WANDERLUST 26secondo02 IL CAIRO_GIZA 31 gennaio 3 febbraio
Oggi in particolare abbiamo visto il nostro driver individuare e infilarsi in spazi che apparivano impossibili, usando il clacson (come tutti gli altri) piuttosto che le frecce per cambiare direzione. Se ci penso le frecce sono utilizzate, tutte e quattro insieme, per indicare piuttosto repentini rallentamenti, fermati improvvise o per superare improvvisi dossi rallentatori quasi invisibili e che solo l'abitudine poteva fare intuire. Mi sembra che insieme alle auto (private, tassisti, tassisti abusive)si contendono lo spazio -lo stesso spazio - altri tre tipi di veicoli, anzi quattro: piccoli motocarri simili ai nostri vecchi ape o forse meglio ai Tuc Tuc asiatici che possono trasportare persone, cose o cose e persone insieme; minibus - anche questi ufficiali o meno - che possono arrivare a contenere fino a 20-25 persone trasportate, forse con minor numero di sedili rispetto al numero di trasportati e che sembrano coprire una infinità di tratte, che fermano quasi a chiamata in luoghi improbabili che solo il passa parola o la consuetudine consente di comprendere (mi sono chiesto, se avessimo viaggiato in autonomia come avremmo potuto individuare fermare e destinazioni) e che potrebbero avere dei percorsi flessibili, tra l’altro ho visto più di un guidatore con una mano sul volante e l’altra che teneva i soldi pagati per il trasporto, essi sono una infinità; motociclette (dall'osservazione ho desunto l'idea che il casco non sia obbligatorio in Egitto). A proposito, una digressione, mi viene in mente una osservazione che mi ha fatto Giulia quando abbiamo visto la bottiglietta dell'acqua in aereo è stato evidente che siamo fuori dall'Unione Europea. I tappi non sono attaccati alla bottiglietta, aumentando pericolosamente la possibilità di dispersione nell'ambiente.
Torniamo a noi. Il quarto veicolo, minoritario ma presente in buon numero, è il carretto trainato dal mulo.
Ma questo tipo di viaggiare, scandito da appuntamenti e tempi contingentati, che è il turismo, toglie la possibilità di passeggiare da flâneur e quindi da osservatore nei luoghi attraversati. Ma quando siamo venuti avevamo ben chiari tempi e limiti, e siamo soddisfatti.
Conserviamo nella memoria, e in qualche brutta foto, presa al volo, e in un rapido filmato, una piccola testimonianza di curiosità che non ci abbandona qualunque scelta fatta.




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