia Qin (221-206 a.C.) che Xi’an emerse come una delle città più importanti della Cina. Qin Shi Huang, il primo imperatore della Cina, fece di Xi’an la sua capitale.





















































