lunedì 18 ottobre 2021

WANDERLUST _ LANZAROTE 2021 _ uno.otto e poi basta

WANDERLUST _ LANZAROTE 2021 _ uno.otto e poi basta

Ed eccoci qui, ancora una volta in aeroporto, ancora una volta in attesa, non più con i quesiti dell’aspettativa, bensì con la mente e l’animo pieno di immagini, sensazioni, colori, ricordi.

Sono seduto sul corridoio di transito per i vari gates, con il computer sulle ginocchia nell’atto di scrivere queste note e la consapevolezza che neppure di sfuggita posso essere confuso con quei manager che sono sempre “connessi” e che devono sempre decidere qualcosa. Basta un colpo d’occhio per capire che sono concentrato in solipsistici vaneggiamenti autoreferenziali.

La giornata finale è stata dedicata ad Arrecife. La prima parte con la visita al Museo di arte moderna nel castello di san Josè, posto in periferia della città. Una simpatica e fortunata coincidenza ci ha fatto visitare il museo con il gruppo organizzato da Radio Popolare che ha visitato Lanzarote nei nostri stessi giorni. Sapevamo di questo gruppo avendo visto la pubblicità sul sito della Radio, e lo avevamo individuato in aeroporto a Malpensa, ma poi avevano un diverso programma, o meglio un programma simile con scansione differente delle visite, e quindi non pensavamo di incontrarlo di nuovo. Invece in attesa dell’ingresso (eravamo giunti sul posto con una mezz’ora di anticipo sull’orario di apertura) una signora del gruppo ci ha chiesto se fossimo italiani e io ho chiesto se fossero il gruppo di Radio Popolare. E’ bastato un attimo per felicitarsi dell’incontro. Felice vieppiù perché la giornalista che li ha accompagnati è Ira Rubini, con la quale avevo fatto conoscenza virtuale grazie alla sua cortesia nel pubblicizzare gli eventi della associazione Amici del gabbiano e che mi aveva intervistato per la sua trasmissione estiva “letti e lettini”, intervista andata in onda il 14 di agosto.

E’ stato veramente un piacere conoscere personalmente Ira. Ovviamente abbiamo fatto una foto di gruppo, grazie a una cortese signora spagnola che si è prestata e ha manovrato il mio telefono con indubbia perizia.

Il museo di arte moderna è un piccolissimo museo (poi Antonella ed io di arte moderna ne capiamo veramente poco) ed in mezzora la visita è finita (mezzora perché l’abbiamo tirata in lungo).

Per il resto abbiamo girato per Arrecife, una cittadina poco attraente, sotto un sole piuttosto caldo che invitava più a ripetere l’esperienza di ieri e ci faceva invidiare gli abitanti che sfruttavano le spiagge della città (tutte assolutamente libere) e si bagnavano nelle acque dell’Oceano.

Ci siamo tolti lo sfizio di andare a bere una Coca e un Caffè con Leche all’ultimo piano del grand Hotel di Arrecife da dove si ha una ampia visione di tutta la costa e l’entroterra. Bello, ma questo hotel è un pugno nell’occhio in un panorama che, grazie a Manrique, non presenza edifici di elevata altezza (in realtà nelle località più turistiche non mi sembra così sempre…). La stessa città appare un po’ meno convinta dei paesi dell’interno nel rispettare le norme paesaggistiche che il “padre della patria” Lanzaroteno.

E’ piaciuto molto il Charco de san Ginés, pieno di barche e barchette con le quali mi sembra improbabile si possa sfidare l’Oceano, e che è una bella nota di colore e un luogo dove passeggiare piacevolmente.

Nelle fotografie un omaggio alla libreria indipendente EL PUENTE, nelle nostre intenzioni creando un gemellaggio ideale con la nostra libreria Il gabbiano. E anche ai rosari della vicina libreria cattolica dove con fatica, dando spiegazioni alla Totò e Peppino siamo riusciti a comperare il rosario per la nostra amica Aida, regalo abituale dai diversi posti che visitiamo.

Finito il tour della città, siamo tornati a pranzare al nostro Teleclub e poi approfittando della cortesia di Silvia e Marco che ci hanno lasciato la camera a disposizione anche nel pomeriggio, alla Finca Isolina (abbiamo scoperto parlando con Silvia che Isolina è il nome della ultima proprietaria della bella casa prima che i nostri ospiti la comprassero per fare il loro Boutique Hotel) dove ci siamo rinfrescati prima della partenza (e ci siamo ricordati di prendere i formaggi acquistati a Femés, alla Queseria _Rubicon_, lasciati opportunamente in frigorifero fino all’ultimo, con il timore di dimenticarli!!!).

Lasciamo Lanzarote pubblicando le ultime fotografie del nostro “circolino”, il Teleclub di Macher dove ci siamo trovati molto bene e due particolari di Finca Isolina, che raccomandiamo per il soggiorno (chiedeteci prima di andare che vi spieghiamo).

Il nostro racconto, per chi ha avuto l’ardire e l’incredibile pazienza di leggerlo, e le nostre foto consentono di evitare inutili lungaggini nelle conclusioni. Si vada a Lanzarote, è veramente tempo ben speso.























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