WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.4
Lunedì 11 maggio. La prima meta del giorno è stato il
mercato coperto GUM. Si trova appena dopo la Cattedrale, abbiamo quindi ripercorso
il percorso di ieri oltrepassando la chiesa. Poco avanti abbiamo trovato il
mercato coperto. E’ un mercato molto interessante, diviso in settori, quello
della frutta essiccata, del formaggio, della carne, del pane. E’ diviso, nel
piano terra, al centro, dagli uffici degli spedizionieri, almeno così lo interpreto,
e quindi in un primo momento ci era sembrato più piccolo di quanto realmente
sia. Dalla parte opposta all’ingresso inoltre abbiamo trovato un secondo piano
dove vengono esposte chincaglierie e vestiti. Abbiamo fatto qualche piccolo
acquisto (Antonella ha trovato un bicchierino – lei ama collezionare
bicchierini dai posti visitati. Occorre dire che questo bicchiere è sopravvissuto
a tutto il viaggio, compreso imbarco delle valigie) escluso il pentolino per il
caffè armeno che avrei acquistato volentieri ma mi è stato negato!!!
Conclusa la visita siamo tornati verso la Mesrop per cercare
un collegamento con la stazione Kilikia da dove sarebbe partito il bus per Ejmiatzin
nel comune di Vagharshapat.
Erevan ha una sola linea di metropolitana che si raggiunge,
come spesso nelle città che abbiamo visitato con l’impronta sovietica,
scendendo molto in profondità. All’ingresso abbiamo cercato di acquistare il
biglietto senza riuscirci, Neppure la controllora che ci ha assistito è
riuscita nell’intento, tanto che alla fine le abbiamo dato i soldi in modo che
lei caricasse la sua tessera e in questo modo ci ha fatto passare i tornelli.
Con i mezzi di trasporto pubblico ad Erevan abbiamo trovato
delle difficoltà. Esiste un sito https://t-armenia.com/en
che può aiutare, per certi versi lo abbiamo trovato utile ma forse non studiato
abbastanza. Meglio farsi una idea precisa prima.
Con la metropolitana, affollatissima tanto che il primo
treno lo abbiamo lasciato andare e sul secondo siamo saliti a forza, ci siamo
trovati bene.
Non siamo riusciti a capire il bus da piazza di Francia fino
a Kilikia così alla fine abbiamo scelto di prendere un taxi (a mio avviso una
macchina che ha trovato in uno sfasciacarrozze l’insegna taxi e l’ha messa
sulla sua macchina) che per la non modica cifra di 5.000 dram, circa 10 euro,
ci ha portati alla stazione.
Faccio presente che se qualcuno deve andare da Erevan a
Ejamitzin può prendere il minibus (marshrutka) 203 dalla Masrop (i giorni seguenti
ormai esperti li abbiamo visti passare)
Beh noi abbiamo appreso la lezione sulla nostra pelle e
siamo arrivati a Kilikia che non è esattamente una stazione di autobus come
avevamo in mente, nel senso che la struttura è un capannone quasi vuoto e tutto
avviene all’esterno in modo che per noi sembrava caotico ma che sicuramente
aveva un ordine.
In qualche modo, chiedendo qualche indicazione, siamo
riusciti a trovare il 203 che ci ha portati a Vagharshapat (anche con i consigli
di una signora seduta vicino a noi che ci ha visti un po’ indecisi e ci ha
indicato dove scendere e dove avremmo trovato il minibus per il ritorno).
Ejamitzin è considerata il Vaticano armeno perché è sede del
Katholicos degli armeni, che è il capo della comunità religiosa armena
Copio da @wikipedia: La Chiesa apostolica armena (in armeno Հայ Առաքելական Եկեղեցի?),
a volte indicata come Chiesa gregoriana o Chiesa
Cattolica Ortodossa (Ուղղափառ) Gregoriana è
tra le chiese più antiche del cristianesimo e
una delle prime comunità cristiane nel mondo. È guidata da un catholicos,
in lingua armena կաթողիկոս ("patriarca",
plurale cathólicoi). Attualmente il Catholicos di tutti gli Armeni è Karekin II,
che ha la sua sede a Echmiadzin, in Armenia. La
Chiesa apostolica armena è una delle Chiese ortodosse orientali.
La nostra visita ha un po’ scontato il fatto che è stato il
primo approccio con le chiese e i monasteri Armeni, e la mancanza di esperienza
forse ha reso la visita un po’ più superficiale di quanto il complesso avrebbe
meritato.
In questa prima visita abbiamo visto la Cattedrale Surb
Ejmiatzin (girando per tutto il complesso che la comprende, dove in parte si
sta costruendo qualcosa che non abbiamo capito cosa sarà) e la Gayane Vank che
è un po’ più lontana, fuori dal complesso, raggiunta costeggiando la
costruzione di una scuola forse religiosa (uscivano gruppi di ragazzi in
divisa). In questo giorno non abbiamo visto la famosa Hripsime Vank (famosa
perché dal sacrificio di Hripsime che sacrificò la vita per respingere le mire
di Tiridate e la conseguente malattia del re guarita da s. Gregorio l’illuminatore
la storia dice partì la storia cristiana dell’Armenia con la conversione del re
e, forzosamente, del popolo). La chiesa di Hripsime sarà meta dell’ultimo
giorno di permanenza.
Per visitare l’Armenia suggeriamo il libro di Alberto Elli,
ARMENIA – perlomeno per la parte che riguarda i monasteri. Dettagliatissimo.
Visitato questi due luoghi, cercando ogni tanto un po’ di ombra, abbiamo ripreso il minibus 203 che, all’altezza di Kilikia… ha tirato diritto – e del resto la strada era separata da uno spartitraffico. Allora con attenzione abbiamo cercato di capire la strada seguita e quando abbiamo visto che prendeva la Masrop è stato un sollievo. Siamo scesi un po’ a caso, immaginando di poi percorrere l’avenue a piedi per raggiungere l’hotel, e invece ci siamo accorti di essere scesi esattamente pochi metri prima dell’incrocio dove a destra iniziava la nostra via.
Dopo una sosta di riposo siamo usciti a cena (al Tun Lahmajo – buono, niente di eccezionale). Complice la sera tiepida, siamo rientrati passando da piazza della Repubblica incappando nello spettacolo di luci e suoni nella fontana davanti al museo. Gustato lo spettacolo non previsto ( più per dimenticanza che per non conoscenza) siamo rientrati.



































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