mercoledì 22 luglio 2020

WANDERLUST _ PORTOGALLO 2020 _ DECIDIAMO NOI _ CAP. 4

WANDERLUST _ PORTOGALLO 2020 _ DECIDIAMO NOI _ CAP. 4
continua (e non finisce) il racconto della giornata

Cosa sarà mai il “french toast”? Sarà un toast con prosciutto, pardon: jambon et fromage. Al quale si aggiungerà, perché i francesi sono un po' fighetti, qualche salsina.
Così quando la cameriera del ristorante vicino al Miraodouro di Santa Luzia ( non ricordo il nome, si attraversa la strada e si sale verso Alfama, appena dopo un Bentley verdina con una bella targa antica) ci ha chiesto se volevamo i French Toast assieme alla insalata di Polpo ( una fantasia di cipolle e peperoni sulle quale il polpo faceva da comprimario) abbiamo detto di sì, e lo abbiamo ripetuto al collega che la cameriera non convinta ci aveva inviato.
Quando abbiamo visto i French Toast ( fette di pane letteralmente inzuppate nel burro caldo su cui si faceva colare del miele) abbiamo capito che neanche un tedesco di passaporto o di elezione (come me) poteva alternare un boccone dell'uno e uno dell'altro.
E anche il passaggio tra il primo piatto e il secondo ha comportato il sacrificio del gusto dei primi due bocconi del secondo!
La giornata in realtà era iniziata con una escursione verso il Parlamento portoghese ( un bel Parlamento, sia visto da fuori – palazzo imponente - sia immaginato da dentro, visto che in Portogallo la maggioranza dei deputati sono di partiti di centro sinistra.
Abbiamo preso il 24 da Piazza Principe Real fino a Camoes e poi ci siamo indirizzati lungo rua Loreto (che poi cambia nome, come ci ha confermato una signora che passando ci ha sentito esprimere dei dubbi) fino al Parlamento. Così facendo ci siamo visti anche l'Elevador da Bica e abbiamo potuto dare uno sguardo al Ponte 25 Aprile dal miradouro di Santa Catarina.
Attraversato il quartiere centrale ci siamo inerpicati, grazie al 28, verso Alfama, imponendosi di seguire le indicazioni del grande Saramago “Adesso, finalmente, il viaggiatore va ad Alfama, pronto a perdersi dietro il secondo angolo della via e deciso a non domandare la strada. E' la maniera migliore di conoscere il quartiere (…) Il viaggiatore procede per i vicoli tortuosi, questo qui, dove la case da un lato e dall'altro quasi si toccano, e lassù, dove il cielo è una fessura tra le gronde separate a stento da un palmo, o per queste piazzette inclinate dove due o tre scalini aiutano a vincere il dislivello, e vede anche alle finestre non mancano i fiori, né le gabbie con i canarini (ndr noi abbiamo visto pappagallini), ma il cattivo odore delle fognature che si sente nella via deve sentirsi anche di più dentro le case, in alcune della quali il sole non è mai entrato, e anche in queste qui, a livello della strada, la cui unica finestra è lo sportellino aperto nella porta”
Così, perché se c'è chi scrive così magistralmente non dovrei semplicemente trascrivere, invece di arrovellarmi in faticose frasi. E allora spazio allo scrittore e viaggiatore portoghese.
E' vero, le porte delle case di Alfama hanno le finestre. Lo abbiamo notato anche noi.
Non siamo entrati al Castello, abbiamo preferito girare attorno, prima da un lato e poi dall'altro, Questo ci ha consentito, volendo scendere verso il capolinea del 28 a Muniz, di percorrere la Escalada Costa da Castelo, raggiungendo Muniz passando dalla bella rua dos Cavaleiros dove purtroppo non abbiamo visto nessun tram passare (e ci eravamo ripromessi di prendere il 12 per farla a bordo del tram ma ci siamo dimenticati il giorno dopo.
Questa sera, avendo mangiato i famosi French Toast ci sentivamo abbastanza pieni nello stomaco e svuotati nel portafoglio e così abbiamo fatto la spesa nel supermercato e abbiamo cenato in camera nel B&B (fornito di bollitore in modo da potersi bere una buona tazza di te' dopo cena).
Ma prima di arrivare alla cena è accaduto altro in questo giorno intenso, ma lo racconteremo in un altro capitolo
foto 1. Beh, è evidente, Antonella sul 24 a Camoes
foto 2 e 3. Una bella libreria con esposto libri di Pessoa
foto 4. Un negozio vecchierello dove abbiamo fatto un acquisto particolare
foto 5. il Parlamento portoghese
foto 6 la Cattedrale di Lisbona davanti alla quale "casualmente" passava proprio in quel momento il 28
foto 7, 8 e 9 scorci di Alfama
foto 10,11 e 12 il pranzo. Sì, probabilmente Antonella ed io siamo abbastanza storditi da rischiare l'interdizione, ma finché non ci catturano noi continuiamo a viaggiare
foto 13 e 14. la bella rua dos Cavaleiros purtroppo senza tram















WANDERLUST _ PORTOGALLO 2020 _ DECIDIAMO NOI _ CAP. 3

WANDERLUST _ PORTOGALLO 2020 _ DECIDIAMO NOI _ CAP. 3


Lunedì 13 luglio
Chi mi conosce coglierà la contraddizione, ma chi di noi, pur cercando di rimanere hombre vertical non è soggetto a umane contraddizioni che smentiscono, date alcune circostanze, atteggiamenti o modi di presentarsi?
Non vaneggio (non più del solito), e quindi spiego.
Penso che l'apice delle colazioni le abbiamo provate in Canada (in Nova Scotia o Newfoundland) quando negli stupendi B&B si faceva colazione tutti assieme attorno allo stesso tavolo serviti dai padroni di casa (non da dipendenti) e di chiacchierava (faticosamente per noi, in inglese) dei viaggi e delle rispettive provenienze (un giorno a Twillingate eravamo al tavolo tra gli altri con una coppia dell'Alberta -credo di ricordare - e quando ho chiesto al marito cosa si vivesse a -30, mentre la moglie ridacchiava lui ci ha pensato un po' e poi mi ha detto: “Duramente, ma ce la puoi fare”.
La pandemia ci ha tolto anche l'atmosfera del buffet, che magari portava a momenti di impazienza quando il tostapane era occupato da qualcuno che sembrava dover rifornire un esercito, ma almeno ti dava quel senso di abbondanza per cui i viaggi tra il tavolo e il ripiano delle vivande diventavano sempre più numerosi (abbiamo imparato il piacere di prendere poco cibo ogni volta). E soprattutto latte caldo e caffé a volontà, senza la complicazione di spiegare cosa si desidera realmente.
Detto questo, e il tempo perso per spiegare indica quanto sia importante per noi la colazione ( nelle recensioni di booking è praticamente la prima recensione che andiamo a leggere), dobbiamo dire che in questo breve viaggio le colazioni hanno sempre mantenuto alti standard anche nei limiti posti dalla pandemia. A partire da quelle predisposte dal 1869 Principe Real House.
E allora rinforzati dalla colazione (che salgo oggi ci ha consentito di saltare praticamente sempre il pranzo – complici i 40° e più gradi di calore che chiedevano solo idratazione) siamo partiti alla volta di Lisbona. Oggi niente musei che sono chiusi il lunedì (quindi suggerimento: per tre giorni a Lisbona pensare a un Giovedì/Sabato o Venerdì/Domenica con domenica dedicata ai musei), bensì passeggiataper i quartieri della città (a sera saranno circa 16 chilometri, e Lisbona non è una città piatta!)
Un passo indietro.
Ieri abbiamo visitato la Igreja de Sao Domingo (luogo dove venivano assassinate le vittime della inquisizione – esecuzioni chiamate “autodafé” ) che è affascinante perché è sopravvissuta a due terremoti (compreso quello famoso del 1755 – ricordate il Candide di Voltaire?) e a un recente incendio. E l'interno della chiesa porta i segni di tutti questi eventi.
E per ora ci fermiamo, continuerò nel capitolo 4 con il racconto del Lunedì.
foto 1,2 e 3. Igreja de Sao Domingos
foto 4. Antonella e la sua colazione (se la vizio troppo come la riporto sulla aircamping?)
foto 5. "venghi ragioniere, Lisbona la aspetta"
foto 6. Igreja de Sao Roque (Barrio alto)
foto 7. rua de Misericordia con Tram (rassegnatevi, saranno decine le foto con i Tram)
foto 8,9 e 10: Elevador de Bica.











martedì 21 luglio 2020

WANDERLUST _ PORTOGALLO 2020 _ DECIDIAMO NOI _CAP.2

WANDERLUST _ PORTOGALLO 2020 _ DECIDIAMO NOI _CAP.2

Non ricordo di aver visto un aereo così vuoto da un Londra-Milano (coincidenza da Buenos Aires) di Alitalia (mi sa che spiega molte cose un Alitalia scarico ai tempi di massimo utilizzo). Oggi saremo poco più di 50, con file completamente vuote. L'aereo sembra abbastanza nuovo, comunque ben curato. Certo, posti stretti, ma senza quell'aria di frustro che emana sempre Rayan Air. In realtà una lamentela sarebbe già da fare. Al check in l'annoiato e indisponente impiegato si è ben guardato da farci compilare la liberatoria prevista. Per fortuna e ne siamo accorti e al gate abbiamo trovato il modulo e lo abbiamo compilato.
Durante il volo ho finito quell'opera poetica in prosa che è “Il vecchio che leggeva romanzi d'amore" di Sepulveda e ho aperto sul mio Kobo “Viaggio in Portogallo" di Saramago. Ho letto parecchie pagine di quel libro stupendo e sulla cartina ho annotato puntigliosamente i paesini che sono sul nostro itinerario e che Saramago ha visitato nel suo Viaggio. Questo grande portoghese invita a non considerare il suo racconto come una guida, ma spero invece che sapremo farci guidare dalla sua poetica sensibilità, dalla sua laica religiosità e dal suo animo elevato e popolare. Scrive, alla fine della prefazione: “la felicità, che il lettore lo sappia, ha molte facce. Viaggiare, probabilmente, è una di queste. Affidi i fiori a chi sappia badarvi e incominci. O ricominci. Nessun viaggio è definitivo.”
Ho annotato alla fine della giornata queste righe.
Esausti. Siamo tornati per goderci il meritato riposo. Come ogni primo giorno è stato un lungo giorno. Non so se centri la teoria della relatività, ma ogni anno che passa questo primo giorno ci sembra più lungo e più faticoso. Boh, non so, sarà una distorsione spazio-temporale come accade in Star Trek.

Prima osservazione. Il Portogallo sta cambiando targhe. L'ho notato inizialmente su una Tesla. Non mi ero preparato e il cambio mi ha colto di sorpresa. Come in molti altri Stati, il cambio è in peggio. Ormai il panorama delle targhe sta scivolando inesorabilmente verso la massima banalità. Lo spiegherò meglio nel mio blog https://aista10eu716.blogspot.com . In sintesi la targa ha perso la banda gialla con mese e anno di immatricolazione e i punti tra i blocchi di numeri o lettere. Inoltre avendo finito la serie NN.LL.NN sono passati alla sequenza LLNNLL. Interessante che la prima targa nuova che ho visto sia stata su una Tesla. Ce ne sono un po' di macchine elettriche a Lisbona, bene. Meno nel resto del Portogallo.
Il B&B 1869 Principe Real House è una buona sistemazione, relativamente vicino al centro. Nel quartiere Barrio Alto. Per le nostre esigenze di spostamento comodo. In fondo Lisbona, se si vuole rimanere nella visita turistica veloce, come abbiamo fatto noi (escluso Belém che è facile da raggiungere con il 15 che si prende in Piazza del Commercio), è una città estremamente semplice da girare. Dopo un paio di ore che servono sempre per l'ambientamento, si è padroni della situazione e con una buona cartina (io rifiuto le mappe sullo smartphone e amo invece le scomode ma romantiche mappe di carte, di quelle che servono braccia allungabili come il capo dei Fantastici 4 per aprirle, e mi piace segnare luoghi e percorsi con gli evidenziatori) la si gira facilmente. In mezzo il Rossio, a sinistra (con il Tejo alle spalle) il Barrio alto dove ci sono una linea di bus e una di tram utilizzabili, a destra Alfama e poi Graca attraversate dal favoloso 28.
Una riflessione: probabilmente le grandi città, forse escluso l'Italia, sono da evitare la domenica. Appaiono vuote e smorte. L'impressione che abbiamo avuto domenica quando usciti dal B&B ci siamo diretti subito alla ricerca di Elevador (prima il Gloria e poi il Lavra) scendendo in Restauradores per poi dirigerci in Piazza dom Pedro IV era di una città svuotata (e abbiamo pensato che stesse pagando pegno alla pandemia). Probabilmente c'era anche questo, ma subito il giorno dopo abbiamo ritrovato la vivacità e la presenza umana che ci aspettavamo.
Gli Elevador sono a mio avviso bellissimi. Abbiamo fatto un collegamento con Genova, quando abbiamo fatto nella città della Lanterna il percorso “Genova a piedi” prendendo tutti gli ascensori e le funicolari possibili”.
Ovviamente abbiamo subito preso il 28 fino al capolinea di Moniz per poi tornare verso Camoes. Così per un primo assaggio. Beh, sarà turistico, ma comunque che bel percorso che effettua. E quanto vale per Lisbona avere queste linee di vecchi tram.
Abbiamo concluso la serata cenando abbastanza bene in un ristorantino in una traversa di Misericordia ( Sinal Vermelho Restaurante)
foto 1. La nuova targa portoghese
foto 2. Elevador Gloria
foto 3. Elevador do Lavra (prendetelo con dubbio, comincio a confondermi!!!)
foto 4. Arco da Victoria visto da Rua Augusta verso Praca do Comércio
foto 5. una onda molesta e improvvisa dal Tejo. Brava la fotografa a cogliere l'attimo e a farmi fare la figura dello stordito
foto 6. Il ponte 25 Aprile (che è la data della Rivoluzione dei Garofani. Bellissimo che Italia e Portogallo festeggino la loro data civile più importante lo stesso giorno)
foto 7. Praca da Comercio vista dal Tejo
foto 8. Ed ecco finalmente il "28"
foto 9. Un "portoghese" in Portogallo... in piazza Camoes
foto 10. Un bel negozietto in rua da Comercio (dove abbiamo fatto acquisti)
foto 11. e foto 12. la cena. Non chiedetemi cosa fosse, penso almeno uno Bacahlau (spiegherà Antonella nei commenti)
foto 13. luce del tramonto al rientro su Misericordia.















lunedì 20 luglio 2020

WANDERLUST_ PORTOGALLO 2020. DECIDIAMO NOI_ CAP 1

WANDERLUST_ PORTOGALLO 2020. DECIDIAMO NOI_  CAP 1

Riprendiamo a viaggiare dopo il fallimento del Chile. E, complici i tempi difficili, questo viaggio prevede una sua dose d'ansia. Duplice. Il fallimento pesa, la scelta del Portogallo non è casuale. E' come fare un giro tra amici. Tranquilli, semplici, modesti ma affidabili. Un ottimo posto per rimettersi alla prova e ritrovare i meccanismi un po' ingrippati.

Le fotografie sono molte, anche noi probabilmente siamo vittime della sindrome da smartphone. Quindi le foto precedono un po' il dipanarsi del racconto.


Domenica 12 luglio. Aeroporto di Malpensa. In attesa del volo per Lisbona.
Partiamo. Verso il Portogallo. L'aeroporto appare frequentato, sia pure in misura molto minore rispetto all'affollamento di recente memoria. Egoisticamente potrei far rilevare il piacere di non fare fila al check in ed essere velocemente serviti da uno scorbutico e annoiato impiegato, e pure di aver passato quasi in solitudine il varco di controllo e quindi di aver sfilato la cintura dai pantaloni con calma senza ansia e senza incastrarla nei passanti dovendo far intervenire Antonella. Però non si può dimenticare che ciò non è motivato dalla scelta di non inquinare volando (contraddizione nella quale noi cadiamo in pieno facendole iniziative di #Azioneclima  a Trezzo e poi scegliendo l'aereo come veicolo per le vacanze), bensì dalle conseguenze della pandemia che è ancora fortemente attiva tra noi (leggevo poco fa sul Manifesto preoccupanti notizie da Israele, dove sembra abbiano perso un po' il controllo -e stupisce che ciò accada proprio in Israele). Come con l'associazione Amici del Gabbiano abbiamo deciso di affrontare a muso duro, come dice il grande Bertoli, la sfida del Covid. (rispetto delle leggi, rispetto delle regole, ma non ci lasciamo chiudere in casa senza poter scegliere tutto ciò che possiamo scegliere e quindi abbiamo messo in piedi la rassegna SERE D'ESTATE SERE DESTATE chiamando gli amici ad essere con noi protagonisti della rinascita culturale della nostra comunità), allo stesso modo, anche noi due personalmente rispettiamo tutte le regole -mascherina anche quando è faticoso e può apparire contro-intuitivo, e distanziamento. Anche se troppe persone sembrano prendere sottogamba e con superficialità le norme non capendo che il problema esiste ancora ed è ancora pericoloso.
Allora vogliamo essere padroni del nostro destino, rimanere contagiati dell'unica malattia che ci piace, il wanderlust, e non mancare di fare il nostro, pur piccolo e breve, viaggio.
Certo, abbiamo la consapevolezza di essere dei privilegiati (perché abbiamo il lavoro e una minima tranquillità economica) per poterlo fare. Ma siamo anche consapevoli di una lunga storia di “frugalità" che ci consente di non dover sperare in nessun recovery fund, potendo contare sulle nostre risorse.
Abbiamo scelto il Portogallo come meta di questo breve break che ci concediamo prima di, spero, poter tornare a lavorare con la intensità precedente il lockdown.
Non in Italia? Potrebbe chiedere qualcuno. Come mai non ci siamo fatti travolgere dalla retorica nazionalista? Potrei dire che ci sentiamo europei e ogni parte dell'Europa è un po' la nostra patria. Mi piacerebbe poter avere un passaporto, prima di morire, con scritto nella riga della nazionalità: EUROPEO. C'è anche un motivo meno nobile. Quando tutto andava bene non mi sono mai sentito considerato un connazionale dalle strutture turistiche che mi ospitavano, quanto una spugna da spremere fino all'ultima goccia. Ora non mi sono sentito vincolato particolarmente da un afflato solidaristico.

fotografie:
1. si inizia a scrive il diario
2. fino all'ultimo dare soddisfazione ai propri followers
3. aereo quasi vuoto
4. 1869 Prìncipe Real House, Lisbona
5. subito a cercare i Pastéis del Nata (Real Principe Restaurante _ R. da Escola Politécnico
6. Alfama vista dal Miradouro Sao Pedro da Alcantara
7. Alfama vista dal Miradouro Sao Pedro da Alcantara
8. altro "must" da cercare subito: gli elevador. Questo Elevador de Gloria
9. altro "must" da cercare subito: gli elevador. Questo Elevador de Gloria
10. Elevador de Lavra, la prima funicolare su strada del mondo, inaugurata nel 1884
11. Elevador de Lavra, la prima funicolare su strada del mondo, inaugurata nel 1884
12. Alfama vista dal Miradouro Sao Pedro da Alcantara al tramonto














mercoledì 1 luglio 2020

J.SARAMAGO. ECCO LA BUONA FILOSOFIA:TUTTO E' VIAGGIO

WANDERLUST
J.SARAMAGO. ECCO LA BUONA FILOSOFIA:TUTTO E' VIAGGIO

Viaggio in Portogallo di J. Saramago
"Ecco la buona filosofia: tutto è viaggio. E' viaggio ciò che si vede e ciò che si nasconde, è viaggio ciò che si tocca e ciò che si immagina, è viaggio il fragore delle acque  che cadono e questo impercettibile sopore che avviluppa i monti. Il viaggiatore non si lamenta più. Ritorna pacificato sulla strada"