WANDERLUST_ BREAK A VALENCIA_ 006 PALAZZI
Abbiamo notato parecchi palazzi molto belli nella città, accompagnati, a volte, da criteri di sicurezza (vedi ultima foto) quanto meno discutibili.
GRATTANDO IL GHIACCIO: In questo blog cerco di raccontare i nostri viaggi con l'ambizione di grattare un po' il ghiaccio, su cui scivoliamo abitualmente come turisti, facendo una piccola fatica: quella di sforzarsi di "leggere" (con i miei limitati strumenti culturali) le società nelle quali viviamo per pochi giorni WANDERLUST: desiderio di viaggiare, di fare di nuove esperienze, vedere nuovi posti e vivere la libertà e l'emozione di essere stranieri.
domenica 11 novembre 2018
giovedì 8 novembre 2018
WANDERLUST_ BREAK A VALENCIA_ 006 OCEANOGRAFICO
WANDERLUST_ BREAK A VALENCIA_ 006 OCEANOGRAFICO
Non ho apprezzato molto l'Oceanografico. Devo precisare e dividere. Dividere la visita in due parti, l'una è quella fatta (temporalmente in un secondo tempo, nel tardo pomeriggio) agli ambienti e alle vasche (parte delle quali viste attraverso tunnel che consentivano di immergersi all'interno - avevo già visto in Scozia un acquario simile); la prima parte invece dedicata allo spettacolo dei delfini. Visto, è vero, con un retropensiero sulla "sofferenza" ipotetica o reale degli animali ammaestrati, ma anche con uno stupore "da bambino" ammirato di fronte alla "simbiosi" tra ogni ammaestratore e il suo delfino e dalla abilità ed energia espressa da questi stupendi mammiferi.
La parte invece dedicata agli ambienti mi è apparsa alla fine un po' monotona e triste (soprattutto vedendo girare in tondo animali di grandi dimensioni in spazi oggettivamente non adatti).
Sinceramente non saprei se consigliare o meno la visita all'Oceanografico per un futuro visitatore di Valencia.
Non ho apprezzato molto l'Oceanografico. Devo precisare e dividere. Dividere la visita in due parti, l'una è quella fatta (temporalmente in un secondo tempo, nel tardo pomeriggio) agli ambienti e alle vasche (parte delle quali viste attraverso tunnel che consentivano di immergersi all'interno - avevo già visto in Scozia un acquario simile); la prima parte invece dedicata allo spettacolo dei delfini. Visto, è vero, con un retropensiero sulla "sofferenza" ipotetica o reale degli animali ammaestrati, ma anche con uno stupore "da bambino" ammirato di fronte alla "simbiosi" tra ogni ammaestratore e il suo delfino e dalla abilità ed energia espressa da questi stupendi mammiferi.
La parte invece dedicata agli ambienti mi è apparsa alla fine un po' monotona e triste (soprattutto vedendo girare in tondo animali di grandi dimensioni in spazi oggettivamente non adatti).
Sinceramente non saprei se consigliare o meno la visita all'Oceanografico per un futuro visitatore di Valencia.
mercoledì 7 novembre 2018
WANDERLUST_ BREAK A VALENCIA_ 005 "LA PASCUALA" COSA SI INTENDE PER PANINI GIGANTI?
WANDERLUST_ BREAK A VALENCIA_ 005 "LA PASCUALA" COSA SI INTENDE PER PANINI GIGANTI?
Mi sono segnato, sull'itinerario, la visita a Cabanyal come una delle tappe da fare nel primo giorno di visita della città. Un quartiere vicino al mare, periferico e popolare, vecchio villaggio popolare considerato un bene di interesse culturale. Molto intrigante. In Cabanyal, come avevo letto sulla Lonely, un locale per pranzare ha attirato la mia attenzione. "la Pascuala", attivo dal poco dopo l'inizio del secolo.
Allora, dopo aver visto lo spettacolo con i delfini all'Oceanografico ( di cui parlerò in un prossimo post), con une breve passeggiata ci siamo diretti a prendere il 19 che ci ha portato in Cabanyal. Siamo scesi all'incrocio tra carrer del Mediterrani e la via percorso dal bus, carrer del dr. Llunch, e poi passeggiando e guardando le colorate case del quartiere (rilucenti grazie a quella luce tersa che spesso illumina i posti vicino al mare - a noi ricordava la luce di Puerto Madryn nel nord della Patagonia) siamo arrivati nel posto dove la Lonely ci indicava esserci la trattoria che cercavamo, in carrer d'Eugenia Vines. Ma quando siamo arrivati sul posto, le serrande abbassate e la mancanza di insegne ci ha fatto precipitare il cuore. Gli smoccolamenti che avevo iniziato a pronunciare si sono rivelati un linguaggio universale, infatti un signore ci ha chiesto se fossimo alla ricerca de "la Pascuala", e ci ha indicato dove ora si trova... in carrer dr. Llunch, due fermate del bus successive a quella dove siamo scesi. L'esterno è abbastanza anonimo, l'interno abbastanza caotico e per nulla pretenzioso, l'accoglienza (Pepe, che funziona come un direttore di sala ed è impegnato a baciare e abbracciare gli ospiti che lasciano il locale - e il fatto che gli ospiti lo baciano è buon segno per la qualità del cibo- ci ha detto di attendere e sembrava che si fosse dimenticato di noi, e per non smentire la nostra opinione, forse per un attimo si è veramente dimenticato di noi)- beh, l'accoglienza l'ho descritta, e il personale non si ferma un attimo e spilucca tra un servizio e l'altro. Un locale fantastico, insomma, verace e frequentato da valenciani. E quando ci siamo seduti e abbiamo ordinato i panini super senza sapere quanto fossero super, e questi sono arrivati, abbiamo capito di essere capitati in un posto speciale (e abbiamo anche capito perchè alcuni commensali avevano i contenitori tupperware sul tavolo e la funzione del rotolo di carta di alluminio sempre a portata di mano).
Abbiamo pranzato con gustosissimi panini (la metà incartati e portati in B&B per la cena) e ottimi calamari, bevendo, i miei compagni di viaggio, sangria (io acqua); ci siamo deliziati gli occhi con padelle di paella che passavano continuamente verso gli altri tavoli. Tanto che abbiamo deciso, visto anche il conto assolutamente popolare e inatteso considerata la quantità di cibo, di prenotare per il giorno dopo una paella de mariscos (abbiamo scelto pesce anche se la paella valenciana è di carne) con antipasto di cozze e calamari e torta finale. Anche il giorno successivo è stato un godimento (ovviamente con un costo accettabilmente adeguato).



Mi sono segnato, sull'itinerario, la visita a Cabanyal come una delle tappe da fare nel primo giorno di visita della città. Un quartiere vicino al mare, periferico e popolare, vecchio villaggio popolare considerato un bene di interesse culturale. Molto intrigante. In Cabanyal, come avevo letto sulla Lonely, un locale per pranzare ha attirato la mia attenzione. "la Pascuala", attivo dal poco dopo l'inizio del secolo.
Allora, dopo aver visto lo spettacolo con i delfini all'Oceanografico ( di cui parlerò in un prossimo post), con une breve passeggiata ci siamo diretti a prendere il 19 che ci ha portato in Cabanyal. Siamo scesi all'incrocio tra carrer del Mediterrani e la via percorso dal bus, carrer del dr. Llunch, e poi passeggiando e guardando le colorate case del quartiere (rilucenti grazie a quella luce tersa che spesso illumina i posti vicino al mare - a noi ricordava la luce di Puerto Madryn nel nord della Patagonia) siamo arrivati nel posto dove la Lonely ci indicava esserci la trattoria che cercavamo, in carrer d'Eugenia Vines. Ma quando siamo arrivati sul posto, le serrande abbassate e la mancanza di insegne ci ha fatto precipitare il cuore. Gli smoccolamenti che avevo iniziato a pronunciare si sono rivelati un linguaggio universale, infatti un signore ci ha chiesto se fossimo alla ricerca de "la Pascuala", e ci ha indicato dove ora si trova... in carrer dr. Llunch, due fermate del bus successive a quella dove siamo scesi. L'esterno è abbastanza anonimo, l'interno abbastanza caotico e per nulla pretenzioso, l'accoglienza (Pepe, che funziona come un direttore di sala ed è impegnato a baciare e abbracciare gli ospiti che lasciano il locale - e il fatto che gli ospiti lo baciano è buon segno per la qualità del cibo- ci ha detto di attendere e sembrava che si fosse dimenticato di noi, e per non smentire la nostra opinione, forse per un attimo si è veramente dimenticato di noi)- beh, l'accoglienza l'ho descritta, e il personale non si ferma un attimo e spilucca tra un servizio e l'altro. Un locale fantastico, insomma, verace e frequentato da valenciani. E quando ci siamo seduti e abbiamo ordinato i panini super senza sapere quanto fossero super, e questi sono arrivati, abbiamo capito di essere capitati in un posto speciale (e abbiamo anche capito perchè alcuni commensali avevano i contenitori tupperware sul tavolo e la funzione del rotolo di carta di alluminio sempre a portata di mano).
Abbiamo pranzato con gustosissimi panini (la metà incartati e portati in B&B per la cena) e ottimi calamari, bevendo, i miei compagni di viaggio, sangria (io acqua); ci siamo deliziati gli occhi con padelle di paella che passavano continuamente verso gli altri tavoli. Tanto che abbiamo deciso, visto anche il conto assolutamente popolare e inatteso considerata la quantità di cibo, di prenotare per il giorno dopo una paella de mariscos (abbiamo scelto pesce anche se la paella valenciana è di carne) con antipasto di cozze e calamari e torta finale. Anche il giorno successivo è stato un godimento (ovviamente con un costo accettabilmente adeguato).


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lunedì 5 novembre 2018
WANDERLUST _ BREAK A VALENCIA _ 004 "CHEZ" FILIPPO ( MANGIAMO)
WANDERLUST _ BREAK A VALENCIA _ 004 "CHEZ" FILIPPO ( MANGIAMO)
Una bella sorpresa, che ci ha regalato un po' di campanilistico orgoglio e piacere, è stata la cena presso il ristorante del "compaesano" Filippo Carcassola. In realtà Filippo ha due locali, uno in Carrer de Cadis 21, e uno nella vicina Carrer de Dénia 22 (nel quartiere trendy di Ruzafa).
Noi siamo stati nel pub libreria (una antica macelleria della quale ha conservato alcuni "pezzi" - non di carne, gli hamburger e i bocadillos sono freschi😆) arredato stupendamente con tantissimi libri (quale arredamento migliore?) e abbiamo fatto una ottima cena leggera ( arrivavamo da un pranzo impegnativo a Cabanyal).
Purtroppo Filippo, buon per lui, era impegnatissimo e abbiamo potuto parlare poco, però da trezzesi a trezzese, abbiamo visto con piacere il suo successo. Monica Ginestri, ovviamente anche il cecello ha visitato il pub di Filippo

Una bella sorpresa, che ci ha regalato un po' di campanilistico orgoglio e piacere, è stata la cena presso il ristorante del "compaesano" Filippo Carcassola. In realtà Filippo ha due locali, uno in Carrer de Cadis 21, e uno nella vicina Carrer de Dénia 22 (nel quartiere trendy di Ruzafa).
Noi siamo stati nel pub libreria (una antica macelleria della quale ha conservato alcuni "pezzi" - non di carne, gli hamburger e i bocadillos sono freschi😆) arredato stupendamente con tantissimi libri (quale arredamento migliore?) e abbiamo fatto una ottima cena leggera ( arrivavamo da un pranzo impegnativo a Cabanyal).
Purtroppo Filippo, buon per lui, era impegnatissimo e abbiamo potuto parlare poco, però da trezzesi a trezzese, abbiamo visto con piacere il suo successo. Monica Ginestri, ovviamente anche il cecello ha visitato il pub di Filippo

domenica 4 novembre 2018
WANDERLUST _BREAK A VALENCIA_ 003 SCAGLIE DI GHIACCIO (ALCUNE SALATE)
WANDERLUST _BREAK A VALENCIA_ 003 SCAGLIE DI GHIACCIO (ALCUNE SALATE)
In aeroporto la macchina emettitrice della tessera VLC Valencia Tourist Card non funzionava (l'ufficio turistico chiude attorno alle 21.00 - scelta discutibile all'inizio di un periodo di forte afflusso in città, che non avrebbe creato disagio se la macchina fosse stata funzionante) questo ci ha obbligato a perdere parte della mattinata successiva per recarci in centro presso l'ufficio turistico.
Gli uffici turistici nei giorni festivi aprono alle 10 (insomma: non "madrugada"). Aprono, secondo me, vuol dire che alle 10.00 viene sbrigata la prima pratica. Secondo gli impiegati dell'Ufficio Turistico di Plaza del Ayuntamiento, vuol dire cominciare, qualche minuto dopo, ad aprire il portone...!
L'impressione è di aver visitato una città piuttosto pulita. Le strade, nel limite del possibile per un luogo frequentato da moltissime persone (tra l'altro non di Valencia e quindi meno interessate a conservare la pulizia), erano tenute in ottime condizioni, ben più che decorose.
Non abbiamo capito a che livello sia introdotta la raccolta differenziata. La sensazione è che sia a basso livello. Si usano moltissimo i sacchetti di plastica.
La città è costellata di cassonetti per i rifiuti. Per quanto fossero integri e raramente con immondizia attorno (contrariamente a quanto per esempio ho visto a Palermo), hanno un impatto poco piacevole, sono insomma abbastanza invadenti verso l'arredo urbano. Ricordo un cassonetto posizionato proprio davanti al fregio di un palazzo indicato dalla Lonely Planet come meritevole di una visita (Casa del Drago, calle de Jorge Juan 3, vicino al Mercato Colon).
Mi sembra ci siano pochi bagni pubblici, e anche quelli nei locali non sono all'altezza, mediamente, di una città così visitata (anche quelli dell'Oceanografico, per segnalare). Su questo aspetto hanno ampi margini di miglioramento.
In aeroporto la macchina emettitrice della tessera VLC Valencia Tourist Card non funzionava (l'ufficio turistico chiude attorno alle 21.00 - scelta discutibile all'inizio di un periodo di forte afflusso in città, che non avrebbe creato disagio se la macchina fosse stata funzionante) questo ci ha obbligato a perdere parte della mattinata successiva per recarci in centro presso l'ufficio turistico.
Gli uffici turistici nei giorni festivi aprono alle 10 (insomma: non "madrugada"). Aprono, secondo me, vuol dire che alle 10.00 viene sbrigata la prima pratica. Secondo gli impiegati dell'Ufficio Turistico di Plaza del Ayuntamiento, vuol dire cominciare, qualche minuto dopo, ad aprire il portone...!
L'impressione è di aver visitato una città piuttosto pulita. Le strade, nel limite del possibile per un luogo frequentato da moltissime persone (tra l'altro non di Valencia e quindi meno interessate a conservare la pulizia), erano tenute in ottime condizioni, ben più che decorose.
Non abbiamo capito a che livello sia introdotta la raccolta differenziata. La sensazione è che sia a basso livello. Si usano moltissimo i sacchetti di plastica.
La città è costellata di cassonetti per i rifiuti. Per quanto fossero integri e raramente con immondizia attorno (contrariamente a quanto per esempio ho visto a Palermo), hanno un impatto poco piacevole, sono insomma abbastanza invadenti verso l'arredo urbano. Ricordo un cassonetto posizionato proprio davanti al fregio di un palazzo indicato dalla Lonely Planet come meritevole di una visita (Casa del Drago, calle de Jorge Juan 3, vicino al Mercato Colon).
Mi sembra ci siano pochi bagni pubblici, e anche quelli nei locali non sono all'altezza, mediamente, di una città così visitata (anche quelli dell'Oceanografico, per segnalare). Su questo aspetto hanno ampi margini di miglioramento.
WANDERLUST _ BREAK A VALENCIA 002 _NOTE RANDOM SUI TRASPORTI
WANDERLUST _ BREAK A VALENCIA 002 _NOTE RANDOM SUI TRASPORTI
I pochi giorni passati nella città spagnola non consentono di fare una disamina del sistema dei trasporti, bensì solo di scrivere qualche nota random su ciò che si è osservato
1. chiunque sale a Valencia passa davanti all'autista, la porta di salita è solo quella anteriore e anche con le porte di discesa aperte i passeggeri salgono solo dalla porta di salita
2. ogni passaggio prevede che si vidimi la tessera di viaggio (con riscontro sonoro) o si acquisti il biglietto ( o si rinnovi la tessera, credo) dall'autista che è provvisto di apposita macchina emettritrice. In questo modo non si ha alcun dubbio sul fatto che chi sale un qualche titolo di viaggio lo abbia, e, seconda evidenza, il viaggiatore ha l'obbligo di mostrare di possedere il titolo di viaggio.
3. a bordo ci sono video che alternano pubblicità a cartine che indicano il procedere del percorso, generalmente la fermata prima, la fermata verso cui ci si approssima (a volte con il tempo necessario) e la fermata successiva
4. Moltissime fermate sono dotate di pensiline (la stragrande maggioranza per quanto ho visto) dove sono indicate quali linee si fermano, la cartina del posto, la cartina della linea, gli orari dei passaggi, e spesso il tempo di attesa
5. Ci sono alcuni bus ibridi
6. Il parco rotante non appare nuovissimo, ho visto video non funzionanti, ma dignitoso nel complesso
7. Gli autisti incontrati sono sempre apparsi cordiali
8. La rete della metropolitana (che in alcuni casi è in realtà un tram di superficie) è di una azienda diversa dalla rete su gomma, e il tram che ho visto o preso è di fabbricazione recente.
9. All'ente del turismo si ritira una ottima cartina della rete di mobilità su gomma che consente di muoversi agevolmente senza sbagliare (il centro storico è piccolo, ma se vado a Cabanyal o Benimaclet il bus è necessario).
10. La rete di piste ciclabili appare ottima e bene organizzata (e centinaia di turisti, oltre che di Valenciani, girano la città in biciclette (o in monopattino elettrico). E' bello e strano, per un italiano, vedere che i ciclisti rispettano i segnali stradali, che le piste ciclabili hanno i segnali di dare la precedenza agli incroci con altre piste, che ci sono passaggi pedonali sulle piste ciclabili dove i ciclisti di fermano. Ripeto: è strano per un italiano.
11. I bus hanno sul paraurti posteriore lato sinistro un adesivo che intima alle auto che seguono di dare la precedenza al bus che rientra in corsia dopo aver effettuato la fermata.
12. Sugli autobus i sedili riservati preferenzialmente per categorie con maggior bisogno di attenzione sono di colore diverso e sono posizionati nella parte anteriore del bus.
I pochi giorni passati nella città spagnola non consentono di fare una disamina del sistema dei trasporti, bensì solo di scrivere qualche nota random su ciò che si è osservato
1. chiunque sale a Valencia passa davanti all'autista, la porta di salita è solo quella anteriore e anche con le porte di discesa aperte i passeggeri salgono solo dalla porta di salita
2. ogni passaggio prevede che si vidimi la tessera di viaggio (con riscontro sonoro) o si acquisti il biglietto ( o si rinnovi la tessera, credo) dall'autista che è provvisto di apposita macchina emettritrice. In questo modo non si ha alcun dubbio sul fatto che chi sale un qualche titolo di viaggio lo abbia, e, seconda evidenza, il viaggiatore ha l'obbligo di mostrare di possedere il titolo di viaggio.
3. a bordo ci sono video che alternano pubblicità a cartine che indicano il procedere del percorso, generalmente la fermata prima, la fermata verso cui ci si approssima (a volte con il tempo necessario) e la fermata successiva
4. Moltissime fermate sono dotate di pensiline (la stragrande maggioranza per quanto ho visto) dove sono indicate quali linee si fermano, la cartina del posto, la cartina della linea, gli orari dei passaggi, e spesso il tempo di attesa
5. Ci sono alcuni bus ibridi
6. Il parco rotante non appare nuovissimo, ho visto video non funzionanti, ma dignitoso nel complesso
7. Gli autisti incontrati sono sempre apparsi cordiali
8. La rete della metropolitana (che in alcuni casi è in realtà un tram di superficie) è di una azienda diversa dalla rete su gomma, e il tram che ho visto o preso è di fabbricazione recente.
9. All'ente del turismo si ritira una ottima cartina della rete di mobilità su gomma che consente di muoversi agevolmente senza sbagliare (il centro storico è piccolo, ma se vado a Cabanyal o Benimaclet il bus è necessario).
10. La rete di piste ciclabili appare ottima e bene organizzata (e centinaia di turisti, oltre che di Valenciani, girano la città in biciclette (o in monopattino elettrico). E' bello e strano, per un italiano, vedere che i ciclisti rispettano i segnali stradali, che le piste ciclabili hanno i segnali di dare la precedenza agli incroci con altre piste, che ci sono passaggi pedonali sulle piste ciclabili dove i ciclisti di fermano. Ripeto: è strano per un italiano.
11. I bus hanno sul paraurti posteriore lato sinistro un adesivo che intima alle auto che seguono di dare la precedenza al bus che rientra in corsia dopo aver effettuato la fermata.
12. Sugli autobus i sedili riservati preferenzialmente per categorie con maggior bisogno di attenzione sono di colore diverso e sono posizionati nella parte anteriore del bus.
WANDELUST _ BREAK A VALENCIA_ 001 LA LUCE E L'AMORE ILLUMINANO CHI LEGGE
WANDELUST _ BREAK A VALENCIA 001 LA LUCE E L'AMORE ILLUMINANO CHI LEGGE
Un breve break novembrino a Valencia. 3 giorni con gli amici Aida e Renato che ci sono sembrati vissuti lentamente e che invece sono volati alle nostre spalle. Qualche breve resoconto fotografico (meno scritto per la gioia e il sollievo di tutti).
Parto con questo monumento che ho intitolato LA LUCE E L'AMORE ILLUMINANO CHI LEGGE e che era appena fuori il nostro B&B (Opera House - mi sento di consigliarlo, ottimo) .
Vedere questo monumento al mattino alla partenza e al ritorno serale, nei giorni nei quali la Associazione Culturale Amici del Gabbiano debutta sulla scena trezzese ( tra l'altri riprendendo una immagine che ha concorso ad essere il nostro logo) mi ha "preso bene".
Per questo, nel mio ricordo di Valencia, anche come auspicio favorevole verso la Associazione, voglio iniziare con qualche foto (pessima, mi spiace) del monumento che, per chi visitando la città volesse vederlo, è a fianco del Parque Jardìn del Turia, al congiungersi del Puente de Angelo Custodio, Paseo de Alameda e c. de Eduardo Bolsa.
Un breve break novembrino a Valencia. 3 giorni con gli amici Aida e Renato che ci sono sembrati vissuti lentamente e che invece sono volati alle nostre spalle. Qualche breve resoconto fotografico (meno scritto per la gioia e il sollievo di tutti).
Parto con questo monumento che ho intitolato LA LUCE E L'AMORE ILLUMINANO CHI LEGGE e che era appena fuori il nostro B&B (Opera House - mi sento di consigliarlo, ottimo) .
Vedere questo monumento al mattino alla partenza e al ritorno serale, nei giorni nei quali la Associazione Culturale Amici del Gabbiano debutta sulla scena trezzese ( tra l'altri riprendendo una immagine che ha concorso ad essere il nostro logo) mi ha "preso bene".
Per questo, nel mio ricordo di Valencia, anche come auspicio favorevole verso la Associazione, voglio iniziare con qualche foto (pessima, mi spiace) del monumento che, per chi visitando la città volesse vederlo, è a fianco del Parque Jardìn del Turia, al congiungersi del Puente de Angelo Custodio, Paseo de Alameda e c. de Eduardo Bolsa.
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