WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.6.2
Monastero di Ghegard
Geghard è stato il primo monastero che abbiamo visitato e
non è stato facile orientarci tra le diverse strutture e costruzioni. Credo
siamo entrati e usciti almeno due volte perché ogni volta ci rendevamo conto di
aver perso qualcosa. Un po’ a fatica siamo riusciti però alla fine a capire l’organizzazione
della struttura e goderci il luogo che, per localizzazione paesaggistica e per
storia è stato affascinante (come saranno tutti i monasteri e le chiese che
vedremo nel corso del nostro viaggio -e
non saranno pochi)
Geghard è posto in fondo a una profonda gola del fiume Azat,
a pochi chilometri dalla nostra meta (Garni che raggiungeremo successivamente).
E’ famoso anche per la sua peculiarità di essere costruito
in parte scavato direttamente nella roccia della montagna adiacente.
Era famoso come il Monastero della Caverna, e infatti,
uscendo dalle mura del monastero e passando un torrente con un bel ponticello,
si accede a un’area dove si aprono sul pendio piccole grosse che erano abitate
da eremiti e ora sono meta di un piccolo pellegrinaggio.
All’interno del monastero c’è una sorgente ancora viva la
cui acqua è ritenuta miracolosa. In effetti quando siamo andati a vederla
davanti a noi c’era una famiglia, la mamma ha spogliato a metà i figli e ha
bagnato la parte superiore del corpo con l’acqua della sorgente. Non era una
giornata calda e i figlioli mi sembravano (giustamente) perplessi.
Se le strutture stesse di costruzioni come il complesso del
monastero di Geghard per la propria ruvida bellezza colpiscono nel loro
insieme, poi ci sono particolari che ai nostri occhi poco allenati rischiavano
di sfuggire (o sono realmente sfuggiti) se non fosse per l’aiuto della guida. In
ambienti così severi e scarni senza un aiuto esterno, se non si è dotti in
materia, è facile avere una visione generale d’insieme che non consente di
cogliere particolari.
Man mano che abbiamo visitato monasteri percorrendo le
strade dell’Armenia abbiamo imparato a leggere prima la guida per poi andare
alla scoperta di ciò che ci era suggerito.
Per esempio il portale sud della Katoghirche (cioè la chiesa
maggiore di un complesso monastico) che riportiamo in fotografia.
Nella chiesa di Surb Astvatzatzin (santa Madre di Dio) – in tutta
l’Armenia si può essere certi di trovare chiese dedicate alla Madonna e a san
Gregorio Illuminatore- c’è una bella grande croce scolpita.
Forse un po’ più confusi di come siamo entrati lasciamo
questo monastero con cui abbiamo debuttato e cominciato ad imparare a guardarli
non solo con stupore, perché sono comunque luoghi molto suggestivi, ma anche
con un minimo , ma proprio minimo eh!, di competenza e ci dirigiamo verso
Garni.


















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