WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.9.2
Lasciamo il Sevan e ci inoltriamo sempre più nel verde nord dell'Armenia.
La nostra meta è a nord di Vanadzor, ma prima abbiamo due tappe (indovinate un po', per visitare due monasteri).
Il verde e i prati fanno chiamare questa regione "La Svizzera dell'Armenia", e se Svizzera deve essere, possono mancare le mucche al pascolo. Solo che queste mucche a volte attraversano la strada senza preavviso, apparentemente senza controllo se non quello di un cane pastore. Occorre tenere d'occhio le loro intenzioni. A noi è capitato di trovarcele di fronte, fortunatamente sempre a distanza di sicurezza.
Il monastero di Goshavank è nella provincia di Tavush, a 1.252 m s.l.m. La chiesa Surb Astvatzatzin risale al 1.100 e fu il primo edificio in pietra costruito qui. L'ingresso principale avviene attraverso una Zhamatun (si tratta di un Gavit che però ospita dei sepolcri). Più recente di quasi un secolo la chiesa Surb Grigor. Altro edificio notevole, il Matenadaran ( la biblioteca) che venen devastata dall'invasione tumiride quando l'intera raccolta di più di 15.000 manoscritti andò bruciata.
Ritorniamo sulla M4 per dirigerci alla seconda tappa, il complesso monastico di Haghartzin (significa qualcosa come "danza delle aquile", secondo la nostra preziosa guida)
Appena entrati nel complesso si incontra il grande refettorio, mentre le chiese sono poste più lontane.
La chiesa più grande è la Surb Astvatzatzin che tra le altre ha questo bassorilievo che rappresenta due figure di vescovi stanti, con lunghe basette, barbe rigogliose e grossi occhi a mandorla: quello a destra è vestito in maniera più ricca rispetto a quello di sinistra. In mezzo il modellino della chiesa. Si ritiene, spiega sempre la guida senza la quale non avremmo cercato e visto il bassorilievo, che si sia voluto simboleggiare l'accordo avvenuto tra la chiesa Georgiana e la chiesa Armena (perché se il Dio è lo stesso, la concordia tra i fedeli incredibilmente latita). Non la più grande ma la più antica è la chiesa di Surb Grigor, per la cui costruzione si utilizzò una pietra gialla e porosa che proviene da una cava a una decina di chilometri dal monastero.
Una lunga iscrizione fatta porre dal principe Ivane alla morte del fratello maggiore Zakare sovrasta l'ingresso del portale d'ingresso dello Zhamatum della chiesa Surb Grigor.
La giornata è stata uggiosa per tutte le ore fino al momento di lasciare Haghartzin, ma mentre ci dirigiamo verso la location dove dormiremo migliora. Lasciamo quindi la valle dove sorgono i due monsteri e ci dirigiamo verso Vanadzor dove devieremo sulla M6 che porta verso la Georgia, con obiettivo Alaverdi (ma noi dormiamo un po' prima della cittadina mineraria).
Suggerisco di non fidarsi pienamente di google maps, ma di tenere sempre d'occhio la cartina fisica e sempre sveglia la logica e l'esperienza. Fidarsi del sistema della rete vuol dire a volte fare inutilmente strade piuttosto dissestate e contorte. Senza che sia chiara la logica.
Noi dormiamo all'Amoj B&B and guest house ed è stata una scelta straordinariamente indovinata. Si tratta del piano terra di una villetta dopo la quale non c'è nulla se non i prati che salgono verso i monti circostanti.
Per arrivare abbiamo lasciato la M6 e ci siamo inerspicati su una strada a tornanti che è salita parecchio rispetto alla vallata. Poi giunti in un paesino di 4 case, siamo stati indirizzati verso uno sterrato. Ci siamo fermati dubbiosi, ma un uomo che ci ha visto ha capito e ci ha indicato di prendere lo sterrato che in duecento metri ci ha condotti al nostro splendido B&B dove siamo stati accolti con grande simpatia e cortesia e un bricco di te' accompagnato da marmellata di more buonissima.
Poco dopo esserci sistemati siamo usciti per fare due passi e abbiamo incrociato l'uomo che era marito della padrona del B&B e che tornava con le sue mucche che ha munto nel prato vicino alla casa, spettacolo al quale noi cittadini non abbiamo rinunciato.




























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