sabato 9 ottobre 2021

WANDERLUST _ LANZAROTE 2021 _ uno.quattro

 WANDERLUST _ LANZAROTE 2021 _ uno.quattro

In fondo, penso, non è così difficile da capire. Scriverei una lettera a Franceschini se pensassi che potrebbe leggerla e capirla. Chi gira per turismo, lasciamo perdere i veri viaggiatori, parliamo di turisti di massa, gregge come noi, non chiede tanto, un po’ di sicurezza e un po’ di comfort. E che ciò che va a vedere sia in una buona percentuale sincero e originale e non per forza costruito per imbambolarlo. Mi concentro sul comfort. Qualunque sia il modo di viaggiare, con i mezzi pubblici, con la propria auto, con un veicolo a noleggio o con il bus di gruppo, capita nel corso delle varie tappe, di aver bisogno del bagno. Ripeterò fino alla noia, anche sapendo di suscitare ilarità: dalle condizioni dei bagni pubblici si misura la civiltà di una nazione. Fino ad oggi Lanzarote è promossa a pieni voti. Anche a Timanfaya, assaltata da migliaia di turisti, i bagni erano più che buoni. Secondo Antonella, Franceschini dovrebbe inviare squadre di ispettori per valutare le condizioni dei bagni pubblici nelle città e nei luoghi d’arte. Io penso che abbia pienamente ragione.

Scrivevo di Timanfaya. Il Parque Nacional de Timanfaya comprende l’ampia zona devastata dalla eruzione vulcanica del 1730-1736. La roccia è una costante nel panorama di Lanzarote, ma in questo parco naturale raggiunge l’apoteosi. Già da Yaiza si entra nell’ambiente del parco, la strada è costeggiata da ambienti di pietra nera che si perdono fino alle pendici delle Montagne di Fuoco. Dopo qualche chilometro si devia per la strada che porta a Islote di Hilario, centro composto da un ristorante progettato, indovina un po’, dall’onnipresente Manrique, dal parcheggio e dell’area di partenza dei bus che conducono i visitatori in un affascinante tour di circa 40 minuti tra le pendici dei crateri e nei diversi ambienti che l’eruzione ha creato. 






















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