martedì 7 aprile 2026

WANDERLUST 26secondo08 IL CAIRO_GIZA 31 gennaio 3 febbraio

 WANDERLUST 26secondo08  IL CAIRO_GIZA 31 gennaio 3 febbraio

È un grande museo nel quale, a quanto capito, si è dato corso all'ambizione di non avere magazzino, ma di esporre ogni reperto che fosse posseduto dallo Stato egiziano. In effetti, ci si sente un po' smarriti e sopraffatti dalla infinità di reperti ammirabili. La struttura è imponente. Il museo è stato aperto il 1º novembre 2025. Si accede alla grande piazza davanti all'ingresso dove si innalza l’obelisco di Ramesses 2º. Entrati nella hall si comincia ad essere un po' disorientati dall'infinito succedersi di reperti. Una visita accurata, a mio avviso, dovrebbe prevedere un non breve periodo di studio precedente, per essere pronti a cogliere la singolare importanza di ogni reperto visto. Noi probabilmente l'abbiamo visitato ammirando ciò che vedevamo più con lo stupore per la tecnica usata, la storicità del manufatto (comparando, per quanto potevamo capire la supposta conoscenza, strumentazione e dell'epoca e il risultato ottenuto) la consueta sensazione di provare un filo rosso che univa l'artista che ha realizzato l'opera e noi che ora qui con i nostri occhi la ammiravamo. Che storia personale avrà avuto quell'artista? Una persona che ha utilizzato quei monili o quegli strumenti, lo scriba che ha inciso i suoi elenchi sullo stelo e ha  scritto quei papiri? Ma anche tante ammirazioni verso gli archeologi che riescono a datare e individuare cosa sia e chi rappresenta una certa statua. Abbiamo visto, ora non ricordo neppure chi fossero, 2 statue letteralmente ricostruite, sasso per sasso, con i pezzi nelle quali erano state frantumate, dagli studiosi archeologici. Commentavamo tra noi che ogni singolo pezzo di ai nostri occhi sarebbe sembrato un sasso o masso che nulla ci avrebbe detto. Quindi dopo aver ammirato la statua di Ramesses ,prima di accedere alle 12 sale che schematicamente ordinano la ricostruzione storica dell'antico Egitto in modo sia orizzontale sia verticale, ci rechiamo in una ala del museo nella quale è esposta la “king Kufhus boat”. Si tratta di un'imbarcazione per la navigazione sul Nilo ritrovata nell'area delle piramidi di Giza, completamente smontata. La “barca solare di Cheope”, è il nome in italiano, fu scoperta smontata in 1224 pezzi in una fossa nel lato sud della piramide di Cheope. Il legno si è conservato per più di 4600 anni. Per ricostruirla, senza chiodi, assemblata con funi, sono occorsi 13 anni. La barca è esposta al centro di una sala dove con un percorso elicoidale la si può ammirare da diverse posizioni. Secondo quanto letto, gli studiosi hanno ancora molte domande le quali non sanno dare risposta. Prima di questo viaggio, l'esistenza di questa banca mi era completamente sconosciuta, non è l'unica novità per me riguardo l'antico Egitto.



















sabato 4 aprile 2026

WANDERLUST 26secondo07 IL CAIRO_GIZA 31 gennaio 3 febbraio

 WANDERLUST 26secondo07  IL CAIRO_GIZA 31 gennaio 3 febbraio

È stato il giorno dedicato alla Cittadella, un luogo fortificato su una collina dominante il Cairo e poi al grandioso GEM. il percorso verso la Cittadella ci ha consentito di immergerci nel caotico traffico urbano e di osservare scorci della città a destra e a sinistra. sono brevi e veloci immagini colte al volo con le quali cerchiamo di farcene l'idea. Dello scorrere della vita senza la presunzione di trarre conclusioni improprie (Ricordiamoci che siamo sempre degli scivolatori sul ghiaccio ). Enormi condomini, affiancati stretti l'uno all'altro chiudono, l'orizzonte ai lati della strada. Abbiamo avuto l'impressione che la monotona colorazione uniforme di condomini, un marrone sabbia con pochissime variazioni di tono, penalizzasse la vista, facendoli apparire più precari e malridotti di quanto realmente siano. Ma con queste scelte urbanistica la parte che abbiamo visto di Il Cairo (escluso New Cairo) e Giza è di una indistinguibile monotona distesa di palazzi senza anima. Abbiamo avuto la curiosità di sapere come sono fatti gli appartamenti di questi condomini, ma in questo viaggio la curiosità è rimasta inevasa. La strada verso la Cittadella correva per un lungo tratto a fianco di un vastissimo cimitero che, prima che la guida ce lo spiegasse, abbiamo confuso con un quartiere per le numerose cappelle funerarie che lo popolavano che sembravano piccolo case. Ci è stato spiegato che nella realtà il cimitero è popolato da vivi oltre che da morti a causa della grande crisi abitativa di queste città di 25 milioni di abitanti. Mettendo insieme due informazioni colte dal driver all'aeroporto e dalla guida, con il dubbio di aver compreso male, abbiamo capito che ogni anno ci sono un milione di persone in più che cerca di vivere a Il Cairo, e seconda informazione, che a causa di una legge derivanti del periodo di Nasser, esiste un blocco del reddito degli affitti che non stimola questo mercato punto da prendere quelle pinze, potremmo aver capito male.

La visita alla Cittadella del Cairo è incentrata soprattutto sulla bella moschea di Ali Pacha che un po' ricorda espressamente nella pianta la moschea e chiesa di Aia Sofia ad Istanbul. Si entra in un bel cortile con la fontana per le abluzioni che però è senza acqua (o almeno così apparsa quando l'abbiamo vista noi). La Cittadella è stata realizzata da Saladino alla fine del 1100 come protezione contro i crociati. è stata sede del potere anche durante la dominazione britannica e la monarchia. La moschea di Mohamed Ali è stata costruita la metà del XIX secolo. Domina il cortile della Moschea la torre con l'orologio, dono del re francese Luigi Filippo, in cambio dell'obelisco del tempio di Luxor che ora svetta in Place della Concorde a Parigi (mentre l'orologio donato dal re francesi si ruppe nel trasporto in mare e non ha mai funzionato) Nel ritorno verso Giza, per entrare al GEM, ho chiesto la nostra guida di poter vedere il Nilo. in realtà avrei voluto almeno bagnare le mani nell'acqua del grande fiume così epico per qualunque studente, ma sembra forse impossibile, o perlomeno la nostra guida non aveva tanta voglia di realizzare questo mio desiderio. Sono riuscito a contrattare che avrei visto il Nilo da un ponte. Solo che questo ponte era quello della superstrada dove il driver ha accostato praticamente in corsia. Sono sceso velocemente dall'auto per fare tre foto mentre alla guida mi diceva …veloce veloce… e siamo ripartiti senza conseguenze. Prima di entrare nel GEM la guida ci ha proposto, avendo un po' di tempo, probabilmente studiato, una visita una fabbrica di papiri. Giulia ha invece chiesto una visita a un negozio di spezie ed è stato un’ottima idea. Nel negozio di spezie siamo stati seguiti da un giovane che parlava italiano, cordiale simpatico, e qui abbiamo fatto volentieri qualche acquisto. Finalmente è stata l'ora di entrare al GEM.