sabato 13 giugno 2026

WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.9.1

 WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.9.1

Sono pochi i chilometri che sabato 16 maggio ci separano dal nostro hotel dove il responsabile ci ha offerto, anche se non prevista, una prima colazione leggera ma buona. Anche questo hotel è stato indovinato, buona scelta.

I pochi chilometri percorsi costeggiando il lago Sevan in un giorno uggioso ci portano al Monastero di Sevanavank.

Un tempo questo monastero sorgeva su un'isola, chiamata Isola degli uccelli. L'abbassamento del lago, l'isola è diventata una penisola, e il monastero è raggiungibile con una strada che dirama dalla M4 che conduce a nord e, arrivati al parcheggio (sempre con pagamento al parcheggiatore abusivo), arrampicandosi per una lunga scalinata che porta al promontorio dove sorgno le chiese.

Immagino che in una giornata di sole la vista dal promontorio del lago e della costa sarebbe stata più piacevole di quanto abbiamo potuto godere noi con le nuvole basse e ogni tanto scrosci di pioggia.

Sono due le chiese principali del complesso, la chiesa dei santi apostoli (Surb Arakelots) e l'immancabile Surb Astvatzatzin (con un bel portale in legno, una iconostasi in legno che è insolita per le chiese armene (si tratta di un dono del monastero di san Taddeo, in Iran) e un Khatchkar molto bello, del tipo (leggo dalla preziosa guida) Amenaprkitch, con al centro il rilievo di Cristo in croce, ai cui piedi si trovano la Madonna e san Giovanni apostolo. Al di sotto compare la scenza in cui Cristo, disceso agli inferi, ne trae Adamo ed Eva.

Arrivando al parcheggio del monastero abbiamo visto un camper. Poiché non ho visto camper Armeni, ho immaginato che avesse una targa europea, e avvicinandomi ho avuto la sorpresa di vedere una targa italiana. Il conducente era a bordo, abbiamo scambiato due parole. Era un uomo solo, con un cagnolino, e girava senza una meta precisa (sarebbe andato a sud). Ci ha raccontato di essere uscito da una storia di alcolismo, e ora con poche pretese, girava per mesi con il suo camper. 

Scendendo le scale dal monastero, passando tra bancarelle che vendevano diversi prodotti, Antonella ha comperato un piccolo monile per un regalo da portare a casa di ricordo. Ha contrattato un po' con la signora del banchetto, finché l'ultimo ribasso proposto da Antonella è stato stoppato con un abbraccio da parte della signora molto simpatico e spontaneo, e così abbiamo chiuso la trattativa alla sua ultima proposta.

Lasciato Sevanavank ci si dirige verso Nord, in quella che è chiamata la Svizzera Armena. Altro paesaggio rispetto a quello brullo lasciato solo il giorno prima.















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