domenica 20 marzo 2016

2016 DIARIO DI VIAGGIO IN ARGENTINA con Cile, Brasile e Paraguay. Cap 7 PUNTA TOMBO terza parte

2016 DIARIO DI VIAGGIO IN ARGENTINA con Cile, Brasile e Paraguay. 
Cap 7 PUNTA TOMBO terza parte

VENERDì 19 FEBBRAIO 2016 A bordo della nave VIA AUSTRALIS- Territorio Cileno.

Quante cose stanno accadendo. E' sera ormai, siamo a bordo della nave e abbiamo temporaneamente lasciato l'Argentina. Per un paio di giorni saremo in Chile. Lo saremo nella parte più meridionale di una nazione lunga circa 4.000 Km.

Ma mi accorgo di non essere ancora riuscito a parlare della visita alla Pinguinera di Punta Tombo.

Ecco il racconto:



Non ci sono avvisaglie di ciò che ci attenderà una volta entrati nella pinguinera. Certo la strada per arrivarci è straordinaria. Un rettilineo con tratti lunghi anche una ventina di chilometri, non credo di esagerare, in sterrato, che sale e scende seguendo la morfologia. Anche il centro di interpretazione, dove si paga l'ingresso ad addetti che hanno sul tavolo l'immancabile boccia per il mate e il thermos per l'acqua calda, appare un po' disadorno (probabilmente siamo alla fine della stagione e anche in un 'orario un po' presto alla mattina).

Subito all'ingresso un piccolo pinguino magellano ci guarda incuriosito come per darci il benvenuto.

Lo spettacolo delle migliaia, probabilmente decine di migliaia, di pinguini, inizia poco dopo. Ed è uno spettacolo sorprendente perché quando si pensa di averne visti tanti, si percorre ancora un tratto del sentiero e si giunge in un posto dove se ne vedono ancora di più. E se si alza lo sguardo (dall'obiettivo, meglio dallo schermo della macchina fotografica o dello smartphone- perché tutti ti sembrano meritevoli di essere fotografati) e si guarda verso il mare o verso le colline dell'interno, si vedono ancora innumerevoli sagome nere che costellano il territorio.

Pinguini maschi continuamente si sgolano in potenti richiami per indicare alle femmine la localizzazione del loro nido.

L'area è ben organizzata. Un lungo sentiero – quando a raso ci viene chiesto di cedere la precedenza ai pinguini che lo attraversassero – a volte su pontili, ci accompagna fino a uno stupendo promontorio di roccia rossa, dal quale si può ammirare la spiaggia e l'attività frenetica dei pinguini dal mare ai nidi. Credo che ormai i piccoli fossero svezzati e autonomi.

Non solo la meraviglia delle migliaia e migliaia di pinguini incanta il visitatore. Punta Tombo, con le sue rocce rosse, le sue insenature e i suoi promontori sarebbe meraviglioso anche disabitata.

Come ho già raccontato, mi è accaduto un fatto strano. Per quanto vicinissimi e abituati ai turisti, i pinguini quando vedono incombere su di loro la alta massa umana, tendono ad allontanarsi. Allora, quando ne ho visti due che attraversavano la strada, senza tagliarla, mi sono seduto per terra con l'intenzione di fotografarli relativamente da vicino senza spaventarli.

Ho pensato bene! Tanto che uno ha voluto venire a conoscermi cercando di capire cosa fossi beccandomi, con delicatezza, la caviglia e la scarpa.

Io ero preoccupato di non interferire. Ho resistito alla tentazione di accarezzarlo e cercavo di alzarmi, ma questo si era quasi adagiato sulla gamba e dietro avevo i fili delimitanti il sentiero. Siamo rimasti così per almeno cinque minuti. É stato un momento molto divertente per noi e per una bimba che si è fermata ad ammirare incredula l'incontro ravvicinato.

Abbiamo girato tra i pinguini e le rocce rosse di Punta Tombo fino all'ultimo momento possibile, poi siamo tornati, pieni di un semplice stupore piacevolmente infantile, all'ingresso.

























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