venerdì 5 giugno 2026

WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.7.2

 WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.7.2

Riprendiamo la M2 dirigendoci verso Sud. Siamo a pochi chilometri dal confine chiuso della exclave azera del Nakhchivan. La cartina che usiamo ci mostra che quando attraversiamo Triganashen passiamo un una piccolissima exclave azera che probabilmente lo è solo sulla carta. Non ci sono segni che indichino qualche particolarità (una breve ricerca fa emergere che questo paese un tempo avesse nome di Kyarki e fosse  azero ma perso nel corso di una precedente guerra e ripopolato con profughi armeni dell'Azerbaijan e rinominato appunto con il nome di soldato armeno caduto in guerra).

Abbiamo viaggiato in paesaggi molto belli attorno a 1.700 metri s l.d.m., con piccole zone ancora innevate. E' una Armenia molto rurale, pecorriamo lunghi tratti senza incrociare auto. In alcuni casi vediamo pecore e cavalli. Dove la vegetazione è più scarsa ci torna in mente l'Ovest degli Stati Uniti.

Ci stiamo dirigendo verso la zona di Areni, famosa per i vigneti e le case vinicole, ma noi bypassiamo questo aspetto e ci dirigiamo verso il Monastero di Noravank, in fondo a una stretta valle dalle rocce rosse.

Credo sia il più bel monastero che abbiamo visitato. E' in una posizione strategica, isolato in mezzo a queste montagne brulle. Lo abbiamo visto con una luce stupenda, un bel cielo che ha valorizzato tutto, il colore delle rocce, la disposizione delle chiese, il paesaggio nel quela sono immerse.

Il Monastero risale al XIII secolo è nella valle di Amaghu creata dal fiume Darichay. La leggenda narra che il monastero avrebbe custodito una reliquia della croce ancora ricoperta dal sangue di Cristo, e come spesso capita con queste cose ci furono sottrazioni e diverbi piuttosto accesi (tanto che per derimere la proprietà furono chiamati tra i giudici anche quattro musulmani in quanto "neutrali" - tanto per dire l'unità dei Cristiani!)

Nel complesso non manca, quando mai, una cappella dedicata a san Gregorio e una chiesa dedicata a Surb Astvatzatzin. Le chiesa principale, quindi la Katoghike, è dedicata a santo Stefano Protomartire

La guida ci ha invitato a guardare con attenzione la scultura sul timpano della porta del Gavit che raffigura, su un fondo riccamente intagliato, la Madonna con il Bambino, adagiati all'orientale su un tappeto steso al suolo, sul capo della Madonna lo Spirito santo sotto sembianza di colomba

Mentre la scultura sulla finestra superiore rappresenta Dio antropoformizzato e altre figure bibliche.

Pur non essendo la chiesa principale, quella di Surb Astvatzatzin è la più famosa, certamente è molto bella, con quella doppia scala (chiusa al pubblico) che porta al piano superiore.

Ma andando oltre le particolarità è l'insieme che rende questo posto indimenticabile.

Giriamo in giro senza stancarci, fotografiamo come se non ci fosse un domani, guardiamo e ammiriamo, ma abbiamo ancora tanta strada per Goris, con un passo a 2.300 metri.































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