La colazioni sono forse il pasto che più di ogni altro è sinonimo di viaggio. Che sia ai piedi dell'Air-camping, con il profumo del caffè e del latte caldo che si accompagna ai panini spalmati di nutella e Antonella che si affaccia in alto assonnata e affamata, o la sala straripante di cibo e bevande dell'Hilton di Reykjavik, il bar della stazione di Kyoto o la dinette della VS quando si scrutavano le nuvole basse dello Jutland per capire cosa mettere nello zaino, la piazzola davanti alla veranda all'UNION quando l'aria è ancora frizzante e il silenzio rotto dai pacati rumori del risveglio o il vassoio consegnato da una cortese e sorridente hostess dopo una notte scomoda sulla poltrona dell'aereo che non ha ancora finito di volare sulla immensa Siberia, la stazione di servizio dove hai parcheggiato per dormire qualche ora quando gli occhi si chiudevano e vedevi gli omini verdi sulla carreggiata e puoi scegliere tra acqua colorata per caffè e salsicce e cetrioli in alternativa al pane e marmellata o il salottino del camper guardando l'alzarsi della marea sulle coste della Normandia. Qualunque sia la situazione, forse il senso dall'inizio e la percezione di una diversità rispetto all'abituale conferiscono alla colazione in ferie un'aurea di piacevole peculiarità che la fa incidere nella corteccia della memoria e rimane il dolce ricordo del viaggio
GRATTANDO IL GHIACCIO: In questo blog cerco di raccontare i nostri viaggi con l'ambizione di grattare un po' il ghiaccio, su cui scivoliamo abitualmente come turisti, facendo una piccola fatica: quella di sforzarsi di "leggere" (con i miei limitati strumenti culturali) le società nelle quali viviamo per pochi giorni WANDERLUST: desiderio di viaggiare, di fare di nuove esperienze, vedere nuovi posti e vivere la libertà e l'emozione di essere stranieri.
domenica 21 giugno 2015
SENSAZIONI DEL VIAGGIARE
Scendendo verso l'alzaia per la passeggiata domenicale lungo l'Adda, passiamo davanti al ristorante "la Cantina"dell'albergo Trezzo all'ora della colazione. Sbirciando vediamo gli ospiti indaffarati muoversi tra il tavolo del buffet e il proprio desco. Come una madeleine mi scorrono dietro gli occhi le immagini, ricordi reali o memorie di stati d'animo, delle colazioni durante i viaggi. I profumi della colazioni come l'odore di gasolio e di mare dei porti d' imbarco sui ferry, come gli aromi dei dentifrici e dell'economia da barba nelle sale lavabo dei campeggi, sono sensazioni olfattive che collego istantaneamente ai viaggi.
La colazioni sono forse il pasto che più di ogni altro è sinonimo di viaggio. Che sia ai piedi dell'Air-camping, con il profumo del caffè e del latte caldo che si accompagna ai panini spalmati di nutella e Antonella che si affaccia in alto assonnata e affamata, o la sala straripante di cibo e bevande dell'Hilton di Reykjavik, il bar della stazione di Kyoto o la dinette della VS quando si scrutavano le nuvole basse dello Jutland per capire cosa mettere nello zaino, la piazzola davanti alla veranda all'UNION quando l'aria è ancora frizzante e il silenzio rotto dai pacati rumori del risveglio o il vassoio consegnato da una cortese e sorridente hostess dopo una notte scomoda sulla poltrona dell'aereo che non ha ancora finito di volare sulla immensa Siberia, la stazione di servizio dove hai parcheggiato per dormire qualche ora quando gli occhi si chiudevano e vedevi gli omini verdi sulla carreggiata e puoi scegliere tra acqua colorata per caffè e salsicce e cetrioli in alternativa al pane e marmellata o il salottino del camper guardando l'alzarsi della marea sulle coste della Normandia. Qualunque sia la situazione, forse il senso dall'inizio e la percezione di una diversità rispetto all'abituale conferiscono alla colazione in ferie un'aurea di piacevole peculiarità che la fa incidere nella corteccia della memoria e rimane il dolce ricordo del viaggio
La colazioni sono forse il pasto che più di ogni altro è sinonimo di viaggio. Che sia ai piedi dell'Air-camping, con il profumo del caffè e del latte caldo che si accompagna ai panini spalmati di nutella e Antonella che si affaccia in alto assonnata e affamata, o la sala straripante di cibo e bevande dell'Hilton di Reykjavik, il bar della stazione di Kyoto o la dinette della VS quando si scrutavano le nuvole basse dello Jutland per capire cosa mettere nello zaino, la piazzola davanti alla veranda all'UNION quando l'aria è ancora frizzante e il silenzio rotto dai pacati rumori del risveglio o il vassoio consegnato da una cortese e sorridente hostess dopo una notte scomoda sulla poltrona dell'aereo che non ha ancora finito di volare sulla immensa Siberia, la stazione di servizio dove hai parcheggiato per dormire qualche ora quando gli occhi si chiudevano e vedevi gli omini verdi sulla carreggiata e puoi scegliere tra acqua colorata per caffè e salsicce e cetrioli in alternativa al pane e marmellata o il salottino del camper guardando l'alzarsi della marea sulle coste della Normandia. Qualunque sia la situazione, forse il senso dall'inizio e la percezione di una diversità rispetto all'abituale conferiscono alla colazione in ferie un'aurea di piacevole peculiarità che la fa incidere nella corteccia della memoria e rimane il dolce ricordo del viaggio
sabato 25 ottobre 2014
OTTOBRE 2014 - PROVENZA cap 10
| il ponte di van Gogh - Arles |
La Francia ancora una volta ha dimostrato di essere uno Stato nel quale ci si può muovere con sicurezza, un posto dove si può andare con la certezza di trovare quei servizi che sono utili e necessari per non avere problemi e godersi le vacanze.
| aix en provence - il bar di Zola e Cezanne |
Avignone a parte, forse le zone più apprezzabili sono state
quelle su percorso turistici meno conosciuti (non so se meno battuti, anche
fuori stagione abbiamo trovato turisti dappertutto).
Un po’ di rimpianto per non avere il camper lo abbiamo avuto
vedendo le aree di sosta o i campeggi municipali, quelli aperti. Ma questo ci
ha consentito per esempio di dormire al N15 di Avignone (Chambre d’Hotes) che
raccomandiamo caldamente a chi volesse visitare la città.
| saint paul de vence |
martedì 21 ottobre 2014
OTTOBRE 2014 _PROVENZA cap.9
Sicuramente ha influito sulla propensione a vedere con occhio benevolo il contesto l’aver sfortunatamente scelto un pessimo albergo (dirò il nome a chi me lo chiederà, avendo dato una valutazione di 3.3 su Booking ho ricevuto dal proprietario una mail al limite dell’insulto).
Non si tratta del fatto che fosse un albergo modesto, questo lo sapevamo, ma quanto l’approssimazione con cui era stato arraffazzonato, chiaramente esprimente la convinzione che tanto i turisti sarebbero arrivati con la stessa facilità con cui le trote di allevamento abboccano. E questo a me urta.
Saintes Maries de la mer aveva il dubbio fascino di una località di mare in disarmo pre invernale, metà chiusa e metà con ristoranti dal menù tutto uguale (paella e/o frutti di mare). Noi siamo andati per due sera a mangiare panini e sandwiches in un improbabile ma simpaticissimo barettino un po’ (molto) scalcagnato nel quale la cameriera dal sorriso freschisimo accudiva anche al piccolo bambino che si era portata al lavoro.
La D570 è un succedersi continuo di PROMENADE A CHAVEL, serializzazione di una offerta turistica che, per diffidenza e esperienza, mi da l’idea di essere inversamente proporzionale alla qualità e direttamente proporzionale al prezzo alto.
Le saline di SALIN de GIRAUD sono introvabili.
Il Parco Ornitologico tutto sommato è stato abbastanza noioso.
Non so, forse la Camargue merita una seconda possibilità, ci sarà chi l’ha visitata in momenti migliori e può raccontarla diversamente. Forse una seconda possibilità gliela daremo, con il tempo.
domenica 19 ottobre 2014
OTTOBRE 2014 - PROVENZA cap 8
Un aneddoto italiano. Per raggiungere la Francia siamo passati dal Col di Tende, percorrendo quindi anche la A33 dallo svincolo con la A6 fino a Cuneo.
Credo per la prima volta nella mia vita ho percorso un'autostrada nella quale la mia fosse l'unica auto sul nastro d'asfalto. Per tutto il tragitto, dalla svincolo fino al casello non ho mai trovato un'auto davanti e ho sempre avuto il buio dietro (attorno alle 7.30 del mattino).
Solo al casello ho trovato davanti a me un camion.
Pochissime luci anche nella carreggiata opposta.
Sicuramente nella settimana (io l'ho percorsa di sabato) questa autostrada è affollata.
Però questa particolare condizione di viaggio mi ha colpito.
Ora alcune foto di Nimes.
Credo per la prima volta nella mia vita ho percorso un'autostrada nella quale la mia fosse l'unica auto sul nastro d'asfalto. Per tutto il tragitto, dalla svincolo fino al casello non ho mai trovato un'auto davanti e ho sempre avuto il buio dietro (attorno alle 7.30 del mattino).
Solo al casello ho trovato davanti a me un camion.
Pochissime luci anche nella carreggiata opposta.
Sicuramente nella settimana (io l'ho percorsa di sabato) questa autostrada è affollata.
Però questa particolare condizione di viaggio mi ha colpito.
Ora alcune foto di Nimes.
venerdì 17 ottobre 2014
OTTOBRE 2014_ PROVENZA cap.7
Tre consigli
Ad Avignone per il soggiorno la Chambre d’Hotes “N15” , un
posto delizioso dove soggiornare, arredato con gusto finissimo. Gestito da una
signora Italiana francese per amore, premurosa e simpatica, consente di
iniziare la giornata con una ottima colazione
Sempre ad Avignone un ristorante, l’Essentiel, in rue Petite
Fusterie per una ottima cena (prendete il piatto di formaggi!!!)
A Saint Paul de Vence abbiamo cenato a “Le vieux Moulin”,
fuori dalle mura, vicino al grande parcheggio multipiano. Sicuramente ci sono
altri ottimi ristoranti, ma questo, scelto quasi per caso (e per fame) ci ha
pienamente soddisfatti.
giovedì 16 ottobre 2014
OTTOBRE 2014_PROVENZA cap 6
--- C'è un aspetto che ci ha sfavorevolmente colpito delle città e dei paesi francesi. La diffusa necessità di manutenzione e sistemazione di parecchie parti di manufatti e di costruzioni che appare carente o in ritardo.
E' difficile dare un giudizio usando una sguardo veloce e poco accurato, però la sensazione di una certa trascuratezza in parecchie vie di città o di paesi attraversati (da Entrevaux ad Avignone per citare degli estremi) è stata continua e non irrilevante.
Forse anche in Francia le municipalità e i privati non sono sempre in condizioni di curare l'arredo urbano come vorrebbero.
Per questa sera, si arriva ad Avignone, non senza aver dato un'occhiata a Gordes dall'esterno delle mura.
Di Avignone, oltre alle foto di rito, pubblico una fotografia di una via a senso unico (che da anche l'idea dell'ampiezza delle vie della città vecchia) con però facoltà alle biciclette di percorrerla contromano (in Italia il nuovo Codice lo ha ancora una volta vietato), e una brutta immagine di rifiuti abbandonati proprio sulla scalinata che dalla Cattedrale porta al Palazzo dei Papi.
E' difficile dare un giudizio usando una sguardo veloce e poco accurato, però la sensazione di una certa trascuratezza in parecchie vie di città o di paesi attraversati (da Entrevaux ad Avignone per citare degli estremi) è stata continua e non irrilevante.
Forse anche in Francia le municipalità e i privati non sono sempre in condizioni di curare l'arredo urbano come vorrebbero.
Per questa sera, si arriva ad Avignone, non senza aver dato un'occhiata a Gordes dall'esterno delle mura.
martedì 14 ottobre 2014
OTTOBRE 2014_PROVENZA cap 5
Molto positivo sicuramente il sistema di Trasporto
Pubblico Urbano di Nimes, particolarmente la linea Trambus che dai parcheggi
esterni alla città, con passaggio ogni 8 minuti e in breve tempo (correndo su
corsia protetta) al costo di €3,70 per due persone compreso parcheggio
(biglietto valido un giorno), porta fino alla piazza dell’Arena.
Oggi solo foto del trambus.
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