domenica 9 ottobre 2016

GRATTANDO IL GHIACCIO _SICILIA OCCIDENTALE (TRAPANESE)_Primo giorno (seconda parte)

GRATTANDO IL GHIACCIO _SICILIA OCCIDENTALE (TRAPANESE)
Primo giorno (seconda parte)
Domenica 2 ottobre, Valderice, B&B Nonnasara


Credo che, ora che accingiamo ad andare a dormire, siamo ingrassati di almeno un chilo a testa.

Oggi è stata la festa dei dolci siciliani. Nel breve arco di una mezza giornata se non li abbiamo assaggiati tutti, poco ci manca.

Tralascio il benvenuto della proprietaria del B&B, la nonna Sara del nome, ciarliera ed energica signora simpaticissima e calorosa, di 67 anni solo sulla carta, che ci ha accolti come se ci conoscesse da sempre con sincera partecipazione, e ci ha offerto il melone di una paese vicino che ovviamente ho dimenticato, accompagnato con succo di arancia.

A Erice, su suggerimento di Michele, ci siamo fiondati alla pasticceria di Maria Grammatico dove la specialità sono le Genovesi da mangiare calde (buone, ovviamente non ricordo assolutamente di cosa sono fatte, ma chi se ne importa, no?) e mezzo cannolo a testa (idem)

Quando è stato il momento del caffè ci siamo fermati al bar Caffè san Giuliano che, accidenti al padrone, espone il cartello “Granite artigianali... “ e tra i gusti quello alla mandorla.
Non ho resistito, neanche tentato. Caffè (servito con bicchiere di acqua) e granita alla mandorla con biscotti all'anice.

Per finire in grazia questa sera abbiamo cenato al ristorante Sansica di Bonagia, zona porto. Antonella ha scambiato qualche battuta con il cameriere. Questi ci ha portato delle cassatelle alla ricotta calde, ma Antonella non ha potuto fare a meno di dirgli che era curiosa di cassata Siciliana. Cosa fa il cameriere? Ci porta due fettine di cassata (in omaggio! Per un assaggio!), una bianca e una al pistacchio. Solo che il cameriere deve essere di origine argentina, perché le fettine sottilissime sono due e vere proprie porzioni (scherzo, è tipicamente siciliano). Ci siamo alzati a fatica.









GRATTANDO IL GHIACCIO _SICILIA OCCIDENTALE (TRAPANESE) Primo giorno (prima parte)

GRATTANDO IL GHIACCIO _SICILIA OCCIDENTALE (TRAPANESE)
Primo giorno (prima parte)
Domenica 2 ottobre, Valderice, B&B Nonnasara


Eccoci alla fine, quasi, della prima giornata avendo appena realizzato di essere nel dramma del viaggiatore 2.0 . Una volta il dramma consisteva nell'aver dimenticato i documenti o i traveller's cheques. Oggi si aggiunge il dramma dei carica batterie. Ormai sono le prime annotazioni della check list che si fanno. E noi li abbiamo dimenticati
…
contrordine
…
Mi sono ricordato dove li avevo messi. Da un dramma precipitiamo nell'altro. Cosa può voler dire, “cosa mi viene a significare” direbbe Mimì Augello, che messaggio è quello che non ricordo cosa ho fatto ieri? Mi devo preoccupare?

Bene, torniamo a noi.

Siamo rientrati dopo il pomeriggio passato passeggiando per le vie di Erice, notevole paesino abbarbicato sulle colline ( o forse è una piccola montagnola- non ricordo se supera i 600 metri di altitudine) alle spalle di Trapani, raggiunto per mezzo di una utile e ardita funivia.

L'ingresso è abbellito da stupende antenne per la telecomunicazione che rompono la monotonia dell'aspetto medievale di Erice, conservato per secoli, ponendosi proprio di fronte all'ingresso come per dare un tono di modernismo, quasi di futurismo, sicuramente di demenza paesaggistica.

Le strade in acciottolato, generalmente ben tenute, e le case per lo più in pietra, consentono al paese di mantenere la sua atmosfera storica, non disturbata dagli esercizi commerciali, peraltro neanche in numero eccessivo e comunque non invadenti.

Forse complice la stagione avanzata il numero delle persone nel paese non disturbava ed era sufficiente deviare (a caso, lo raccomandiamo) per le viuzze laterali – in diversi casi anche molto suggestive - per trovarsi da soli.

Tornando lungo la SP20 verso Valderice si passa per Bonagia, una frazione costiera di Valderice.

Complice la necessità di trovare un posto per la cena, abbiamo seguito d'istinto le indicazioni per Porto/Tonnara, riuscendo così a godere di un angolo molto suggestivo della frazione, visitando la vecchia tonnara – ora trasformata in residence apparentemente molto pretenzioso- e il porto pieno di piccole barche da pescatori.

Dietro la tonnara la costa vorrebbe essere un museo a cielo aperto, con carcasse di vecchie barche di legno e vecchie ancore. Considerato lo stato della costa e la vicinanza dei cassonetti, se non lo avessi visto su una cartina lo avrei preso per la discarica del paese. Eppure, lo stato di abbandono casuale del posto gli concede un certo fascino. Certo, la costa rocciosa e frastagliata su cui si infrangono le onde, la rocca del monte cofano a est incombente e il cole che tramonta ad ovest aiutano un po', non c'è che dire.

Siamo arrivati con il nostro solito piccolo litigio – la nostra sciarratina, direbbe Camilleri.

Ovviamente a un certo punto ci siamo persi. Di poco, in realtà, e neanche per colpa nostra. L'indicazione dell'ultima via da prendere è stata affissa da un redattore incarognito della Settimana Enigmistica curatore della rubrica “impossibile da trovare”.

Posso fare una brevissima “tirata” esterofila?
Fa nulla, la faccio ugualmente.
Che belli erano i cartelli con i nomi delle vie in Argentina, posti sugli angoli delle strade e non attaccati ai muri, belli e chiari. Che nostalgia delle città divise in quadros. Viva l'Argentina, caro Claudio Colombo.

Insomma, dopo un po' torniamo indietro imprecando.
Antonella vuole chiedere, io no.
Sul ciglio della strada due che stanno chiacchierando.
Antonella: “Ferma che chiedo
Io “Dubito che sappiano dare una indicazione utile” (beh, il tono e le parole non erano proprio queste)
Siciliano “ Seguitemi in macchina, abito proprio vicino”
Io (solo pensando) “#!!##!!”

(continua)








domenica 25 settembre 2016

GRATTANDO IL GHIACCIO_L'IDEA DI UNA VENEZIA... 17_18.9.16 quinta parte (2)

GRATTANDO IL GHIACCIO_L'IDEA DI UNA VENEZIA... 17_18.9.16 quinta parte (2)
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GRATTANDO IL GHIACCIO_ L'IDEA DI UNA VENEZIA ... 17/18.9.16 quinta parte (1)

GRATTANDO IL GHIACCIO_ L'IDEA DI UNA VENEZIA ... 17/18.9.16 
 (continua) quinta parte (1)


Penso torneremo a Venezia, cercando ancora i canali e le calli più periferiche, in inverno, per vederle con la nebbia o la neve.

Forse per gli abitanti l'aspetto pratico (i fastidi dell'umidità e del ghiaccio) toglie ogni suggestione romantica (non deve essere facile vivere a Venezia, soprattutto se anziani, anche se in realtà abbiamo conosciuto un arzillo signore di 93 anni a campo del Moro- uno degli angoli più belli e suggestivi - che si lamentava delle barche a motore che hanno sostituito quelle a remi piuttosto che dell'infinità di ponti che doveva attraversare per muoversi). Per il turista immagino che una Venezia che si intravede tra la nebbia o ammantata di bianco sia una suggestione straordinaria. La giornata della cultura ebraica ci ha portato a visitare il Ghetto.

La comunità ebraica a Venezia è estremamente ridotta. Ho chiesto quanti fossero e la signora che guidava la visita a una delle Sinagoghe aperte mi ha detto che sono in 450.

Poche persone e forse anche per questo la giornata mi è sembrata organizzata un po' sottotono.

Abbiamo visitato le tre Sinagoghe aperte, di cui una con la Torah nell'Arca, ben illustrata da una signora preparata che ha pure giustificato il ruolo secondario ( e relegato in un apposito recente chiamato Matroneo) delle donne mascherandolo come un privilegio (la maternità) come abitualmente fanno tutte le religioni maschiliste ed escludenti (le donne servono solo per filiare, alla fine; ha commentato salace Antonella)

Non abbiamo partecipato alla conferenza e alla lectio magistralis, e forse questo ha penalizzato la nostra partecipazione alla giornata della cultura ebraica. Ma occorre anche dire che il museo del Ghetto non appare molto curato, le persone addette sul posto (anche all'ufficio turistico ebraico) non brillavano per simpatia e non creavano empatia (salvo la signora citata).

Abbiamo comprato ottimi dolcetti kosher alla panetteria Volpe che abbiamo gustato a casa con Giulia e Marco.

Complessivamente, anche se ci aspettavamo di più in termini di profondità, la visita al Ghetto è stata una tappa bella e positiva, grazie anche alla lettura precedente propedeutica che ha consentito un aumento di conoscenza di una realtà prossima e lontana contemporaneamente.(continua)

















sabato 24 settembre 2016