sabato 2 dicembre 2023

WANDERLUST _ TAIWAN 2023 _CAP 2.0

 WANDERLUST _ TAIWAN 2023 _CAP 2.0

TAIPEI 23.11 h.6.13 San Want Residences

E’ finito che il primo pranzo taiwanese è stato  di … cucina vietnamita.

Ma andiamo con ordine.

Arrivati finalmente a Tayouan dopo il lungo ma non faticosissimo volo, abbiamo facilmente passato le formalità doganali, acquistato la SIM locale e preso la MRT per Taipei. Numerose rete wifi free ci sono state di supporto. Il treno della MRT silenzioso e pulitissimo ci ha accompagnati in città fino alla Main station. Non abbiamo potuto prendere il pass di tre giorni a Tayouan e lo abbiamo acquistato a Taipei. Abbiamo subito sperimentato una attenzione e cortesia fuori dal comune. Per esempio alla Main Station ci siamo messi davanti al cartellone con la mappa per capire come raggiungere il nostro hotel. Subito si è avvicinato un ragazzo dell’assistenza per chiedere di cosa avessimo bisogno. Si è dato da fare per consigliarci meglio (il problema è anche che noi abbiamo riferimenti dei luoghi di Taipei traslitterati per noi occidentali, sia nell’alfabeto sia nella dizione). Ci ha portati all’ufficio dove è intervenuta una collega più esperta che ci ha dato una cartina e ci ha indirizzato alla linea di Metro più utile. La linea Verde. Che, aneddoto divertente non era vicina nell’intrico di tunne sotterranei ma sempre ben segnalata a volte anche con i minuti a piedi mancanti. Arrivati alla linea Verde siamo andati al box del controllore che (ho avuto la sensazione fosse chiuso, ma quando ci ha visto arrivare ha tolto il cartello e ci ha ascoltato). Ci ha mandato al box dell’altro ingresso e intanto ha avvertito la collega via radio.

Per salire sulla metro si attende nelle corsie di attesa come in Giappone, che lasciano libera l’uscita che scende dal vagone.

Saliti in superficie abbiamo faticato un po’ a capire dove andare (il nome delle vie di Taipei sono indicate in cartelli, anche in inglese, piuttosto piccoli. Ovviamente abbiamo trovato la via ma sbagliato la direzione. Ci è costato un paio di blocchi fatti in andata e ritorno, con l’aggravante di essere vestiti come siamo partiti da Trezzo (mentre qui fa piuttosto caldo). Anche in questo caso è bastato fermarsi sul marciapiede con la cartina aperta perché una persona si fermasse per aiutarci). Con un minimo di fatica siamo arrivati all’albergo, piuttosto buono, abbiamo depositato i bagagli e dopo un momento di sosta siamo partiti alla scoperta di Taipei.

Lo dico subito e così chiudiamo il discorso. Taipei è una città non particolarmente bella. Anzi in alcuni spazi anche piuttosto brutta. Il traffico è elevato, l’aria un po’ ne risente. E’ percorsa da migliaia di motorini. E’ incredibile il numero di piccoli scooter che girano o sono parcheggiati ovunque. E nonostante ciò, nonostante una ottima metropolitana e numerosi bus, le auto sono tantissime.

Per prima cosa siamo andati a vedere il famoso ristorante dove si fa colazione con latte di soia e altri piatti. Fu Hang Soy Milk. C’era una fila fuori dall’ingresso di credo 100 metri o forse più! Immagino che gli ultimi in fila avranno dovuto aspettare un paio di ore. Noi avevamo mangiato poco prima di atterrare e non avevamo fame, più che altro la mia era curiosità. Ma se è sempre così sarà impossibile provarlo.

Siamo allora ripartiti verso il parco 28 febbraio, che non abbiamo trovato perché abbiamo percorso una via parallela e quando abbiamo capito dove è veramente, sinceramente cominciamo ad essere stanchi e non siamo tornati indietro. Siamo invece andati alla maestosa piazza della Democrazia, compresa da una lato da una imponente porta ad archi, e vicino alla porta il Teatro Nazionale e la Sala da Concerti nazionale costruiti in stile classico cinese, bellissimo, mentre in fondo all’estremo opposto, si erge maestoso il Memoriale di Chiang Kai-shek, il capo del Kuomitang sconfitto dall’Esercito Popolare nella guerra civile e rifugiatosi nell’isola di Formosa. Abbiamo assistito a un elaborato cambio della guardia e visitato il museo esibizione. Ho apprezzato il fatto che i governanti di Taiwan abbiano chiamato Piazza della Libertà questo spazio e che nelle sale del Mausoleo ci siano sale che ricordano il movimento per portare Taiwan alla democrazia e alla libertà di parola perché il passaggio dalla dittatura del Kuomitang a questa frizzante democrazia non è stato facile e non scontato.

Terminata la visita, ormai esperti di MRT, abbiamo preso la metropolitana per andare a vedere il bel tempio di Longshan. Il tempio era pieno di visitatori e di cinesi in visita devozionale. All’ingresso un grande tavolo era pieno di offerte devozionali (anche confezioni di dolci e scatole di biscotti) e davanti al tempio numerose persone in preghiera. Molte lanciano a terra delle semisfere rosse, continuamente, non abbiamo capito molto, la sensazione che a seconda di come cadevano avevano una qualche significato.

La zona attorno, in particolare il vicolo delle erbe dove vendono radici, non è molto bella. Ci siamo passati velocemente, anche se non c’è mai la sensazione di pericolo. E siamo finiti nel mercato notturno di Huazi, che aveva un po’ di spazi aperti, soprattutto di pedicure e manicure. E per riacquistare energia abbiamo deciso di pranzare, e la scelta è caduta su un ristorante vietnamita! Abbiamo preso due zuppe straricche di carne, verdure e ramen. Molto buone.

Per la cronaca io credo di ricordare di aver preso Pah Bo tai e Antonella Bun Cha Canh Thit Nurong. Mi sembra chiaro.

Dopo un veloce giro nel distretto storico di Bopiliao, abbiamo ripreso la metropolitana per andare a vedere il tempio di Confucio. Mentre attendavamo la metropolitana rigorosamente in fila, abbiamo visto una addetta della metropolitana aspettare fuori fila l’arrivo del vagone. Quando si sono aperte le porte è sceso un utente cieco, e lei era lì ad attenderlo per accompagnarlo! Sapeva che sarebbe sceso. Io immagino che alla salita un collega la abbia avvertita dove aveva lasciato l’utente cieco. Per fornirgli assistenza in ingresso e in uscita.

Il tempio di Confucio (che non è una divinità) è ampio e tranquillo, c’erano dei bimbi che facevano le prove per una manifestazione con un ballo rituale di gruppo e abbiamo fatto da spettatori per qualche minuto. Il tempio è composto da un gruppo di edifici, ma mentre in Longshan le divinità sono rappresentata da statue e l’arredo è ricco e composito, in questo tempio la sobrietà vige e le persone sono ricordate da tavolette con l’iscrizione del loro nome.

Poiché nel viaggio precedente Antonella si era addormentata in piedi, abbiamo pensato che per oggi fosse tempo di rientrare. Abbiamo voluto provare con il bus, e anche in questo caso, non è stato sufficiente il tempo di fermarsi a guardare la cartina che una ragazza si è offerta di aiutarci, ci ha portato, con un po’ di confusione dovuta alla emozione che ci ha fatto temere, alla fermata giusta del bus, mi ha fatto fotografare dal suo telefono il percorso in cinese per farlo vedere all’autista, ha parlato con lei con l’autista per assicurarsi che andasse nella giusta direzione. Sul bus altre due persone hanno chiesto la nostra destinazione, dopo qualche difficoltà sono riuscito a far vedere la meta, il signore che ci ha aiutato scendeva alla stessa fermata e ci ha indicato anche la direzione (ma l’avevamo riconosciuta) una volta scesi.

E finalmente siamo tornati in hotel. Un giorno piuttosto lungo, ma si parte bene.

(le foto di questo capitolo sono di Antonella)

parte della coda per andare da Fu Hang Soy Milk

Sala da Concerti nazionale


Sala da Concerti nazionale

Memoriale di Chiang Kai-shek

Teatro Nazionale

Sala da Concerti nazionale




Memoriale di Chiang Kai-shek

cambio della guardia




tempio di Longshan







Bun Cha Canh Thit Nurong (forse)

Pah Bo tai (ancora forse. cucina vietnamita)




distretto storico di Bopiliao

tempio di Confucio







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