mercoledì 18 marzo 2026

WANDERLUST 26secondo06 IL CAIRO_GIZA 31 gennaio 3 febbraio

WANDERLUST 26secondo06 IL CAIRO_GIZA 31 gennaio 3 febbraio
Lasciamo Menfi e ci dirigiamo finalmente verso il complesso monumentale di Giza. Nel percorso abbiamo fatto due soste, una in una fabbrica di tappeti dove abbiamo visto il complesso lavoro dei maestri  artigiani e anche la parte relativa alla scuola dove giovanissimi studenti imparavano a intrecciare i tappeti. Purtroppo non abbiamo acquistato nulla perché l'unico tappeto che mi ha colpito e che avrei acquistato costava 22.000 dollari, sicuramente un prezzo giustificato perché avrà avuto la necessità di tantissime ore di lavoro, però era un po' fuori budget. Una seconda tappa è stata una bellissima profumeria che però si apriva su un vicolo piuttosto disastrato: questa contrapposizione tra interni curatissimi e ambienti esterni  trasandati non rappresenta una novità.
Finalmente entriamo nel complesso di Giza. Uno dei due momenti salienti del viaggio.
L'area delle grandi Piramidi è enorme. È molto più grande di quanto le fotografie che avevo visto mi avevano fatto supporre. C'è una lunga strada che dall'ingresso si snoda sulle colline brulle che sorgono all'interno dove sono costruite le piramidi. Questa strada è percorsa da una linea di autobus gratuita che abbiamo trovato utile anche per la frequenza delle corse. La Sfinge, che presa a sé stante è enorme, viene come ridimensionata dal confronto con le grandi Piramidi che ha alle spalle. Tutto attorno, sul terreno brullo, ci sono cavalli e dromedari (o cammelli?), e promoter di tour con questi animali e poi  venditori di qualsiasi cosa; è un brulichio di persone che cercano di trovare un modo per avere un profitto in questa grande area di interesse internazionale. Noi abbiamo girato per, direi, due o tre ore salendo fino alla terrazza panoramica che è alle spalle della piramide di Chefren, un po' siamo andati a piedi un po' abbiamo utilizzato gli autobus gratuiti.

Per un malinteso con la nostra guida, non abbiamo acquistato prima di entrare nell'area i biglietti per poter accedere all'interno della piramide di Cheope. Pazienza. Probabilmente sarebbe stato emozionante ma devo dire che anche solo essere nell'area, anche solo essere in questo posto, è stata una grandissima soddisfazione. Neppure essere tra le tantissime formichine, tra i tanti turisti che occupavano lo spazio insieme a noi mi ha disturbato. Sicuramente il turismo di massa può essere un problema anche impattante, e sono sufficientemente snob da avere una nostalgia per un viaggio d'elite che non ho mai provato,  ma noi, se non ci fosse il turismo di massa, non avremmo sicuramente potuto il godere di queste bellezze viste di persona. 
Prima ancora di chiedersi come hanno fatto costruire questi stupendi monumenti a me stupisce, nel mio orizzonte sempre un po' limitato, che siano stati pensati, ammiro questo coraggio e questa visione nelle immaginare di poter costruire 4000 anni fa delle opere simili che è veramente straordinario. 
Ho voluto avvicinarmi alla Piramide di Chefren, le due piramidi di Cheope e Chefren sono relativamente vicine mentre quella di Micerino è un po' più distante l'abbiamo guardata un po' da lontano; bene alla piramide di Chefren mi sono avvicinato e ho toccato uno dei massi rettangolari che sono proprio alla base della piramide. L'ho voluto fare perché in un certo senso ho immaginato che quattromila anni fa un Roberto Solbiati probabilmente schiavo o contadino aveva posato assieme ad altri quel masso, mi piace toccare qualcosa che è stato toccato da una persona sconosciuta in una epoca storica assolutamente lontana come per creare un filo rosso di collegamento, un po' come amo collezionare targhe di automobili usate perché contengono nella loro inanimità una storia un collegamento tra vite.

















domenica 15 marzo 2026

WANDERLUST 26primo11 GRAN CANARIA 15 gennaio 2026

 WANDERLUST 26primo11 GRAN CANARIA 15 gennaio 2026

Giovedì 15 gennaio. 

Questa mattina il meteo è apparso avverso ai nostri programmi. Aria fredda e nuvoloni scuri sconsigliavano il tour nelle montagne del Nord che avevamo in programma. Abbiamo abbozzato: proviamoci! Siamo sempre in tempo a cambiare, non abbiamo prenotato nulla. E allora siamo partiti. La prima tappa è stata la Caldera de Bandama. Si tratta di un cono vulcanico all'interno del quale è cresciuta molta vegetazione. Avevamo davanti noi due scelte: un primo itinerario scendeva verso il centro della caldera ma presupponeva una risalita impegnativa che non sapevamo misurare e quindi abbiamo preferito evitare. Abbiamo scelto l'itinerario superiore, un periplo completo del cono della caldera che all'apparenza sembrava meno impegnativo. Può darsi sia stato meno impegnativo della discesa e successiva risalita ma di certo non è stato semplice almeno per noi.  E’ stata una bella escursione, anche se faticosa, resa piacevole anche da una gran bella vista sull’isola. Quando siamo tornati alla macchina abbiamo deciso di provare ad andare verso Tejeda anche con un cielo piuttosto scuro. Quando siamo arrivati al bivio per il Pico de las Nieves, la cima più alta di Gran Canaria, abbiamo deciso di provare. Scelta veramente indovinata. Il cielo, non so come e neppure ce ne siamo forse realmente accorti, è diventato terso. Bellissima escursione. Dall'alto, dalla sommità del Pico, si gode di  una vista straordinaria, con il Roque Nublo di fronte e sullo sfondo lontano la vista comunque nitida del Teide nell'isola di Tenerife. Per arrivare al Pico si attraversa tra l'altro una bellissima pineta con sentieri e tanti tavoli per il picnic. Noi siamo arrivati in auto, ma abbiamo visto oltre i soliti, fortunatamente pochi, ciclisti, anche parecchi escursionisti arrivati armati di bastoncini e zainetto, e all’occhio anche piuttosto più vecchi di noi. Scesi dal Pico ci siamo diretti a Tejeda, celebrato come uno dei villaggi più belli della Spagna. Non so dire della classifica, sicuramente per location, paesaggio e cura, è un villaggio molto bello con vedute stupende dalle vie del paese ma altrettanto bello se visto da lontano, per esempio da Artenara. Antonella aveva voglia di bocadillo, quindi niente ristorante ma due gustosissimi panini al prosciutto e formaggio acquistati in una piccola bottega del centro del paese vicino al Comune e mangiati sulla panchina baciati dal sole. Sulla via principale ci siamo anche concessi due dolci con cortado in vaso grande. Abbiamo poi scacciato la pigrizia che per il sole combinato con la bellezza del posto ci tentava, e ci siamo diretti sulla sull'abituale tortuosa strada verso Artenara. Credo di aver fatto più curve in questa settimana che negli ultimi anni. Artenara considerata dalla nostra guida la località di montagna più alta dell'intera isola, 1250 metri sul livello del mare  è meno bella di Tejeda ma ha comunque offerto scorci bellissimi che hanno colpito pure Antonella, che pure non ama la montagna. Oggi è la stanchezza ha cominciato a farsi sentire un po' prima del solito punto del resto queste dovevano essere vacanze come dire scialle, ma a quanto pare non ne siamo capaci. Abbiamo preferito comunque rientrare un po' prima. L'oceano era citato, probabilmente a Puerto della las Nieves le onde saranno state straordinarie, fenomenali, bellissims. Non l'abbiamo viste. Pazienza





























giovedì 12 marzo 2026

WANDERLUST 26primo10 GRAN CANARIA 14 gennaio 2026

 WANDERLUST 26primo10 GRAN CANARIA 14 gennaio 2026 (prima parte pubblicata il 7 marzo)

Dopo la sosta e il cortado di ordinanza, siamo ripartiti verso nord, diretti al Mirador del Tunde e successivamente a Santa Lucia, famosa per la chiesa con una cupola un po' arabizzante. A Santa Lucia ci siamo gustati ottime papas arrugadas, e un piatto di formaggi presso il ristorante El Guata Grill.

Poco  fuori paese abbiamo visitato la Fortaleza. Si tratta di una caverna scavata in una collina, dove i resistenti canari indigeni hanno cercato l'ultima resistenza contro gli spagnoli invasori. Lungo la strada 550, altra strada molto bella e impegnativa, siamo scesi verso Aguimes. Il centro storico di questo paese, deserto come il centro di Trezzo in un giorno festivo, è costellato di statue che raffigurano situazioni umane, animali e lastre con incise poesie o odi. Avevamo altri itinerari in mente, ma si stava facendo tardi ed eravamo anche stanchi. Abbiamo allora deciso di rientrare. Meno male, perché sulla strada Gran Canaria 1 abbiamo trovato traffico che si sembrava di essere sulla tangenziale est di Milano