sabato 21 marzo 2026

WANDERLUST 26primo12 GRAN CANARIA 17 gennaio 2026

 WANDERLUST 26primo12 GRAN CANARIA 17 gennaio 2026

L'ultimo giorno è condizionato dalla necessità di essere in aeroporto per riconsegnare l'auto entro l'ora stabilita e fare il chek in in orario. Una cosa semplice che declinata da un ansioso vuol dire avere scarsa capacità di programmare l'attività in questo giorno e non poco tempo passato in aeoporto dove, casualmente, si è arrivati con largo anticipo.

La mattina ha portato pioggia. Ci siamo svegliati all'orario consueto e abbiamo passeggiato per una Arucas che invece non aveva ancora iniziato la sua attività ed è apparsa bella ma deserta.

Prima dell'ora del check out dal nostro alloggio siamo andati con le valigie a prendere l'auto e ci siamo diretti, dopo esserci riforniti di gustosi panini per il pranzo, a Telde che è sulla strada per l'aeroporto e non avevamo ancora visto.

In parte Telde è stata vista sotto la pioggia. Anche questa cittadina, con un centro storico composto da quartieri antichi, è apparsa piacevole ma poco abitata. Abbiamo comunque passeggiato un po' lungo queste vie prima di dirigersi verso la spiaggia La Garita (piccola, con sabbia nera, deliziosa, contornata da una passeggiata ben attrezzata con panchine che corrono lungo la costa collegando anche altre spiagge) dove abbiamo pranzato prima di dirigerci all'aeroporto ponendo fine a questi giorni veramente piacevoli e ben spesi.



























giovedì 19 marzo 2026

WANDERLUST 26primo12 GRAN CANARIA 16 gennaio 2026

WANDERLUST 26primo12 GRAN CANARIA 16 gennaio 2026

Sì sta concludendo la nostra vacanza Gran Canaria. Avevo aspettative più basse su questo viaggio, mi aspettavo un clima più mite e caldo e meno aspetti interessanti, ero convinto di passare  giorni più di riposo, lenti, al tepore del sole. Invece l'isola si è rivelata sorprendentemente meno calda e più varia delle attese. 
Oggi abbiamo compiuto il periplo dell'isola diretti, prima verso ovest, poi a sud, verso il faro di Maspalomas. Rientrando infine della costa est e passando dal prendere il sole sulla spiaggia al correre al riparo con gli ombrelli aperti ad Arucas, indossando impermeabili e pile. 
Anche se buona parte del percorso si è svolto sulle due grandi arterie di Gran Canaria: GC1 e GC2, abbiamo potuto percorrere anche buoni tratti di strada secondaria, tipica, piena di salite e discese, una serie infinite di curve e tornanti, oggi a strapiombo non solo sulla valle sottostante, bensì anche in parte sull'oceano. 
A proposito di oceano. 
Oggi era particolarmente agitato, bellissimo. Poco dopo la partenza ci siamo fermati sulla costa per ammirare la forza delle onde che si infrangevano sulla costa. 
Prima di arrivare al faro di Maspalomas, ci siamo fermati, poco prima di Mogan, sulla GC200 ad ammirare le rocce multicolori chiamate LOS AZULEJOS. Queste formazioni rocciose, improvvisamente brulle, mentre fino a poco prima le pareti erano coperte di vegetazione, per motivi che non ricordo, acquistano diversi colori, dall'arancione al verde, all'azzurro,  con esito spettacolare viste nel suo complesso. 
Il bel faro di Maspalomas è la porta d'ingresso occidentale all'immensa spiaggia.
Questa spiaggia è uno straordinario melting pop sociale e culturale. Le coppie, le famiglie, comunque formate nelle combinazioni più differenti, prendono il sole, fanno rari bagni, e passeggiano allegramente affiancate.
 Anche sull'esposizione di parte del corpo sole, vige la massima libertà. 
Sembra un immenso luogo naturista nel quale qualcuno può scegliere di tenersi il costume. 
Pensavamo ci fossero aree naturisti limitate e contenuti in spazi definiti, le avevamo viste qualche giorno fa, ma ci sono bastate poche decine di metri camminando sulla spiaggia per ricrederci (per questo non ci sono foto della spiaggia)
Nella grande maggioranza i naturisti di Maspalomas sono persone anziane, la sensazione di origine nordica, anche se abbiamo sentito parlare sporadicamente italiano. 
Dopo un paio di ore di spiaggia il sole caldo era infastidito da un vento fresco che era diventato insistente, e quindi dopo un secondo veloce bagno nell'oceano, ci siamo rivestiti e siamo rientrati verso Arucas.























 






mercoledì 18 marzo 2026

WANDERLUST 26secondo06 IL CAIRO_GIZA 31 gennaio 3 febbraio

WANDERLUST 26secondo06 IL CAIRO_GIZA 31 gennaio 3 febbraio
Lasciamo Menfi e ci dirigiamo finalmente verso il complesso monumentale di Giza. Nel percorso abbiamo fatto due soste, una in una fabbrica di tappeti dove abbiamo visto il complesso lavoro dei maestri  artigiani e anche la parte relativa alla scuola dove giovanissimi studenti imparavano a intrecciare i tappeti. Purtroppo non abbiamo acquistato nulla perché l'unico tappeto che mi ha colpito e che avrei acquistato costava 22.000 dollari, sicuramente un prezzo giustificato perché avrà avuto la necessità di tantissime ore di lavoro, però era un po' fuori budget. Una seconda tappa è stata una bellissima profumeria che però si apriva su un vicolo piuttosto disastrato: questa contrapposizione tra interni curatissimi e ambienti esterni  trasandati non rappresenta una novità.
Finalmente entriamo nel complesso di Giza. Uno dei due momenti salienti del viaggio.
L'area delle grandi Piramidi è enorme. È molto più grande di quanto le fotografie che avevo visto mi avevano fatto supporre. C'è una lunga strada che dall'ingresso si snoda sulle colline brulle che sorgono all'interno dove sono costruite le piramidi. Questa strada è percorsa da una linea di autobus gratuita che abbiamo trovato utile anche per la frequenza delle corse. La Sfinge, che presa a sé stante è enorme, viene come ridimensionata dal confronto con le grandi Piramidi che ha alle spalle. Tutto attorno, sul terreno brullo, ci sono cavalli e dromedari (o cammelli?), e promoter di tour con questi animali e poi  venditori di qualsiasi cosa; è un brulichio di persone che cercano di trovare un modo per avere un profitto in questa grande area di interesse internazionale. Noi abbiamo girato per, direi, due o tre ore salendo fino alla terrazza panoramica che è alle spalle della piramide di Chefren, un po' siamo andati a piedi un po' abbiamo utilizzato gli autobus gratuiti.

Per un malinteso con la nostra guida, non abbiamo acquistato prima di entrare nell'area i biglietti per poter accedere all'interno della piramide di Cheope. Pazienza. Probabilmente sarebbe stato emozionante ma devo dire che anche solo essere nell'area, anche solo essere in questo posto, è stata una grandissima soddisfazione. Neppure essere tra le tantissime formichine, tra i tanti turisti che occupavano lo spazio insieme a noi mi ha disturbato. Sicuramente il turismo di massa può essere un problema anche impattante, e sono sufficientemente snob da avere una nostalgia per un viaggio d'elite che non ho mai provato,  ma noi, se non ci fosse il turismo di massa, non avremmo sicuramente potuto il godere di queste bellezze viste di persona. 
Prima ancora di chiedersi come hanno fatto costruire questi stupendi monumenti a me stupisce, nel mio orizzonte sempre un po' limitato, che siano stati pensati, ammiro questo coraggio e questa visione nelle immaginare di poter costruire 4000 anni fa delle opere simili che è veramente straordinario. 
Ho voluto avvicinarmi alla Piramide di Chefren, le due piramidi di Cheope e Chefren sono relativamente vicine mentre quella di Micerino è un po' più distante l'abbiamo guardata un po' da lontano; bene alla piramide di Chefren mi sono avvicinato e ho toccato uno dei massi rettangolari che sono proprio alla base della piramide. L'ho voluto fare perché in un certo senso ho immaginato che quattromila anni fa un Roberto Solbiati probabilmente schiavo o contadino aveva posato assieme ad altri quel masso, mi piace toccare qualcosa che è stato toccato da una persona sconosciuta in una epoca storica assolutamente lontana come per creare un filo rosso di collegamento, un po' come amo collezionare targhe di automobili usate perché contengono nella loro inanimità una storia un collegamento tra vite.