domenica 15 ottobre 2023

WANDERLUST _ ANDALUSIA cap.1

 WANDERLUST _ ANDALUSIA cap.1

Siviglia 7 ottobre.

Sono convinto che prima di andare in vacanza siano necessari almeno un paio di giorni di ferie. Passare dalla scrivania dell’ufficio al posto sull’aereo non è sano.

O forse semplicemente si eviterebbe di dimenticare gli occhiali. Penso che il mio ricordo dell’Andalusia sarà un ricordo leggermente fuori fuoco, dai contorni non ben distinti, sfumato come le foto romantiche che facevamo da ragazzi alle fidanzate (plurale generico, a me basterebbe il singolare).

Siamo partiti da Bergamo con il bus Orio Shuttle per Malpensa. Viaggio comodo e (sarebbe stato) tranquillo. Se non ci fosse stata una mamma che per buona parte del viaggio ha cercato di convincere il figlio (alla ricerca di indipendenza economica) a lasciare il lavoro di barista che lo manda a dormire tardi e gli sconvolge i cicli circadiani (o qualunque parola che gli assomigli, qualunque cosa voglia dire), facendolo deperire, mentre il suo tono di voce (della mamma) faceva deperire la mia pazienza. Fortunatamente anche la pazienza del figlio probabilmente è deperita e in qualche modo la telefonata di è conclusa con un “fatti anche la spremuta” (poi la mamma ha telefonato al padre, molto più brevemente) e noi siamo arrivati a Malpensa.

Accade sempre una cosa strana al gate (questa volta eravamo tra i primi). Invece di aprire l’imbarco quando l’aereo è pronto per accoglierti, facendo defluire così in modo veloce la coda, fanno passare le persone per bloccarle per almeno una decina di minuti subito dopo, in uno spazio molto più stretto e scomodo (e in piedi) del precedente, in attesa che dall’aereo diano il via libera. Credo che non ci voglia una scienza per capire che è una procedura stupida. Ma immutabile.

Il viaggio con FR è stato senza lode (di sicuro) ma oggettivamente anche senza infamia.

Sbarcati a Siviglia abbiamo subito trovato la fermata della TUSSAM, linea EA e siamo partiti per il centro.

Abbiamo facilmente identificato i luoghi e così siamo scesi alla fermata giusta vicino al Ponte Isabel II e ci siamo diretti verso il nostro B&B Alfaferia 59 nell’omonima via a Triana.

Il primo colpo d’occhio è positivo, la città appare vivace.

Individuato il B&B, entrati siamo stati accolti con calore da Rosa e da Carlo che chi ha dato preziose indicazioni che in parte hanno confermato e in parte migliorato la mia programmazione dell’itinerario preparato per visitare questa città.

Abbiamo seguito subito una indicazione di Carlo su dove andare a cenare. A poche decine di metri dal B&B abbiamo cenato senza attesa, pur non avendo prenotato, nel locale Golandrinas dove al piano terra si servivano vino e piatti al bancone, mentre al piano rialzato e in un locale dall’altra parte della via si cena seduti al tavolo.

Tutto in una apparente confusione che lasciava un po’ stupiti e con un libello di decibel delle conversazioni che rendeva incomprensibile come ci si capisse.

Noi abbiamo preso un piatto “punta de solomillo” che andava per la maggiore, meritatamente, e un “malva canutera” (alla fine tonno), più ordinario.

Uscendo abbiamo passeggiato sul Paseo Betis ( da dove si vede Siviglia illuminata, cosa non possibile sul paseo sull’altro lato del Guadalquivir) in una calda sera d’estate












 

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