domenica 5 luglio 2026

WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.12.1

 WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.12.1

E' arrivato l'ultimo giorno sul suolo armeno. Senza fretta ci dirigeremo verso l'aeroporto visitando gli ultimi luoghi che avevamo annotato nel nostro pre-diario (e nonostante ciò arriveremo in largo anticipo in aeroporto).

L'orario anomalo nel quale sia costretti a fare colazione ci ha spinto a fare un giro esplorativo in Gyurmi prima di recarci al nostro bar.

La nostra location su Rijkov street ci porta in pochi passi nella bella e grande piazza Vartanants che è circondata dal Municipio di Gyumri e ai due lati nord e sud due chiese piuttosto grandi, a nord la chiesa ss. vergine Maria e a sud la chiesa del san Salvatore (questa ultima visitata è apparsa molto più interessante fuori che dentro). Dietro la chiesa del san Salvatore un altro amplissimo spazio con un monumento del genocidio armeno e nella parte est una successione di Khatchkar (considerato che è una delle peculiarità più importanti dell'Armenia, la mia preferita rilascio la descrizione che abbiamo letto sulla nostra guida: Stele commemorativa, non solo funeraria, tipica del mondo armeno; è costituita da una lastra di pietra posizionata verticalmente e che porta scolpita, verso ovest, la croce ornata. Normalmente è innestata a incastro su appositi basamenti, oppure inserita direttamente nelle murature).

Lasciando Gyumri dopo colazione ci dirigiamo verso la Fortezza Nera, una imponente costruzione circolare che è posta a pochi chilometri dal confine turco. Ora la fortezza ha anche una funzione culturale e ospita al suo ingresso concerti ed eventi grazie anche a una ottima acustica. Vicino nel parco della Vittoria la grande statua della Madre Armenia.

E' tempo di dirigerci verso Sud sulla H75 che costeggia, in alcuni tratti molto prossima, il confine con la Turchia e per parecchi chilometri il lago Arpacay che è diviso tra i due Stati.

Mi aspettavo di vedere un confine più "marcato", più evidente. E invece, se non mi è sfuggito tutto, mi è sembrato un confine molto poco presidiato.






















sabato 4 luglio 2026

WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.11.2

  WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.11.2

Dal caravanserraglio di Aruch inizia il percorso di ritorno verso Gyumri. Lasciamo però per una breve deviazione la M1 e ci dirigiamo verso sud fino a Dashtadem per visitare, in perfetta solitudine, la fortezza di Dashtadem che risale, alle sue origini, al VII secolo. 

Una breve descrizione tratta dal sito eurasia.travel.it: Il complesso comprende una cittadella centrale, mura di fortificazione circostanti, una chiesa e resti di edifici residenziali. La parte più antica è la cittadella interna. Nel 1174, il sultano ibn Mahmud ibn Shavur, emiro di Ani e membro della dinastia curda degli Shaddadidi, aggiunse torri poligonali e semicircolari alla struttura. Un'iscrizione araba sulla torre meridionale commemora questa aggiunta. Lo stesso anno segnò la fine del dominio degli Shaddadidi: l'esercito georgiano sconfisse la dinastia e annesse Ani e i territori circostanti.

Durante il XII e il XIII secolo, sotto la dinastia degli Zakaridi, fu costruita una cinta muraria interna. Nel cuore del cortile si trova la Chiesa di San Sarkis, patrono degli innamorati, costruita in tufo rosso e risalente anch'essa all'epoca degli Zakaridi.

Lasciata la fortezza, come siamo entrati soli siamo usciti senza vedere altri visitatori, ci siamo diretti verso Mastara dove abbiamo visitato la chiesa Surb Hovhannes, dove invece abbiamo trovato altri visitatori (e rimpianto la solitudine di Dashtadem). E' una bella chiesa con un soppalco visitabile e resti di affreschi che si sta recuperando con lavoro di restauro. Probabilmente in uno viene raffigurato san Giorgio, mentre l'altro rappresenta la scena dell'annuncio a Maria della prossima nascita di san Giovanni Battista.

La giornata e il breve tour a sud di Gyumri si avvia verso la conclusione con l'ultima visita odierna, al monastero di Haridchavank. Quando fu scelto dal Katholikos di Ejmiatzin come residenza estiva (il Papa di Roma se non sbaglio va a Castel Gandolfo per fare un paragone) la struttura fu ampliata. 

Manco a dirlo la chiesa principale è Surb Astavatzatzin. Sulla facciata est compare, sulla parte sinistra del timpano, il rilievo di un leone. Al centro (tutto questo lo leggiamo sulla nostra preziosa guida), invece, sormontato da una grande croce, vi è un altorilievo che mostra in fondatori della chiesa. Il loro abbigliamento riflette la moda contemporanea, di ispirazione araba: indossano infatti un caftano e portano in capo uno sharbush, ovvero un alto cappello tipico del costume degli emiri mamelucchi.

Terminiamo la giornata, avendo dovuto anche superare una mandria di mucche che camminavano in mezzo alla strada, con il timore che si spaventassero e tirassero calci alla macchina,  in un piccolo ristorante di Gyumri, il Basturma Shop and Grill Bar dove abbiamo mangiato gli hamburger con i guanti per non sporcarsi le mani.






























sabato 27 giugno 2026

WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.11.1

 WANDERLUST 26terzo ARMENIA cap.11.1

Nell'ultimo periodo del nostro viaggio in Armenia rimaniamo a dormire due notti a Gyumri, oggi quindi faremo un giro circolare andando e poi tornando da sud.

In realtà il primo tratto ci spinge, su strade secondarie, attraversando piccoli paesi e villaggi molto rustici, verso est, fino ad intersecare la M3 per arrivare, prima tappa del giorno, a Rya Taza, dove sorge uno dei due templi Yazidi che visiteremo in Armenia.

Nel villaggio oltre al tempo, accompagnati da un cordiale sacerdote che ci illustra i principali contenuti della religione yazida (che prima di conoscere Nadia Murad e la sua dura vicenda ignoravo completamente), sorge anche un cimitero yazida, piuttosto particolare perchè le tombe sono contenute in recinzioni alcune anche coperte.

Lasciamo Rya Taza e la tappa successiva è il suggestivo e divertente monumento all'alfabeto Armeno. Dal sito Armenia-spirit: Le lettere furono scolpite dallo scultore Jim Torosyan e installate nel 2005 per commemorare il 1.600° anniversario della creazione del sistema di scrittura armeno da parte del monaco-studioso Mesrop Mashtots. E' stato divertente, con un foglio di confronto in mano, cercare le lettere che corrispondessero alle nostre iniziali

Arrivati verso la parte più meridionale dell'escursione ritorniamo verso Ovest sulla M5 dove, con una certa fatica troviamo il Caravanserraglio di  Aruch (ancora una volta, il navigatore dimostra la sua ottusità, in piena autostrada ci indicava una impossibile svolta a sinistra, mentre occorre prendere l'uscita e una volta superata l'autostrada lo si trova - in realtà un po' nascosto e non indicato- sulla propria sinistra.